Giuseppe Flamini (*)
La manifestazione del 19 giugno (leggi qui), oltre a rappresentare il disagio delle imprese del nostro territorio ha fatto emergere nei giorni successivi quanto la persistente fase depressiva che riguarda la nostra economia sia profonda e richieda interventi straordinari che ne possano arrestare la tendenza.
Da più parti abbiamo letto dichiarazioni e constatato come l’allarme lanciato con la nostra iniziativa sia concreto. Dalle dichiarazioni del segretario regionale della Cgil Bravi sulla profonda crisi occupazionale, alla organizzazione dei cementieri Aitec che sottolineano la crisi spaventosa del settore dell’edilizia, al rapporto sul tessuto economico regionale presentato dalla filiale umbra della Banca d’Italia sui rapporti “critici” tra istituti di credito ed imprese, alle statistiche delle Agenzie del territorio sul crollo del mercato immobiliare, per finire con il Rapporto di Unioncamere sulla crisi del manifatturiero in Umbria.
A queste analisi, si aggiungono fatti che purtroppo segnano ancora crisi irreversibili sul lato del lavoro e di difficoltà delle imprese: gli esuberi di importanti aziende del settore dell’edilizia, alla chiusura di tutti i punti vendita della Wonderful. Non sfugga nemmeno l’uscita dalla nostra regione e dal resto del paese della catena tedesca della grande distribuzione Billa.
Dati e fatti che fanno capire ancora in modo più incisivo come la crisi sia trasversale a tutti i settori e provochi continue perdite di posti di lavoro e chiusura di imprese, nella nostra Provincia e nella nostra Regione.
Confartigianato Imprese della Provincia di Terni, ringraziando tutti coloro che hanno preso parte e/o aderito alla straordinaria manifestazione organizzata a Terni, insieme a Confcommercio, Confesercenti e Confapi, nel ribadire quanto sostenuto nel documento presentato durante l’incontro, ritiene responsabile e necessario prendere l’iniziativa per costruire una task force, aperta ad un dialogo con tutti i soggetti della rappresentanza, alle forze sindacali, ma anche alle istituzioni, per disegnare un piano di emergenza che consenta di individuare entro il 30 settembre, linee di sostegno all’ economia e ai settori in crisi.
Un appello che lanciamo per trovare soluzioni che possano dare sostegno alle imprese, alle famiglie, ai lavoratori. E’arrivato il momento di andare oltre e di programmare interventi incisivi sul fronte della occupazione, del sostegno alle imprese, al rilancio dei consumi e alla riduzione della tassazione.
E’ alla Regione dell’Umbria e agli Enti Locali che chiediamo e chiederemo un impegno rinnovato, una collaborazione che sappia dare segnali concreti nelle direzioni auspicate. Il nostro obiettivo non e’ criticare le amministrazioni del nostro territorio, ma progettare insieme misure urgenti per rilanciare l’economia regionale.
Non ci fermeremo.
Se non arriveranno segnali chiari, “Alzeremo di nuovo la voce”, e siamo convinti che le adesioni saranno sempre più numerose perché l’obiettivo non è salvaguardare interessi di parte di questa o quella categoria, ma rivolgersi all’interesse generale di un territorio, alle esigenze delle famiglie e soprattutto alle nuove generazioni che non avranno futuro se non riusciremo a mettere in campo una nuova visione di sviluppo e politiche innovative.
(*) presidente Confartigianato Terni