Comune di Perugia, il centrosinistra attacca "Città ferma, sindaco assente"

Comune di Perugia, il centrosinistra all’attacco: “Città ferma e sindaco assente”

Redazione

Comune di Perugia, il centrosinistra all’attacco: “Città ferma e sindaco assente”

Mar, 29/12/2020 - 14:25

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Comune di Perugia, il centrosinistra all’attacco: “Città ferma e sindaco assente”

Bilancio del 2020 dei tre gruppi di centrosinistra

Una città ferma, un sindaco assente, progetti bloccati e luoghi che diventano ‘non luoghi’ in un secondo mandato in cui Romizi è sembrato sempre di più ostaggio della destra più becera”. Il centrosinistra di Palazzo dei Priori ha fatto il punto del 2020 in una conferenza stampa dei gruppi del Partito democratico, Rete Civica – Giubilei e Idee – Persone – Perugia, che vuole essere la prima di una buona pratica che si ripeterà. 73 gli ordini del giorno presentati dai tre gruppi del Comune di Perugia in un anno e mezzo, senza contare i question time.

Bistocchi: “Il Covid ha aumentato le differenze”

Il Coronavirus ha accentuato le differenze – ha detto la capogruppo del Pd, Sarah Bistocchie il sindaco non ha fatto nulla per evitarlo, diventando completamente impalpabile e intangibile. Assente sui grandi temi, nel dibattito pubblico cittadino. Ma il non avere un sindaco, per la città e in questo momento storico, è un problema in più”. Bistocchi parla di “non gestione su tutti i fronti” per una giunta “impegnata a bocciare le nostre proposte, compresa quella per il potenziamento del Santa Maria della Misericordia, avversata anche dal sindaco per l’occasione presente in Aula”. Bistocchi attacca le distrazioni della maggioranza: “La modalità da remoto serve a contenere il contagio, non a contenere il nostro impegno. Non può diventare un alibi per fare altro”. E poi sul centrodestra: “A Perugia governa la destra di Lega e Fratelli d’Italia, che vanno avanti con azioni spot, propaganda anche sulla pelle delle donne. Il caso è quello dell’interruzione di gravidanza, dei manifesti pro-vita che il sindaco non ha fatto nulla per rimuovere. In questo senso – ha concluso Bistocchi – c’è la richiesta dell’Unione donne italiane (Udi – Perugia) per un consiglio grande, una discussione aperta e collegiale, dedicata”.

Giubilei: “Errori nella gestione della pandemia”

Troppi errori – ha proseguito Giuliano Giubilei nella gestione dell’epidemia, da parte del Comune. E’ sotto gli occhi di tutti l’assurda gestione del caso ex Grocco, ancora irrisolta e senza posti di terapia intensiva. La sindacatura Romizi non lascerà alcun segno, tutti i progetti sono fermi: il Turreno, il Mercato coperto, San Francesco al Prato, per non parlare del Lilli e i dubbi sul recupero e la gestione del Pavone. Latitante sull’Università per Stranieri, sulla Cultura. Perugia ha perso il ruolo di città guida della regione, anche nei confronti della maggioranza Tesei”. E sugli spot della sicurezza: “Come potrebbero scoraggiare gli spacciatori un taser, un cane antidroga e una sola pattuglia dell’esercito? La maggioranza lo sa bene ma ha continuato nella sua campagna elettorale permanente. La sicurezza si crea ricostruendo il tessuto sociale attraverso il recupero dei quartieri difficili e delle periferie”.

Croce: “Processi fermi e contraddizioni”

Di “processi in stand by o del tutto fermi” ha parlato Fabrizio Croce, sottolineando l’assenza di qualsiasi attività sul fronte “delle politiche per la nuova residenzialità, il riequilibrio degli strati sociali nei quartieri sorti a ridotto della prima fascia urbana, la rigenerazione urbana nelle aree a rischio degrado, politiche giovanili in grado di incidere e ridurre il disagio che traspare dall’abuso crescente di sostanze alcoliche. Rallentamenti spesso dovuti al contrasto con gli interessi privati. Evidenziate anche diverse contraddizioni tra le dichiarazioni programmatiche della giunta e le reali azioni come sull’apertura di nuovi centri commerciali, la smobilitazione e il ridimensionamento di settori particolari della pubblica amministrazione come il ‘Cantiere’ o la privatizzazione di servizi riconosciuti come beni comuni”.

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