Città Santuario, dall'Umbria la protesta arriva in tutta Italia | FOTO - Tuttoggi

Città Santuario, dall’Umbria la protesta arriva in tutta Italia | FOTO

Flavia Pagliochini

Città Santuario, dall’Umbria la protesta arriva in tutta Italia | FOTO

Ven, 02/04/2021 - 20:54

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Per la prima volta da sei mesi, gli imprenditori di 5 città santuario italiane sono scesi in piazza, in contemporanea, per rappresentare il loro dramma e la loro enorme preoccupazione per il futuro. I ristori promessi sono infatti giudicati insufficienti.

Città Santuario, la protesta di Assisi e Cascia

Oltre ad Assisi, in protesta da novembre, hanno partecipato anche Cascia, Loreto, Pompei e San Giovanni Rotondo. Una protesta pacifica e nel rispetto delle regole di sicurezza, ma estremamente determinata, di chi non si arrende a morire nell’indifferenza generale. Erano presenti anche la presidente della Regione, Donatella Tesei, il sindaco di Assisi, Stefania Proietti, e il vescovo, Domenico Sorrentino. Presente anche il candidato sindaco Marco Cosimetti, il consigliere regionale Pastorelli e i consiglieri comunali Cardinali e Lunghi. (Continua dopo la gallery, foto di Andrea C., per gentile concessione)

Dopo oltre un anno dall’inizio della pandemia che ha completamente azzerato il turismo, e svuotato completamente le città che basavano la loro economia prevalentemente su questo settore, da Assisi, lo scorso novembre, è partita la protesta che nelle ultime due settimane ha visto la partecipazione di altre città santuario, quelle realtà che hanno una chiesa importante e sono quindi meta del turismo religioso nazionale e internazionale. In tutta Italia le città santuario sono 800 e in Umbria la città serafica vale da sola il 25% dell’economia regionale. Sempre dal cuore verde d’Italia particolarmente delicato il caso di Cascia, che con tutto il territorio della Valnerina è ancora interessata dai problemi del sisma del 2016 e che non è nemmeno ammessa al contributo a fondo perduto previsto dal decreto Sostegni, perché con una popolazione inferiore ai 10 mila abitanti.

L’appello delle piccole imprese delle 5 città santuario, al governo e ai parlamentari delle quattro regioni coinvolte, è di creare le condizioni perché gli aiuti arrivino davvero, in forma rapida e coerente con il danno subito in questo lunghissimo anno con incassi zero. “Siamo dimenticati tra i dimenticati”, dicono.

La giunta Proietti: “Bene i ristori, ma si pensi

Da Assisi si riconosce quanto di buono fatto dal governo, l’aver finalmente stanziato dei ristori, ma si chiede di fare di più. “Le misure introdotte, anche se non potranno essere risolutive dei gravi problemi finanziari ed economici generati dalla pandemia, sono comunque indicative di una sensibilità e di una vicinanza delle istituzioni nazionali alle Città di Assisi, Loreto, Pompei, San Giovanni Rotondo ed a tutte le altre realtà simili. Esprimiamo, quindi, riconoscenza per aver accolto il grido di aiuto, ma nello stesso tempo siamo dell’idea, in nome della solidarietà, di non abbandonare le città più piccole che si trovano – se pur con numeri assoluti diversi – nelle medesime condizioni, come ad esempio Cascia e Norcia in Umbria che stanno subendo anche l’ulteriore danno conseguente al sisma del 2016“.

Prendiamo atto che il “Decreto Sostegni”, nel recepire le richieste di aiuto delle Città Santuario, assegnandone le risorse, ne ha di fatto ‘istituzionalizzato’ il concetto e il criterio e fornito la possibilità di ‘fare rete’, ma non è sufficiente. È necessario – sottolinea però l’amministrazione comunale – un ulteriore sforzo affinché quei ristori possano essere riconosciuti anche a ‘Città Santuario’ con meno 10 mila abitanti e venga incrementata l’iniziale dotazione finanziaria dei 10 milioni di euro, in quanto largamente insufficiente; occorre assolutamente creare le condizioni perché gli aiuti arrivino davvero, in forma rapida e coerente con il danno subito in questo lunghissimo anno in cui le attività economiche interessate hanno registrato incassi pressoché irrilevanti“.

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