Città di Castello: approvata in consiglio la mozione per la cittadinanza onoraria agli stranieri - Tuttoggi

Città di Castello: approvata in consiglio la mozione per la cittadinanza onoraria agli stranieri

Redazione

Città di Castello: approvata in consiglio la mozione per la cittadinanza onoraria agli stranieri

Mar, 20/11/2012 - 12:10

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Con il voto favorevole della maggioranza di Centrosinistra (Pd, Psi, La Sinistra per Ca-stello), Fdu e Idv e il voto contrario di Pdl, Polo Tifernate e Lega Nord, il consiglio comunale ha approvato la mozione per la concessione della cittadinanza onoraria ai bambini stranieri nati nel comune di Città di Castello, presentata dai consiglieri Luca Cuccaroni e Brunella Spapperi (Fdu), Alessandro Alunno (La Sinistra per Castello), Roberto Colombo (Idv) e Gionata Gatticchi (Pd).
Il dispositivo – Con la mozione approvata, il consiglio comunale impegna il sindaco a “conferire la cittadinanza onoraria ai bambini nati nella nostra città da genitori stranieri regolarmente residenti”; “la cittadinanza avrà valore puramente simbolico, quale auspicio di un effettivo riconoscimento della cittadinanza italiana e di un percorso di cittadinanza Integrato e la spesa viva si dovrà limitare ai costi di stampa della stessa”; il consiglio impegna il sindaco a “dare ampia diffusione alla presente mozione e del percorso di conferimento della cittadinanza onoraria” e il presidente dell’assise “ad inviare il documento al presidente della Repubblica, al presidente della Camera e al presidente della Regione Umbria”.
Il dibattito – Il capogruppo di Fdu Luca Cuccaroni ha illustrato la mozione, invitando i consigliere a “riflettere sul fatto che nel comune ci sono circa mille minorenni stranieri che non hanno cittadinanza italiana, di cui quarantaquattro nati solo nei primi mesi dell’anno”. “In Parlamento – ha spiegato – giace un’iniziativa di legge con cui si vuole modificare la concessione della cittadinanza e credo sia opportuno pensare di passare dalla concezione dello ius sanguinis a quella dello ius soli, superando la previsione at-tuale che, per bambini figli di genitori stranieri, se nati in Italia, stabilisce la possibilità di richiedere la cittadinanza italiana solo dopo il compimento del diciottesimo anno di età e, diversamente, solo dopo dieci anni di residenza in Italia”. “La piena integrazione dei bambini e dei ragazzi di oggi – ha sostenuto Cuccaroni – significa un fondamentale investimento per il futuro sociale ed economico della nostra città, visto che anche loro saranno i lavoratori ed i professionisti del domani”. “Ecco perché – ha spiegato il consigliere di minoranza – la mozione vuol fare in modo che il sindaco conferisca ad ogni bambino nato da genitori stranieri che non avrebbe cittadinanza italiana, cittadinanza onoraria di Città di Castello, come viatico per intraprendere un percorso di cittadinanza vero e sollecitazione al Parlamento ad allinearsi alla tendenza legislativa meno restrittiva di altri Paesi europei”.
Il consigliere del Pd Gionata Gatticchi ha sottolineato come la mozione “rientri appieno nel filone dell’evoluzione e dell’emancipazione dei diritti civili che da qualche mese stiamo portando avanti” e ha condiviso l’esigenza di rapportarsi con i 927 minorenni stranieri che risiedono nel comune senza cittadinanza italiana. “Ho la ferma convinzione che solo attraverso una oculata forma di integrazione come questa che proponiamo si possano iniziare ad affrontare anche le problematiche sociali che sono attualmente all’attenzione generale”, ha osservato Gatticchi, che ha ribadito il valore dell’azione di stimolo che dal livello locale deve essere esercitata sul livello nazionale per una più attuale definizione normativa. “Alimentare la paura del diverso, la xenofobia non è un modo per affrontare le questioni sociali che emergono, mentre iniziative come questa servono a perseguire la pace sociale e far crescere la coscienza civica in città”, ha concluso il consigliere di maggioranza.
Il consigliere di Fdu Brunella Spapperi ha sottolineato come “conferire la cittadinanza onoraria ai bambini stranieri nati in città obblighi chi la riceve a sentirsi parte integrante della comunità e possa creare migliori condizioni perché chi vive nel territorio si senta partecipe e responsabile”. “Ora questi bambini e questi ragazzi non si sentono né immigrati, né italiani e si rischia uno smarrimento culturale, che significa far sentire il minore diverso ed estraneo”, ha chiarito Spapperi, che ha puntualizzato il fatto che “da questa iniziativa non arriveranno benefit per gli stranieri, i cui diritti sono già regolamentati”. Il consigliere di minoranza, in questo contesto, ha preannunciato che si sta muovendo per avere informazioni sull’accesso e sull’utilizzo da parte dei cittadini stranieri residenti nel nostro comune delle agevolazioni concesse dalla legge.
Il capogruppo de La Sinistra per Castello Alessandro Alunno ha richiamato l’attenzione sul fatto che “in Italia abbiamo una legge in materia in vigore dal 1992”, evidenziando che “le trasformazioni in due decenni sono state evidenti e sostanziali rispetto allo scenario nel quale è stata promulgata la legge”, soprattutto in relazione alla quantità di stranieri in Italia e al ruolo sociale e lavorativo che hanno assunto. A questo proposito, il rappresentante della maggioranza ha fornito i dati dei 500mila bambini nati in Italia da genitori stranieri e dell’aumento di 45mila unità nelle iscrizioni scolastiche negli ultimi due anni, “che hanno portato a 756mila i bambini o ragazzi attualmente nei nostri istituti”. “Di fronte a questo scenario – ha affermato Alunno – l’atto che proponiamo ha un valore simbolico, perché va nella direzione di sostenere la futura modifica legislativa, ed è un atto di grande civiltà, un passo ulteriore verso l’integrazione e l’inclusione sociale nel contesto locale”.
“Siamo molto perplessi su questa richiesta, soprattutto perché in questo consesso si vanno a regolamentare materie che non sono da consiglio comunale”, ha osservato il capogruppo del Polo Tifernate Cesare Sassolini, che ha chiarito: “si tratta di materie molto complicate e profonde, che devono essere discusse da chi studia legge e da chi ha la potestà legislativa, cioè il Parlamento”. Il rappresentante del Centrodestra ha anche evidenziato come “la distinzione tra ius soli e ius sanguinis sia da secoli al centro di una diatriba tra legislatori”, concludendo di non sentirsela di avallare “un atto di enorme presunzione”. Non si possono obbligare i bambini a sentirsi italiani, perché questo è contro la legge”, ha osservato il consigliere. “Casomai – ha aggiunto – i genitori possono decidere per i figli, mentre la mozione indica che il sindaco, senza considerare la patria potestà, concede a un bambino la cittadinanza onoraria”. “Riflettiamo se è il caso di rivedere la mozione, confrontarci in commissione – ha concluso Sassolini – anche in considerazione dell’utilizzo del termine ‘onorario’, che fa riferimento ad atti di onore, che difficilmente si possono attribuire a bambini appena nati”.
Il capogruppo del Pd Gaetano Zucchini ha ribattuto: “non stiamo disquisendo di un’idea nata in modo strampalato, ma di una problematica pesante, rispetto alla quale proponiamo un atto di assoluta civiltà, nient’altro che questo”. L’esponente della maggioranza ha richiamato l’attenzione sulla condizione di chi è nato in Italia e non ha cit-tadinanza, giudicando “un errore clamorosissimo” che un bambino acquisisca il permesso temporaneo di soggiorno fino ai 18 anni e dopo opti per la scelta della cittadinanza. “La legge vigente – ha puntualizzato Zucchini – ha una richiesta di modifica molto ampia e politicamente trasversale, già sessantuno Comuni in Italia hanno aderito a questa iniziativa che proponiamo e un centinaio hanno preso l’impegno di deliberare quanto prima”. “Credo sia importante sostenere un diritto di civiltà – ha concluso il consigliere – questo consiglio comunale ha il dovere di sviluppare una forte attenzione sui temi di solidarietà e accoglienza, considerando che la cittadinanza onoraria non riguarda certo onori maturati, ma un onore che viene concesso al soggetto”.
Il capogruppo della Lega Nord Valerio Mancini ha ricordato come la legge 5 febbraio 1992 n.91 sia l’ultimo atto di un percorso che parte addirittura dallo Statuto Albertino. “C’è un motivo per cui a sessant’anni dalla nascita della Repubblica il dibattito su questa materia non ha trovato pace e mi domando se questo consiglio può avere una presunzione simile e voler di esaurire con un documento limitato una questione controversa e irrisolta”. L’esponente della minoranza ha parlato di motivazioni elettorali dietro l’iniziativa, sottolineando come non faccia perno su richieste degli interessati. “I genitori di questi bambini hanno fatto domanda di accesso a questo tipo di cittadinanza?”, ha chiesto Mancini, osservando come “gli stranieri nati in Italia già godono di diritti reali, a scuola, in ambito sanitario, nell’accesso all’abitazione”. Mancini ha, quindi, difeso la scelta del suo partito di “avversare le iniziative legislative orientate a dare con facilità la cittadinanza, visto che nemmeno in Germania, Francia e Olanda questo accade” e ha preannunciato che qualora il consiglio concedesse la cittadinanza onoraria, condurrà un’ analisi dei beneficiari dei servizi che eroga il Comune, “affinché a seguito della cittadinanza ci sia una vera assunzione di oneri e onori”.
In sede di replica, il consigliere Cuccaroni ha ricordato di essersi più volte espresso favorevolmente per un vaglio sulla concessione dei benefici agli extracomunitari, “una istanza – ha detto – che supportiamo”. “La mozione però – ha chiarito – non prevede alcun giovamento materiale, è un atto simbolico, che non dà alcun tipo di diritto, ma solo un pezzo di carta”.
“Credo che il Comune possa adottare legittimamente l’atto, che non è contro la legge”, è intervenuto in sede di dichiarazione di voto il consigliere Gatticchi (Pd), mentre il capogruppo de La Sinistra per Castello Alunno ha sostenuto che la mozione “non è un atto di presunzione, ma rappresenta una opportunità per tutti di partecipare e condivi-dere un’idea, sapendo che ci sono extracomunitari interessati alla cittadinanza e altri no”.
Il capogruppo del Psi Marco Mearelli ha espresso parere “assolutamente favorevole”, giudicando la mozione “un atto dovuto per un’amministrazione di Centrosinistra”. “Con questa mozione – ha precisato – affermiamo di ritenerci onorati noi di poter conferire la cittadinanza a chi nasce nella nostra città”.
Il capogruppo della Lega Nord Mancini ha eccepito che “se sono centosettanta su ottomila i Comuni che hanno aderito a questa iniziativa, è una percentuale comunque molto bassa” e ha ribadito che “la legislazione italiana riconosce la cittadinanza agli extracomunitari in una molteplicità di forme e che i cittadini nati in Italia già godono di diritti, ai quali non abbiamo niente da aggiungere”.

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