Giano dell'Umbria ha festeggiato, venerdì 30 Ottobre, il suo Patrono S. Felice, vescovo e martire. La solennità del Santo è stata l'occasione per accogliere per la prima volta l'Arcivescovo di Spoleto-Norcia Renato Boccardo nel territorio gianese. Il Presule è arrivato nella piazza del Municipio dell'antico borgo umbro accompagnato da due canonici della cattedrale di Spoleto, mons. Angelo Barigelli – priore del Capitolo e per anni parroco a Bastardo di Giano dell'Umbria – e mons. Vincenzo Alimenti. Ad attenderlo c'era il Sindaco Paolo Morbidoni, i sacerdoti della zona – don Giulio Martelli e don Guerrino Conti – la banda musicale e molta gente. “Eccellenza, ha detto il Sindaco nella Sala Consiliare, lei arriva in una terra piena di storia, segnata dalla testimonianza di grandi uomini di Chiesa. La nostra gente è semplice, dedita al lavoro e orgogliosa della sue radici”. Da sottolineare il grande spirito di accoglienza di Giano dell'Umbria nei confronti delle persone che giungono da Paesi lontani. La media degli stranieri presenti nel territorio comunale è ben al di sopra della media regionale. Il Sindaco Morbidoni ha garantito all'Arcivescovo la piena collaborazione del Comune con la Curia per il bene delle gente, soprattutto dei giovani. In questa direzione va l'accordo che c'è stato lo scorso luglio tra l'ente pubblico e quello ecclesiastico per la realizzazione – su un terreno di 12.000 metri quadrati – del nuovo centro pastorale nella frazione di Bastardo. “Sono qui per conoscere questa terra gianese piena storia e natura”, è stata la risposta dell'Arcivescovo. “Accolgo l'invito del Sindaco a lavorare insieme per la nostra popolazione, per rendergli la vita più bella e felice. Una vita, ha ricordato mons. Boccardo, può riuscire nella misura in cui fa riferimento a idee forti, che sono le nostre radici. Non dobbiamo disperdere questo immenso patrimonio che abbiamo a Giano dell'Umbria; è nostro compito assicurare la continuità della storia. Diamoci la mano e lavoriamo insieme”. Nel lasciare il Palazzo Comunale il Presule ha scritto un pensiero e ha posto la sua firma sul registro dei personaggi illustri del Comune. Prima di giungere all'abbazia di S. Felice, casa di fondazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue, l'Arcivescovo si è recato in visita alla popolosa frazione di Bastardo, per rendersi conto delle necessità di quella gente e per avere un'idea chiara su dove e come sorgerà il nuovo centro pastorale. Alla concelebrazione eucaristica nella splendida chiesa c'erano anche i rappresentanti di altri due comuni dell'Umbria che hanno proprio S. Felice da Giano come patrono: Massa Martana e Spello. Mons. Boccardo nella sua omelia, ricordando il profilo di S. Felice, ha invitato i fedeli ad imitare la vita dei Santi e non a ricordarne solo la storia. “Abbiamo bisogno, ha detto il Vescovo, di gente capace di essere fedele al progetto di Dio anche nella difficoltà, di gente che vive nell'onestà, che semina gesti di pace, serenità e servizio. S. Felice ci insegna ad essere forti e coraggiosi, ci ricorda che le cose fatte con sacrificio sono quelle che realmente ci rendono ricchi, guida la nostra vita sulle vie del bene. Ogni giorno, ha ricordato mons. Boccardo, può essere l'occasione per vivere bene, nella logica del dono e della gratuità e non in quella della chiusura e dell'egoismo. Proviamo a vivere così e chiediamo al nostro S. Felice coraggio e forza per essere saldi dinanzi alle prove che la vita, inevitabilmente, ci metterà davanti”. Al termine della messa l'Arcivescovo, i sacerdoti e le autorità sono scesi nella cripta dell'abbazia per recitare una preghiera sul sepolcro di S. Felice.
CELEBRATA DA MONS. RENATO BOCCARDO LA SOLLENNITA' DEL PATRONO DI GIANO (foto)
Sab, 31/10/2009 - 12:18