Casa Ancarano, chiuse le indagini | Martedì udienza al Riesame - Tuttoggi

Casa Ancarano, chiuse le indagini | Martedì udienza al Riesame

Sara Fratepietro

Casa Ancarano, chiuse le indagini | Martedì udienza al Riesame

Attesa per l'istanza di dissequestro della struttura socio-ricreativa in costruzione ad Ancarano | L'asso nella manica della difesa, ecco l'ordinanza di protezione civile che autorizza l'opera
venerdì, 02/02/2018 - 00:12

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Casa Ancarano, chiuse le indagini | Martedì udienza al Riesame

Si terrà martedì 6 febbraio l’udienza davanti al Tribunale del Riesame di Perugia contro il dissequestro di Casa Ancarano, la struttura socio – ricreativa in fase di realizzazione nella frazione di Norcia devastata dal terremoto di fine ottobre 2016.

L’obiettivo dei difensori dei tre indagati – il sindaco di Norcia, il presidente della Pro loco di Ancarano ed il direttore dei lavori – è quello di veder tolti i sigilli al cantiere e poter così riprendere i lavori della struttura resa possibile grazie ad importanti donazioni e che servirebbe come struttura sportiva e di aggregazione a servizio della comunità locale nell’immediato ma anche come luogo di emergenza in caso di nuove calamità naturali.

Gli avvocati Marcucci e Di Curzio

L’asso nella manica degli avvocati (a rappresentare il primo cittadino Nicola Alemanno sono Luisa Di Curzio e Massimo Marcucci, difensori del presidente della Pro loco Venanzo Santucci sono Benedetta Pugnali e Valentino Angeletti, con quest’ultimo che assiste anche il direttore dei lavori Riccardo Tacconi) è un’ordinanza del capo dipartimento di protezione civile, la 460 del 15 giugno 2017, che all’articolo 9 autorizza strutture finalizzate al mantenimento del tessuto sociale. Come appunto Casa Ancarano.

1. Al fine di garantire un adeguato spazio comune che funga da luogo di aggregazione in prossimita’ ed a servizio della popolazione alloggiata presso le SAE di cui all’art. 1 dell’ordinanza n. 394/2016, i comuni sono autorizzati ad utilizzare donazioni, anche provenienti da soggetti privati, di strutture e moduli temporanei da destinare alle predette attivita’.
2. Per le finalita’ di cui al comma 1 le regioni, d’intesa con i comuni, provvedono all’individuazione delle aree ed alla verifica di idoneita’ delle medesime, nonche’ alla realizzazione delle opere di urbanizzazione, con i poteri di cui all’art. 3, comma 5 della citata ordinanza n. 394/2016, anche con oneri a carico degli stessi soggetti donanti.
3. Alle iniziative di cui al comma 1, si provvede previa approvazione, da parte delle Regioni territorialmente interessate, dei fabbisogni quantificati e presentati dai comuni ai sensi di quanto previsto dall’art. 6 dell’ordinanza n. 394/2016.

Un’ordinanza che non viene indicata nell’atto a firma del sindaco Alemanno valevole anche come permesso di costruire della struttura polifunzionale frazionale, ma che garantirebbe al cantiere – situato in un’area vincolata all’interno del Parco nazionale dei monti Sibillini ed autorizzato con procedure emergenziali invece che ordinarie – la piena legittimità. Bisognerà aspettare però i prossimi giorni per capire se i giudici del tribunale perugino saranno dello stesso avviso delle difese e se quindi le procedure citate finora siano state corrette o meno.


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Intanto, nei giorni scorsi, ad Alemanno, Santucci e Tacconi è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini da parte dei pm Gennaro Iannarone e Patrizia Mattei in base al quale i tre indagati possono chiedere di essere ascoltati o possono presentare memoria. E proprio l’ordinanza 460 OCDPC è ritenuta fondamentale anche in questo caso, con l’obiettivo di far cadere ogni accusa.

Due i capi di accusa indicati nell’atto della Procura. Sono contestate a tutti e tre infatti violazioni al testo unico sull’edilizia per aver realizzato – in zona A del piano di fabbricazione, in area vincolata, ricadente in zona “C” di protezione di cui al Piano del Parco nazionale dei monti Sibillini, zona di protezione speciale e sottoposta a vincolo paesaggistico,”derogando con l’ordinanza sindacale n. 762 de 01.08.2017 al necessario titolo abilitativo”, in assenza dei presupposti previsti dalle ordinanze di protezione civile 388, 389 e 394 del 2016 – un “fabbricato sviluppato su unico livello fuori tera, costituito da una struttura polivalente – denominata ‘temporanea’ ma con natura e finalità permanenti – con scopi di protezione civile e presidio di sicurezza (donata al Comune di Norcia dalla Proloco di Ancarano) con superficie di circa 650 mq, con altezza di mt 5,74, struttura portante, tamponature in legno con finitura in intonaco, sviluppata in più corpi di fabbrica a forma di L, di cui il corpo centrale destinato a sala polivalente, con 11 spazi per camere, servizi principali e cucina con dispensa; un secondo blocco con servizi bar, magazzino, palestra, spogliatoi a servizio dell’adiacente campo da calcetto e percorso footing, da realizzare“.

Per gli stessi motivi, agli indagati viene contestato di aver violato il codice dei beni culturali e del paesaggio (D.lgs. 43 del 2004) “in assenza della preventiva e necessaria autorizzazione paesaggistica“.


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