"Su burkini polemiche sciocche, accogliamo i migranti" Mons. Paglia a tutto campo - Tuttoggi

“Su burkini polemiche sciocche, accogliamo i migranti” Mons. Paglia a tutto campo

Luca Biribanti

“Su burkini polemiche sciocche, accogliamo i migranti” Mons. Paglia a tutto campo

L'ex vescovo di Terni esplicita la posizione della Chiesa rispetto al costume islamico vietato in Francia
Dom, 21/08/2016 - 09:52

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Burkini sì burkini no, è uno dei temi caldi dell’estate dopo il divieto alle donne di fede islamica di indossare il costume integrale nelle spiagge di Cannes e Nizza. Partita dalla Francia, la questione è presto arrivata in Italia, trovando terreno fertile per polemiche che sembrano più da sdraio e ombrellone che di contenuto politico.

Nell’edizione del Tg3 di ieri sera, Monsignor Vincenzo Paglia (ex vescovo della diocesi di Terni-Narni-Amelia avanzato nelle gerarchie ecclesiastiche pochi giorni fa) è intervenuto sull’opportunità di concedere il capo di abbigliamento alle donne islamiche che lascia scoperti solo mani, viso e piedi: “Francamente il divieto sui burkini mi sembra sciocco così come perder tempo a parlare di queste cose, discutere sui centimetri delle barbe degli uomini e delle vesti delle donne. Capisco che è bene avere il volto scoperto, ma aver paura delle donne vestite mi pare davvero esagerato, non perderei più tempo su questo argomento”.

Monsignor Paglia ha espresso anche le sue considerazioni anche in merito al volontariato, in Italia costituito da una rete di 44182 organizzazioni, che spesso offrono la prima accoglienza, soccorso e assistenza ai migranti, così come accaduto ieri al porto di Trapani durante lo sbarco di una una nave in balia delle onde dopo un naufragio, carica di cittadini del nord Africa occidentale, circa 300 tra uomini, donne e bambini.

“La chiesa deve fare ancora di più, così come le associazioni di volontariato. Anche le istituzioni, a partire dai governi fino a scendere ai comuni, devono impegnarsi per governare questo fenomeno del quale conosciamo bene i problemi, ma anche le grandi ricchezze e opportunità. Una questione è fondamentale; dopo l’accoglienza, che è un fatto legato all’emergenza, c’è bisogno dell’integrazione, un impegno lungo nel tempo che chiede pazienza”.

“Bisogna aiutare i bambini ad apprendere l’italiano, ad andare a scuola, aiutare tutti a vivere la quotidianità; ci vuole un sussulto di tutto il paese.
A quei comuniammonisce Monsignoreche si oppongono all’arrivo di nuovi migranti dico che è più bello integrare e accogliere che emarginare e allontanare.
In Italia siano 60milioni di persone, l’anno scorso sono entrati 150mila stranieri e altrettanti entreranno quest’anno, è una cifra minima rispetto alla forza che possono dare.
Quando in una famiglia nasce un bambino non è un problema? Eppure i genitori devono integrarlo? Così quando arriva il secondo, è insomma un problema di vita, da vivere con grande speranza e non con paura.
L’Europa sta rinnegando se stessa, l’Europa è diventata grande andando oltre i confini e abbattendo i muri; oggi rischia di essere afona, gretta e vecchia. C’è bisogno di riscoprire quello spirito che mi auguro che da Ventotene riprenda il suo slancio, perché tutti, comprese le chiese europee, i cristiani europei, insieme alle istituzioni, devono contribuire a far tornare grande l’Europa”.

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