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Bilancio Regione Umbria, ok dall’Assemblea legislativa

Redazione

Bilancio Regione Umbria, ok dall’Assemblea legislativa

Mar, 28/12/2021 - 19:03

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L’emergenza nel 2020 ha portato a minori entrate per 20 milioni di euro e per il 2021 si stimano 14 milioni in meno

L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato a maggioranza, con i 13 voti favorevoli della maggioranza (Lega, FI, FdI, Tesei presidente) e i 7 contrari della minoranza (Pd, M5S, Patto civico, Misto), il Bilancio di previsione della Regione Umbria 2022-24 e la Legge di stabilità 2022.

Un atto che ha avuto l’ok dopo una giornata di dibattiti che hanno riguardato in realtà l’emergenza Covid più che la manovra in sé. Alla luce anche dei 2700 nuovi positivi circa registrati oggi in Umbria, dopo le novità sulla validità dei test antigenici in farmacia per far scattare quarantena e tracciamento.

Emergenza Covid in Umbria, scontro in Consiglio su tracciamento e quarantene

Tornando alla manovra economica, il relatore di maggioranza, Daniele Nicchi, ha sottolineato che “la MANOVRA DI BILANCIO è stata costruita con l’obiettivo di fronteggiare l’emergenza pandemica ancora in corso e creare le condizioni per la ripresa economica e sociale della Regione, nel rispetto dei vincoli e degli equilibri di bilancio. L’emergenza nel 2020 ha portato a minori entrate per 20 milioni di euro e per il 2021 si stimano 14 milioni in meno. La Manovra risente delle conseguenze della crisi ma prevede le principali linee di investimento per la ripresa economica e per il sostegno a imprese e famiglie. Le linee direttrici della manovra sono: nessun aumento della pressione fiscale e mantenimento delle agevolazioni fiscali; garantire gli equilibri di bilancio con il contenimento della spesa corrente e la razionalizzazione dei costi di funzionamento dell’intero sistema delle Agenzie regionali per efficientare l’erogazione dei servizi e aumentare i margini di flessibilità del bilancio; garantire il forte sostegno agli investimenti, considerati volano per la ripresa e lo sviluppo economico; attuazione delle politiche di sviluppo in una logica integrata e sinergica per l’ottimizzazione di tutte le risorse disponibili o che potranno essere dirottate sul territorio regionale (Fondi strutturali, FSC, Recovery Fund), con una programmazione rigorosa e puntuale nei tempi di realizzazione; finanziamento del sistema del Trasporto pubblico locale; rafforzare azioni e interventi per favorire la ripresa delle attività economiche e delle imprese; incentivare interventi di supporto economico alle famiglie e ai soggetti disagiati o a rischio di esclusione sociale. La Prima commissione ha accolto parzialmente le indicazioni del Cal per far proseguire il tavolo tra Regione e Province e gestire con un metodo comune l’entità delle risorse necessarie per la manutenzione della viabilità regionale, facendosi carico della risoluzione dei problemi legati alle annualità precedenti.

Per la relatrice di minoranza, Donatella PORZI (Pd) è necessario fare cose serie e riprendere il filo di una sanità regionale che sta facendo acqua da tutte le parti. Serve lavorare in maniera diversa per creare dalla crisi le opportunità che l’Umbria non ha potuto avere in passato. Le risorse che oggi ha a disposizione questa Amministrazione mettono anche la nostra Regione nella condizione di poter fare il salto di qualità per incidere sulle criticità regionali, per generare economia virtuosa che ci permetta di crescere. Nessuno può essere contrario a progetti come quello per l’aeroporto o per il sistema ferroviario. Ma state realizzando e finanziando la maggior parte di progetti che avete trovato. Non ci sono progetti che caratterizzeranno questa amministrazione in questi 2 anni. Serve una maggior partecipazione e condivisione con province e comuni. Serve una diversa organizzazione per combattere la variante Omicron. Guardiamo alle regioni più virtuose, come il Veneto. Anche nella scuola manca una regia politica e tecnica. È la terza volta che ci troviamo impreparati e gli umbri se ne sono accorti. Gli emendamenti presentati dalla minoranza servono a chiedere un segnale di attenzione di questa Giunta su problematiche dell’Umbria.

Bilancio Regione Umbria, la scheda

Nel dettaglio, per TRASPORTI e VIABILITÀ la manovra prevede un incremento di 4 milioni di euro nel 2022 per il Tpl. Nel complesso le risorse regionali stanziate nel triennio per il Tpl, ad integrazione del fondo nazionale, sono di 14,73 milioni nel 2022 e 12,69 milioni nel 2023 e nel 2024. Conferma per la manutenzione straordinaria delle strade in capo alle Province, 5 milioni nel triennio; per l’aeroporto 4 milioni. Per TURISMO e SPORT incremento nel 2022 di 80mila euro per la Film Commission, e 1,5 milioni per l’impiantistica sportiva. Per la CULTURA e DIRITTO ALLO STUDIO 100mila euro in favore dello spettacolo, 100mila per il Teatro stabile dell’Umbria, 500mila per il diritto allo studio. Per l’AGRICOLTURA 300mila euro l’anno per la prevenzione e lotta contro gli incendi boschivi, 50mila euro per i centri ittiogenici, 35 mila euro per il Piano forestale, 15 mila per la vigilanza delle aree sensibili, 100mila per gli allevatori. Su SOCIALE E WELFARE 20mila euro in più sul Fondo emergenza famiglie vittime incidenti sul lavoro, 40mila per il superamento della crisi da sovraindebitamento, 70mila per la cooperazione. Per le POLITICHE DEL TERRITORIO, 200mila euro nel 2022 per interventi connessi al sisma 2009, 500mila per interventi emergenziali, 100mila euro di incremento l’anno per il funzionamento dei gruppi comunali Protezione civile, 500 mila euro nel 2023 di cofinanziamento per la valorizzazione della Fcu. Per quanto riguarda la programmazione dei FONDI STRUTTURALI, nel bilancio sono previsti gli stanziamenti per il completamento della programmazione 2014-2020. Anche se ancora in attesa della conclusione del negoziato con il Governo, nel bilancio sono stati accantonati oltre 39,5 milioni di euro. La manovra di bilancio garantisce il forte sostegno agli INVESTIMENTI PUBBLICI: nel triennio sono confermati gli investimenti già programmati per 29 milioni di euro.

Gli emendamenti, non accolti, alla manovra di bilancio

L’Aula di Palazzo Cesaroni ha bocciato l’emendamento proposto da Donatella PORZI (Pd) che proponeva di “incrementare di 200mila euro lo stanziamento dell’anno 2022 alla luce delle modifiche normative alla Legge regionale n.3/2013 che ha ampliato la tipologia degli interventi finanziabili connessi al sisma 2009”.

Esito negativo anche per la proposta di modifica, a firma Thomas DE LUCA (M5S), che mirava ad adeguare (portandolo ad almeno il 60% del canone) “il trasferimento agli Enti Locali delle quote dei canoni incassati dalla Regione per le attività degli impianti di grandi derivazioni di acque pubbliche ad uso idroelettrico forza motrice ai tini di azioni relative allo sviluppo e alla valorizzazione dei territori dei comuni cui questi impianti operano e afferiscono”. Respinto l’emendamento relativo agli stanziamenti per “le attività di prevenzione del rischio idraulico e per la redazione e l’autorizzazione di un piano pluriennale di manutenzione delle sponde dei tratti di terza categoria dei corsi d’acqua, di concerto con i comuni interessati per la prevenzione del rischio idraulico con il coinvolgimento delle associazioni di cittadini e dei proprietari frontisti”.

È stato bocciato l’emendamento del consigliere Andrea FORA (Patto civico) per incrementare di 50.000 euro lo stanziamento dell’anno 2022 (che ammonta a 150.000 euro) per il finanziamento della legge regionale n. 11/2015, potenziando la rete e le risposte socio-assistenziali rivolte agli anziani, alla luce delle urgenze e necessità sociali causate dal Covid. Respinto l’emendamento che incrementa di 30.000 euro lo stanziamento dell’anno 2022 (che ammonta a 70.000 euro) per il finanziamento della legge regionale 24/1997 e la promozione della forma cooperativa d’impresa e la sperimentazione di nuove opportunità imprenditoriali cooperative. Voto negativo per l’emendamento che incrementa di 50.000 euro lo stanziamento dell’anno 2022 previsto per il finanziamento della legge regionale n. 40/1987 e il rilancio di attività e servizi per favorire l’occupazione.

L’Aula ha poi bocciato l’emendamento del consigliere Michele BETTARELLI (Pd) relativo al rifinanziamento della legge regionale sul commercio equo e solidale, prevedendo 35mila euro all’anno, per tre anni. Respinto anche l’emendamento che proponeva di riportare gli stanziamenti dalla legge regionale n. 2/2018, a favore della comunità umbra all’estero e delle loro famiglie incrementando lo stanziamento previsto, ora di 120.000 euro, di ulteriori 70mila.

L’intervento dell’assessore Agabiti

“Con questo bilancio – ha spiegato l’assessore competente Paola Agabiti – l’obiettivo non è quello di tornare ai livelli pre covid ma di migliorare e di trasformare l’Umbria in una regione forte, innovativa, attrattiva e solidale. Una verifica attenta delle scelte finanziarie, umane e strumentali, ha consentito una discontinuità con il passato, promuovendo azioni che potranno essere un moltiplicatore per lo sviluppo e un rafforzamento per la coesione sociale. Questa Regione non nasconde la polvere sotto al tappeto come fatto in passato. Quando siamo arrivati abbiamo trovato molti debiti pregressi. Abbiamo trovato gli spazi finanziari per farvi fronte. Continueremo a lavorare per razionalizzare la spesa e sulla spending review. Ci sono le prospettive di ripresa economica, sostenuta dalle risorse del Pnrr e dai fondi strutturali. Serve adottare la massima cautela, con adeguate politiche economiche. Per l’Umbria è un momento economico positivo, con dati superiori ad altre regioni. Le aperture di imprese sono tornate a livello pre covid, a dimostrazione che le misure regionali hanno ricaduta sui territori. La coesione sociale è stata salvaguardata, e non era un risultato scontato. La sfida per l’Umbria è agganciare la ripresa, offrendo nuove occasioni a imprese, giovani e famiglie. Vogliamo farla ritornare nel gruppo avanzato delle regioni italiane, ponendo fine al triste passaggio da regione sviluppata a regione in transizione. È un momento difficile, con livelli di incertezza forti, una situazione sanitaria delicata, le ferite del sisma ancora aperte. Occorre uscire dal lungo inverno produttivo e demografico. Tanti imprenditori attendono le migliori situazioni di contesto per far ripartire gli investimenti.

L’Umbria può essere una terra di innovazione produttiva e benessere. Ad esempio il bando Umbria aperta, per la riqualificazione delle strutture ricettive, è un segno che gli imprenditori vogliono ripartire. Con la manovra confermiamo di non voler aumentare la pressione fiscale, rafforzando i servizi essenziali per i cittadini. Il sostegno a famiglie e imprese passa per non aumentare le tasse, aumentando gli incentivi. E questo grazie alla razionalizzazione della spesa improduttiva e l’utilizzo virtuoso dei fondi europei. La manovra di bilancio prevede 40 milioni di euro per il diritto allo studio, cosa mai accaduta prima; 7 milioni per gli spettacoli; 30 per il turismo; 30 milioni per la riqualificazione urbana. Sul personale abbiamo ridotto le direzioni, ridotto la spesa, stabilizzato i precari, aperto una fase concorsuale. Per il cofinanziamento della  programmazione europea abbiamo già accantonato fondi per avviare celermente gli interventi, contrariamente al passato. Questi sono i numeri, questi sono i fatti, queste le risorse che arriveranno a famiglie e imprese”.

Il punto della presidente Tesei

Quindi l’intervento della presidente della Regione, Donatella Tesei: “Ho assistito a un Consiglio regionale non sul Bilancio ma a tema libero, con le solite affermazioni prive di fondamento, senza riscontro nei numeri e nelle azioni che concretamente si stanno facendo, utilizzando il problema della pandemia e del vertiginoso sviluppo della variante omicron. Basta guardare i dati in tutta Italia per capire com’è la situazione reale. Sul bilancio, invece, mi attengo ai dati comunicati dall’assessore Agabiti, ma faccio rilevare che grazie alle azioni che abbiamo messo in campo le famiglie e le imprese hanno riacquistato fiducia e si vede, perché stanno investendo. Per quanto riguarda la situazione pandemica, sento cose che non corrispondono alla realtà, che generano confusione nella nostra comunità. Non è l’Umbria ad essere coinvolta nella pandemia ma il mondo. Non è vero che i tracciatori sono dimezzati, i dati a cui si è fatto riferimento, riportati dal Sole 24 ore, si riferiscono a prima dell’impennata della pandemia. Stiamo ora vivendo una fase completamente diversa rispetto al passato: siamo passati dagli 8571 positivi del 22 dicembre agli oltre 11mila di tre giorni dopo, più della seconda ondata. La caratteristica di questa variante porta al raddoppio giornaliero dei casi e sta avvenendo ovunque, non solo da noi. Sono numeri straordinari. Nell’ultima settimana 10mila nuovi casi, per il sistema sanitario uno sforzo enorme per tracciamento e tamponi, ma le ospedalizzazioni sono inferiori rispetto al passato: 112 ricoverati rispetto agli oltre 500 della seconda ondata. In terapia intensiva, oggi, ci sono 8 pazienti. Stiamo lavorando per ampliare quanto servirà. Le regole su tracciamento e quarantena vanno indicate dal livello nazionale, tutti i governatori hanno sollevato il problema, e domani sarà affrontato dal Cts nazionale. L’Umbria prima di Natale ha emesso una ordinanza che ha anticipato provvedimenti poi presi, il giorno dopo, dal governo nazionale: ffp2 all’aperto e su luoghi chiusi e mezzi di trasporto, messa in sicurezza delle residenze sanitarie. Non abbiamo mai abbassato la guardia sui vaccini, allungando gli orari e devo ringraziare la collaborazione con la croce rossa. Medicina territoriale: in attesa dell’entrata in vigore della legge di bilancio, abbiamo stabilito una proroga fino al 28 febbraio dei contratti a tempo determinato per garantire i servizi sanitari e il recupero attività ordinaria. Data la situazione di crescita esponenziale dei contagi vi sono innegabili difficoltà sul tracciamento dei contatti, come in tutto il Paese. Non è vero che c’è un dimezzamento dei tracciatori, lo dicono i numeri delle Asl, sono tutti presenti e confermati. Domani altri 50, previa apposita formazione, prenderanno servizio immediatamente. Molto personale deve ancora usufruire delle ferie, li ringrazio per il lavoro straordinario che stanno facendo. Stiamo cercando di trovare risposte a una situazione in continuo mutamento. Evitiamo strumentalizzazioni e notizie non vere che hanno il solo effetto di generare ulteriore confusione e paure. Evidente che i numeri straordinari comportano difficoltà nel tracciamento e sono necessarie misure nuove, come si sta discutendo a livello nazionale. Continueremo ad avere massima attenzione”.

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