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La Beata Margherita è santa, Papa Francesco ha firmato decreto per canonizzazione

Davide Baccarini

La Beata Margherita è santa, Papa Francesco ha firmato decreto per canonizzazione

Sab, 24/04/2021 - 12:05

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L'annuncio arriva direttamente dal vescovo di Città di Castello mons. Domenico Cancian "Gioia immensa nell'anno del 7° centenario dalla morte"

La Beata Margherita è ufficialmente diventata santa. La notizia è arrivata in queste ore direttamente dal vescovo di Città di Castello mons. Domenico Cancian, che stamattina (24 aprile) ha indetto una conferenza stampa straordinaria nella Chiesa di San Domenico per annunciare l’importante comunicazione arrivata direttamente dal Vaticano.

Canonizzazione, c’è la firma di Papa Francesco

Nel 2019 furono proprio il vescovo tifernate Cancian e l’arcivescovo di Urbino-Urbania-Sant’Angelo in Vado, mons. Giovanni Tani – tenuto conto della grande diffusione del culto tributato alla beata in varie parti del mondo – a presentare a Papa Francesco la richiesta di procedere alla canonizzazione per equipollenza.

Oggi (24 aprile), al termine dell’espletamento di tutte le procedure canoniche e grazie all’impegno della Postulazione Generale dell’Ordine dei Predicatori, questa richiesta ha trovato la sua piena accoglienza con la firma del pontefice. La Beata Margherita di Città di Castello è ora iscritta nel catalogo dei Santi e il suo culto è esteso alla Chiesa universale.

Cancian “Immensa gioia per la Chiesa di Città di Castello”

La Chiesa che è in Città di Castello – ha dichiarato il vescovo mons. Cancianvive con immensa gioia e gratitudine al Signore la canonizzazione della nostra amatissima beata Margherita, che ha vissuto tra noi gran parte della sua vita fino alla morte. La sua immagine raffigurata al centro del catino absidale della Cattedrale, così come nella cupola, evidenzia la straordinaria importanza di questa piccola donna nelle generazioni lungo i 7 secoli che la separano dal nostro tempo. Ininterrottamente le è stato tributato il culto, estesosi in vari continenti, e la sua figura è stata ispiratrice di opere di carità.

La canonizzazione avviene mentre si stanno svolgendo le celebrazioni del settimo centenario della sua morte, che si concluderanno il 9 maggio. Avviene, inoltre, in un periodo segnato in maniera drammatica dalla pandemia: Margherita può autorevolmente insegnarci come trasformare il male in bene, senza cedere allo sterile vittimismo e alla lamentela inutile”.

Il prossimo 19 settembre, secondo modalità che saranno successivamente rese note, avrà luogo una solenne concelebrazione eucaristica di ringraziamento al Signore per la nuova santa nella chiesa monumentale di San Domenico a Città di Castello.

La Beata Margherita

Nacque da nobili genitori (Parisio ed Emilia) nel castello di Metola nella Massa Trabaria (oggi Comune di Mercatello sul Metauro e Arcidiocesi di Urbino-Urbania-Sant’Angelo in Vado), presumibilmente nel 1287.

Nacque cieca e con una difformità degli arti inferiori e a motivo di ciò il padre le costruì una cella presso la chiesa del castello per nasconderla alla vista degli altri, ma anche per proteggerla dai conflitti in atto nella zona. Fin dai 7 anni la fanciulla inizia una vita di penitenza con digiuni, cilicio e flagellazione. Nella speranza di un miracolo i genitori la portano a Città di Castello, al sepolcro di un pio frate minore morto da poco (il beato Giacomo), ma il miracolo non avviene e viene abbandonata dai genitori stessi in quella città.

Vive girovagando e ricevendo il vitto dalla carità del popolo, fino a quando è accolta nel monastero di Santa Margherita, da cui però in seguito viene espulsa. Trova quindi un approdo nella casa dei coniugi Venturino e Grigia, dove si comincia ad attribuirle miracoli e dove vive in orazione, praticando forme penitenziali. Avendo imparato da fanciulla la preghiera liturgica, ricambia l’ospitalità occupandosi dell’istruzione e dell’educazione dei figli della coppia.

Si lega ai frati Predicatori (Domenicani) del vicino convento di San Domenico, porta l’abito domenicano e frequenta la loro chiesa. La sua vita è caratterizzata da una intensa preghiera e dalla meditazione sul mistero dell’incarnazione e sulla sacra famiglia: le si attribuiscono levitazioni, guarigioni miracolose e la visione di Cristo incarnato al momento dell’elevazione dell’eucarestia nella celebrazione della messa. Muore nella casa di Venturino e Grigia il 13 aprile 1320.

Il culto

Nel 1395 a Città di Castello il culto e la devozione per la beata dovevano essere già stati istituzionalizzati, poiché si trova l’esplicita menzione della festivitas et obstensiocorporis beate Margarite. Nel 1422 il Comune stabilisce che ogni anno nel giorno della festa della beata sia offerto un doppiere di cera. Da questa epoca il culto per la beata è sempre più intensamente documentato.

Il culto liturgico – la beatificazione – viene autorizzato da papa Paolo V nel 1609. Negli anni Sessanta del Seicento le lunette del chiostro del convento domenicano tifernate furono illustrate con scene di vita e di miracoli di Margherita, il cui corpo, nel 1678, fu collocato, in un’urna nell’altare maggiore della chiesa di San Domenico a Città di Castello, dove tuttora è venerato. Nel tempo il culto si è largamente diffuso nel mondo (Europa, America e Asia), grazie all’impegno dei frati Predicatori. Più di recente, nel 1988, la beata venne proclamata patrona dei disabili per le Diocesi di Città di Castello e di Urbino-Urbania-Sant’Angelo in Vado, su richiesta del vescovi mons. Carlo Urru e Ugo Donato Bianchi.

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