Arconi, incontro pubblico il 20 ottobre | Tavolo tecnico al lavoro - Tuttoggi

Arconi, incontro pubblico il 20 ottobre | Tavolo tecnico al lavoro

Cristiana Mapelli

Arconi, incontro pubblico il 20 ottobre | Tavolo tecnico al lavoro

Consiglieri comunali chiedono sopralluogo al cantiere | Il Pd all'attacco "Demolire"
Mar, 10/10/2017 - 11:11

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Una data, quella del 20 ottobre, nel complesso Sant’Anna in viale Roma, in cui la città potrà parlare del tanto dibattuto progetto degli Arconi. A lanciare l’appuntamento l’assessore ai lavori pubblici durante la commissione Controllo e garanzia di lunedì mattina, “anche se ricordo che già nel gennaio 2016 era uscita un’intervista allo stesso ingegner Becchetti sulle modifiche del progetto originario, con tanto di rendering, che già avrebbe potuto aprire una discussione. Non abbiamo mai voluto nascondere alcunché e non lo facciamo certo in questa occasione”. Dopo l’audizione di lunedì scorso con la soprintendente Mercalli e quello di lunedì matttina, mercoledì se ne aggiungerà un altro: alle 17:30 ad Umbrò si parlerà di Arconi, ma anche di Mercato coperto, Turreno e Fontivegge insieme a Angela Giorgi, presidente dell’associazione St.art, la storica Claudia Minciotti Tsoukas e Giovanni Tarpani.

Durante l’incontro si aprirà un dibattito sulla soluzione scelta dalla Amministrazione Comunale per gli “Arconi”, che ha evidenziato come Perugia abbia una grande necessità di conoscere il proprio futuro. “Questo bisogno va ben oltre la sfera della contingenza di un singolo progetto – anticipa a TuttOggi Giovanni Tarpani – ma abbraccia anche altri aspetti, focalizzando prima di tutto il metodo per arrivare alle scelte che deve fare una Amministrazione. Arconi, Mercato Coperto ed Ex Cinema Turreno, sono tre interventi destinati a cambiare il volto del Centro Storico di Perugia. Non è fuori luogo dire che da anni il Centro Storico di Perugia non contemplava tre interventi così rilevanti per il suo futuro e tutto questo non può che essere oggetto di partecipazione, discussione e dialettica delle idee. Di certo non pare il metodo giusto quello del “segeto” far maturare scelte destinate a far vivere o meno il cuore della città. Perugia mai come in questo ha bisogno di qualità e non di soluzioni buone solo per un annuncio mediatico. La città che ha visto Progetti di Aldo Rossi, Jean Nouvelle non può certo accontentarsi di progetti abborracciati”.


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La funzione degli Arconi

Il tema decisivo – ha detto ancora lunedì Calabrese – non è tanto il recupero edilizio, quanto la funzione da dare a quell’area, il come renderla e mantenerla viva, per far sì che il degrado che la occupava in passato possa essere eliminato”. Oltre all’assessore, hanno parlato anche i dirigenti del Comune Barcaccia, Antinoro e Martani che hanno fatto nuovamente il punto sulla vicenda. Becchetti, ha ricordato come già nel novembre 2013 fosse stato presentato un progetto che prevedeva strutture portanti in cemento armato, poi modificato nel 2014 per varie ragioni, tra cui l’esigenza di una nuova distribuzione degli spazi, la disponibilità della Sala Gotica già in fase di recupero e un costo finale del primo progetto molto più alto rispetto a quello stimato.

Finanziamenti a rischio

Poi, a metà 2015, è arrivato il parere negativo del precedente soprintendente e a quel punto erano a rischio i 3,5 milioni di euro finanziabili dalla Regione e i 700 mila euro della Fondazione Cassa di risparmio, dato che l’affidamento andava fatto entro il 31 dicembre. Alla fine di luglio, dopo una serie di incontri con la Soprintendenza, arriva un parere favorevole informale sul nuovo progetto e a quel punto la macchina si è messa in moto, riuscendo ad affidare i lavori il 30 dicembre. Secondo Becchetti, l’obiettivo era quello di non interferire con l’antica costruzione muraria, attraverso delle nuove strutture reversibili, compatibili e distinguibili dagli Arconi, che fossero al contempo in rapporto con il giardino e il paesaggio circostanti. La consegna dei lavori arriva il 20 luglio e le comunicazioni alla Soprintendenza il 10 agosto, ed è proprio qui che Mercalli aveva rimproverato il Comune, poi i sopralluoghi dei tecnici.

Variante urbanistica

A metà 2015 in ballo c’è stata anche la variante urbanistica approvata dal consiglio, con la quale si sono modificate le previsioni urbanistiche di tutto il complesso della rupe ATC6, Arconi e Mercato coperto, “secondo quanto prevedeva il vecchio progetto del project financing, che prospettava per l’area attività di ristorazione e parcheggio, mentre con la variante si ponevano limiti molto più significativi di conservazione”. Variante che non parlava delle strutture aggettanti.

Tavolo tecnico

Se la Soprintendenza chiede – ha spiegato Antinoro – di abbassare i corpi aggettanti, l’unico modo è riducendo i soppalchi, per cui abbassiamo tutto di un metro. Non è invece possibile arretrare ulteriormente. Nel tavolo tecnico abbiamo concordato che ci saranno anche una serie di accorgimenti per rendere distinguibile il muro, per esempio con una particolare illuminazione. In ogni caso, l’aggetto è di un metro e venti e serve per non ancorarsi all’arcone”.
Nel corso del dibattito il consigliere di maggioranza Nucciarelli ha voluto sottolineare l’importanza della componente estetica, mentre il capogruppo dem Mencaroni “le protuberanze devastano la forma e il valore storico del monumento, per cui l’amministrazione dovrebbe fare un passo indietro e demolire quanto è stato costruito”. Al termine del dibattito è stato ipotizzato un sopralluogo dei consiglieri stessi al cantiere.

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