ARCIVESCOVO BOCCARDO INCONTRA LA STAMPA LOCALE: PROVE DI DIALOGO CON L'INFORMAZIONE (foto) - Tuttoggi.info

ARCIVESCOVO BOCCARDO INCONTRA LA STAMPA LOCALE: PROVE DI DIALOGO CON L'INFORMAZIONE (foto)

Redazione

ARCIVESCOVO BOCCARDO INCONTRA LA STAMPA LOCALE: PROVE DI DIALOGO CON L'INFORMAZIONE (foto)

Lun, 09/11/2009 - 18:52

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di Carlo Vantaggioli

C'era attesa per il primo incontro con Mons. Renato Boccardo, a tu per tu con la stampa dopo i primi contatti avuti per dovere di cronaca, nella lunga giornata dell'insediamento e delle visite ufficiali in diocesi subito dopo. L'arcivescovo rafforza quella impressione di prelato di formazione superiore e “stile” misurato che lo ha contraddistinto sin dalla sua prima apparizione, quando scese da Piazza Campello nel giorno del suo arrivo a Spoleto.

Indubbiamente la lunga frequentazione con le stanze del Vaticano ha prodotto una notevole impronta “diplomatica” che non è più solo scuola, ma qualcosa di profondamente connaturato con l'essere vescovo, pastore di anime ed Istituzione in se. In questo Boccardo propone tutta la sua sapienziale prudenza nell'analisi del territorio della Diocesi sotto aspetti che non siano al momento “la conoscenza profonda dei preti e delle parrocchie”.

“Sono rimasto molto colpito dal calore con il quale mi avete accolto e devo dire che è stato del tutto inaspettato” dice il Presule accennando un sorriso di compiacimento, mentre però evita di dire altro sulla “società” Spoleto-Norcia. Come dargli torto d'altro canto, visti i pochi giorni.

Anche se, dal racconto di Monsignore, viene fuori comunque una serie di primi “abboccamenti” che un po' del carattere del Prelato, lo mettono in evidenza. Occorre conoscere un pò di “grammatica” vaticana per capire come sarà il prosieguo della storia, ma per il momento l'Arcivescovo ha gia avuto in mano tre questioncine di non poco conto che sono nell'ordine: il recupero del Giardino dello Sport a Piazza S. Gregorio;, un incontro con Giorgio Ferrara (già avvenuto) per la prossima edizione del Festival, nel quale il Presule ha chiesto un ruolo “operativo-di proposta” e non semplicemente di fornitore privilegiato di location di lusso ed infine il “non possumus” sull'utilizzo di “chiese di prestigio per matrimoni di prestigio”, richiesta che le Associazioni di categoria gli avevano presentato poco dopo il suo inseiameno.

A dir la verità più che un “non possumus”, è sembrato proprio un “niet”, detto con decisione e rafforzato da “non desidero questa commistione e non siamo un industria per fare soldi; nelle Chiese consacrate si danno i Sacramenti, non altro. Ho anche rifiutato l'altro giorno l'autorizzazione a girare delle scene di fiction in una chiesa consacrata”. Ecco!

Riassumendo: la politica del fare per i giovani, il ruolo della chiesa nell'economia cittadina, la comunicazione anche quando si tratta di un evento internazionale come il Festival. E' poco per cominciare?

Viene chiesto al Vescovo se ci sia per caso in piedi la possibilità di una visita di Papa Bendetto XVI a Norcia o in Umbria, visti i precedenti delle visite compiute dall'allora Cardinale Ratzinger in forza dell'amore per S. Bendetto, “Non ne ho sentito parlare in Vaticano sin'ora, ma si può sempre fare un invito ufficiale a Sua Santità”.

Due parole anche sul tema del giorno, quello del Crocifisso fuori dalle aule scolastiche.

Monsignore dice una cosa molto interessante rispetto al cicaleccio sentito in questi giorni su tutti i tavoli ” Il Crocifisso non può essere interpretato solo come un simbolo di cui fare bandiera, ma rappresenta ciò che per prima cosa dovremmo avere nel cuore. Attesa l'identità culturale Cristiana dell'Europa nello scorrere dei secoli sino ad oggi, come si può cancellare a priori qualcosa se prima non si è compreso la natura di quella identità? Una cancellazione preventiva?”.

Uno spunto di riflessione non banale che consente di “digerire” anche una sensazionale tesi complottista sullo stesso argomento proferita da don Fabrizio Maniezzo, parroco di Castel Ritaldi, presente all'incontro nelle vesti anche di giornalista. Secondo il parroco “è in corso una manovra radical-massonica che si sta allargando sempre più”.

Mancava solo il ” pluto-giudaico” ed eravamo a posto, se non fosse che sarebbe stato molto poco Religiously Correct. Mah! Molto intrigante, specie per la stampa on line, anche l'accenno al mondo della rete e di internet che per Monsignore “lascia molto soli anche se si è in contatto con tante persone”, salvo poi ammettere che forse anche la Chiesa, usando parte del nuovo linguaggio potrebbe riempire di contenuti questi sistemi di comunicazione e forse con questo ottenere un passaggio decisivo, verso il “cuore” dei giovani.

“C'è un mail dell'Arcivescovo comunque attiva, ed è nato un dialogo con molti giovani…”. Qualcuno dei colleghi spinge sull'acceleratore “Eccellenza perchè non apre un profilo su Facebook”.

Come dire a Sua Santità di mettersi a chattare in Messenger. Immediato il rifiuto, gentile ma netto, del Presule che non cede nemmeno dietro all'invito di TO® di aprirne uno appena più “delicato” su Twitter. Come detto siamo ad un altra dimensione.

Al termine monsignore conferma l'incontro tradizionale con i giornalisti in occasione di S. Francesco di Sales in programma per il prossimo 20 Gennaio, abitudine molto gradita e fortemente voluta da Mons. Riccardo Fontana. Ed un accenno al ruolo di Fontana viene subito fuori quando riferendosi all'azione del suo predecessore, l'Arcivescovo, con quasi rassegnata soddisfazione dice “Ho trovato tutto a posto nella Diocesi. Le parrocchie sono tutte restaurate, non mi rimane che parlare con i Preti per capire cosa c'è da fare”.

Quasi, quasi, se non fosse che si parla di Chiesa Cattolica, pare di sentire la cavouriana e risorgimentale “L'Italia è fatta, ora facciamo gli italiani”.


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