Alitalia verso abbandono aeroporto Perugia | Autobus sostitutivi per Roma dall'1 aprile - Tuttoggi

Alitalia verso abbandono aeroporto Perugia | Autobus sostitutivi per Roma dall’1 aprile

Alessia Chiriatti

Alitalia verso abbandono aeroporto Perugia | Autobus sostitutivi per Roma dall’1 aprile

Squarta, "senza scelte coraggiose della Regione, inevitabile la chiusura di Sant'Egidio" | Vinti, "si fermi la fuga delle compagnie"
Ven, 25/03/2016 - 12:11

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Dopo le indiscrezioni, arriva dunque, in mattinata, la conferma ufficiale da parte di Sase: la tratta Perugia-Roma, servita dalla compagnia Alitalia, sembrerebbe non riuscire a decollare, almeno in termini di profitti. Così, stop alle prenotazioni da e per la città eterna, con partenza dall’aeroporto di Sant’Egidio, sospese già per l’inizio del prossimo mese. Lo aveva rivelato già, in un suo articolo di oggi, il quotidiano Corriere dell’Umbria.

Sase ha appreso – si legge nella nota della società – nella serata di ieri, 24 marzo, la decisione di Alitalia di operare la rotta Perugia – Roma – Perugia con autobus sostitutivi a partire dal primo aprile. I voli non risultano in vendita dall’1 al 10 aprile (restano ancora disponibili dopo quella data) e non state ancora formalmente comunicate le decisioni del management Alitalia relativamente al futuro della rotta“. La riprova si può fare immediatamente: basta recarsi sul sito web della compagnia, e provare a prenotare un volo. Ma, sorpresa, da qui al 10 aprile nessun volo è disponibile: “non ci sono voli disponibili per i giorni da te selezionati – si legge nella dicitura automatica – . Prova in altre date o effettua una nuova ricerca“. Sempre sul sito, sarebbero invece i voli a partire dall’11 aprile.

“Negli ultimi giorni – aggiunge Sase – si sono sviluppate trattative con il Chief Strategy Officer di Alitalia e il suo team a seguito di una richiesta, insostenibile e ingiustificata, di sostegno economico promozionale del volo. Il CdA di Sase, d’intesa con l’Assessorato ai Trasporti della Regione Umbria e con gli stakeholder, ha avanzato proprie proposte per il supporto della rotta in linea con le normative vigenti sugli aiuti di stato e con le esigenze di tendenziale equilibrio economico della rotta stessa anche in considerazione della sua fase di start-up. Si è proposta anche una rimodulazione del numero dei voli ottimizzando i collegamenti in coincidenza con le destinazioni internazionali e intercontinentali. Da parte di Alitalia si è preferito non entrare nel merito di queste ulteriori proposte e si è proceduto alla semplice attuazione di quanto dichiarato alcune settimane fa dal suo presidente Luca Cordero di Montezemolo a proposito della soppressione di rotte secondarie nazionali”.

La spiegazione sulla sforbiciata che Alitalia è pronta a effettuare, ridimensionando ulteriormente l’importanza dell’aeroporto umbro, avrebbe dunque natura economica: chi, ad esempio, avrebbe voluto utilizzare lo scalo di Fiumicino per poi prendere un altro aereo verso altre destinazioni, non è sicuro potrà più farlo, in quanto, “la sostenibilità economica per la compagnia e le previsioni non indicano nessuna possibilità di cambio di rotta sulla vendita dei biglietti“, riporta il Corriere dell’Umbria. E questo nonostante Sase spieghi, sempre nella nota di oggi, che “il collegamento con Fiumicino ha sviluppato un significativo volume di traffico (oltre 35.000 passeggeri) nonostante il suo avvio abbia coinciso con i pesanti disagi conseguenti all’incendio dello scalo romano. Il CDA di Sase, già convocato per martedì 29, prenderà in esame la nuova situazione e provvederà alla convocazione dell’assemblea dei soci per il prossimo 29 aprile”.

La notizia arriva poi dopo le dimissioni dello storico presidente Mario Fagotti dalla direzione di Sase, e dopo la comunicazione della volontà di Ryanair di ridurre la propria presenza in Umbria. Lo scalo umbro sarebbe uno tra i colpiti dai tagli, già implementati o annunciati, che Ryanair praticherà durante il 2016 e che coinvolgono principalmente gli scali regionali che negli anni hanno più beneficiato dello sviluppo del traffico low cost. Parliamo delle tratte su Cagliari e Brindisi e quelle su Barcellona- Girona e Dusseldorf-Weeze, rotte che nel 2015 avevano operato complessivamente con un load factor medio di oltre l’80%.

La risposta politica non tarda ad arrivare. E’ Marco Squarta, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, il primo a commentare la vicenda questa mattina: “senza scelte coraggiose da parte della Regione Umbria la fine dell’aeroporto ‘S.Francesco di Assisi’ è inevitabile, con conseguenze drammatiche per l’Umbria, il suo turismo e la sua economia. Con la sospensione dei voli Roma-Perugia, che fa seguito a quella dei collegamenti un tempo garantiti da Ryanair – evidenzia Squarta – le tratte in arrivo e partenza dall’Umbria si riducono fin quasi a sparire, lasciando le piste di S.Egidio desolatamente vuote. Una situazione insostenibile, che chiama la Regione a scelte urgenti e innovative, in considerazione del suo ruolo nella società di gestione dello scalo (Sase)”.

Il consigliere di opposizione rimarca che “il collegamento Roma-Perugia era tutt’altro che inutile, dato che si poneva quale comodo ponte aereo con la capitale, in grado di rendere più agevole l’accesso all’hub internazionale di Fiumicino. Una via di accesso privilegiata anche per i turisti stranieri intenzionati a scoprire l’Umbria, la cui importanza è ancora maggiore in ragione dei flussi legati al Giubileo della Misericordia”.

“Notizie negative che giungono troppo spesso dallo scalo regionale – conclude Squarta –: alle dimissioni del presidente della Sase per i contrasti con il socio Regione e al taglio dei voli, si aggiunge quanto emerso durante l’audizione di Sviluppumbria in Commissione sulle perdite milionarie del bilancio Sase, nonostante i fondi regionali che vengono destinati alla società. Appare dunque urgente la nomina di un manager di comprovata esperienza nel settore ai vertici della società e l’apertura ai privati, visto che i soggetti pubblici non appaiono in grado di gestire in maniera accettabile lo scalo regionale”.

Non tarda anche il commento da parte di Stefano Vinti, ex assessore regionale di Sinistra-Lavoro Umbria. “La Regione e il Comune di Perugia – scrive Vinti in una sua nota – devono fermare la fuga delle compagnie aeree dell’aeroporto internazionale di San Francesco. Adesso anche Alitalia cancella i voli di linea, e taglia il Perugia-Roma e il Roma-Perugia,dopo che nelle scorse settimane la Ryanair aveva cancellato ben quattro tratte su sette: Brindisi,Cagliari,Barcellona e Dusseldorf. Una vera e propria mazzata per l’aeroporto umbro di S.Egidio, drasticamente ridimensionato come scalo nazionale e internazionale. E’ urgente che le forze politiche,le istituzioni locali, l’associazionismo imprenditoriale abbiano un sussulto di responsabilità e s’impegnino a salvaguardare i diritti dei cittadini e dei territori, nonchè della città di Perugia, ad e ssere collegati con il resto del Paese e dell’Europa. L’associazione Sinistra Lavoro sollecita la Regione dell’Umbria e il Comune di Perugia ad assumere, tempestivamente e con determinazione, iniziative a tutti i livelli, affinché l’aeroporto ‘internazionale’ di Sant’Egidio non venga smantellato, ma anzi – conclude Vinti – rafforzato, confermando le rotte già esistenti e offrendone di ulteriori”.

Di tutto l’Umbria ha bisogno tranne che di ridurre i collegamenti col resto d’Italia e d’Europa”. Così, in una nota, il portavoce della segreteria regionale Marco Gambuli, commentando le notizie sull’aeroporto di Sant’Egidio. “Dopo anni di costante crescita e miglioramento – ancora Gambuli – c’è il serio rischio di un importante ridimensionamento. Confidiamo che le istituzioni, prima tra tutte la Regione, mettano in campo ogni azione necessaria a scongiurare tale prospettiva”.

©Riproduzione riservata

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