Con un evento inaugurale ospitato nella sede della Giunta regionale di Palazzo Donini a Perugia ha preso il via il programma delle celebrazioni per il Centenario dalla nascita di Dario Fo, un viaggio tra arte e impegno civile che intreccia l’eredità del Premio Nobel alle eccellenze e al cuore culturale del territorio umbro. Promosso nell’ambito della convenzione tra la Regione Umbria e la Fondazione Fo Rame il calendario degli appuntamenti è stato illustrato dalla presidente della Fondazione Mattea Fo, e dal progect manager Stefano Bertea, alla presenza della presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, del vicepresidente con delega alla Cultura Tommaso Bori, della sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi, del vicesindaco di Gubbio, Francesco Gagliardi, del direttore dei Musei Nazionali dell’Umbria Costantino D’Orazio. Hanno preso parte all’evento anche Valentina Lodovini, Lucia Vasini, Gaia De Laurentiis e il musicista Simone “Il Poca” Matteucci.
Un programma per tutto il 2026: mostre, libri e teatro
Uno dei cardini delle celebrazioni umbre sarà la grande mostra dedicata a “Dario Fo pittore”, articolata in quattro sedi connesse tra loro: la Rocca Albornoz di Spoleto, il Palazzo Ducale di Gubbio, Palazzo Penna a Perugia e il Palazzo dei Consoli – Sala dell’Arengo a Gubbio. Il progetto espositivo è costruito a partire dai materiali dell’Archivio Fo Rame e della collezione privata della Fondazione. Sul fronte editoriale, nello stand della Regione Umbria che sarà presente al Salone del Libro di Torino il 16 maggio verrà presentato il volume “Il giullare ribelle. Vita apocrifa di Dario Fo” di Matthias Martelli, con Mattea Fo e Piergiorgio Odifreddi, e il libro “Donne! Donne! Donne!” di Franca Rame e Dario Fo, curato da Mattea Fo e Gabriella Canova che alla presentazione sarà presente con Chiara Francini. Nella stessa giornata, nella Sala dei 500, Matthias Martelli porterà in scena “Il primo miracolo di Gesù Bambino da Mistero Buffo”. Alla dimensione teatrale è riservato un capitolo centrale del programma: tra gli interventi di maggiore rilievo figura la produzione di “Lu Santo Jullare Francesco” di Dario Fo e Franca Rame con Matthias Martelli, realizzata dal Teatro Stabile dell’Umbria in coproduzione con il Teatro Stabile di Torino. Lo spettacolo, destinato a toccare diverse tappe della regione, si inserisce con particolare coerenza nel rapporto tra l’opera di Fo e l’immaginario francescano, uno dei nuclei più significativi del legame tra il suo teatro e l’Umbria.
Anche la musica farà parte del Centenario, attraverso la collaborazione con Umbria Jazz, ma anche con Umbria che Spacca e il Teatro Sociale di Amelia, mentre il versante accademico sarà affidato a un grande convegno internazionale di studi articolato in quattro sessioni tra ottobre e novembre 2026 a Milano, Roma, Pisa e in Umbria. La sessione umbra si terrà dal 16 al 18 ottobre alla Libera Università di Alcatraz, sulle colline tra Perugia e Gubbio, oggi sede della Fondazione Fo Rame, e sarà dedicata al tema “Quel che rimane: l’eredità di Fo e Rame, la traduzione del teatro politico, l’Archivio come luogo di azione, l’Umbria come casa creativa”. A Perugia, inoltre, il programma proseguirà tra autunno e inverno con alcuni appuntamenti di particolare rilievo: a novembre, al Teatro Morlacchi, è in programma un’iniziativa dedicata a Franca Rame e al suo impegno sui diritti delle donne che vedrà protagonista Ambra Angiolini; a dicembre, al Teatro Pavone, arriverà “Morte accidentale di un anarchico” nella produzione con Lodo Guenzi nel ruolo del Matto, accompagnata da un incontro con le sorelle Pinelli.
Alcatraz e il territorio
Nel suo intervento, il sindaco di Gubbio Vittorio Fiorucci ha richiamato il legame profondo tra Dario Fo, Franca Rame, il territorio e l’esperienza di Alcatraz, sottolineando il valore delle celebrazioni come occasione per trasmettere alle nuove generazioni il significato dell’arte come strumento di consapevolezza, dialogo, inclusione e impegno civile. “Dario Fo è stato una delle figure più originali e poliedriche della cultura italiana del Novecento. Il legame con l’Umbria, con Gubbio, con Alcatraz e con la presenza importante della fondazione ‘Dario Fo e Franca Rame’ rende questo territorio un luogo naturale da cui far partire il Centenario” ha detto la presidente Stefania Proietti. “Il Centenario è stato impostato come un programma regionale vero, non come una somma di eventi isolati che testimoniano un forte impegno che vuole andare oltre “il ricordo” per avviare anche un percorso di conoscenza tra le giovani generazioni. Inoltre, la sinergia con Umbria Jazz, i festival, i teatri e il convegno ad Alcatraz disegnano un percorso riconoscibile e coerente. L’obiettivo è lasciare documentazione, relazioni e produzioni che restino anche oltre il 2026” ha sottolineato il vicepresidente della Regione Umbria con delega alla cultura Tommaso Bori.
Un francobollo per Fo
Durante l’incontro è stato presentato anche il francobollo commemorativo accompagnato dalla cerimonia di annullo filatelico speciale dedicata alla Regione Umbria. Emesso il 24 marzo 2026 dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy in collaborazione con Poste Italiane, il francobollo, appartiene alla serie tematica “Le Eccellenze del patrimonio culturale italiano” ed è stato realizzato a partire da una fotografia di Guido Harari, divenuta immagine simbolo di questo Centenario. Un riconoscimento che colloca Fo tra le figure centrali del patrimonio culturale nazionale e che, attraverso l’annullo dedicato all’Umbria, lega in modo esplicito l’avvio delle celebrazioni al territorio regionale.