Addio al sindaco Cardarelli "Grazie Fabrizio, per ciò che sei stato e ci hai dato" - Tuttoggi

Addio al sindaco Cardarelli “Grazie Fabrizio, per ciò che sei stato e ci hai dato”

Sara Fratepietro

Addio al sindaco Cardarelli “Grazie Fabrizio, per ciò che sei stato e ci hai dato”

Un fiume di gente al Duomo per l'ultimo saluto al primo cittadino di Spoleto | Il ricordo commosso dell'arcivescovo Boccardo "Tante, tante belle cose"
Lun, 11/12/2017 - 18:16

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Addio al sindaco Cardarelli “Grazie Fabrizio, per ciò che sei stato e ci hai dato”

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Quando incontrava le persone, dal più semplice concittadino alle più alte cariche civili, non lesinava un saluto sincero, accompagnato dal suo gran sorriso, augurando a tutti “tante belle cose“. E’ stato questo atteggiamento di Fabrizio Cardarelli, unito alla passione che metteva in tutto quello che faceva, a portare questo pomeriggio al duomo di Spoleto migliaia di persone a rendergli omaggio, dai suoi studenti al comandante generale dell’Arma dei carabinieri. E tantissimi sono stati coloro che lo hanno voluto salutare prima nella sua abitazione e poi nella camera ardente allestita nella cappella San Ponziano del Comune di Spoleto. Che ha lasciato, portato a spalla anche dai vigili del fuoco, con un corteo a piedi fino alla cattedrale.

Fabrizio Cardarelli, il sindaco, il professore per generazioni di spoletini, riusciva a far breccia nel cuore di tanti. E la cattedrale di Spoleto gremita all’inverosimile oggi lo ha dimostrato. A stringersi al dolore dei familiari – della mamma, della moglie, dei figli e della sorella – c’erano tutti i rappresentanti della politica regionale e non solo, dai parlamentari ai membri della Giunta e del Consiglio regionale, guidati dalle presidenti Catiuscia Marini e Donatella Porzi, gran parte dei sindaci dell’Umbria, le istituzioni militari con il picchetto d’onore dei Granatieri di Sardegna, il mondo dell’associazionismo. C’erano i suoi predecessori, Massimo Brunini e Daniele Benedetti. Ed a rendergli omaggio c’era anche il comandante generale dell’Arma dei carabinieri, Tullio Del Sette, che sabato scorso dal sindaco Cardarelli aveva ricevuto la Lex Spoletina. Nonostante la febbre alta il primo cittadino non era voluto mancare all’appuntamento. L’ultimo incontro pubblico a cui ha partecipato, prima della morte improvvisa, domenica mattina.

Quel saluto caratteristico, “Tante belle cose”

“Per lui davvero la politica, vissuta con onestà e rettitudine, con profonda dedizione, con grande libertà interiore e indipendenza da pressioni e correnti, anche se non gli ha risparmiato amarezze e delusioni, è stata la forma più alta della carità, intesa come autentico servizio al bene comune” ha ricordato monsignor Renato Boccardo durante l’omelia. Tratteggiando i caratteri dell’uomo inscindibili da quelli di amministratore pubblico.


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“Da ieri mattina, quando in città si è diffusa la notizia della morte improvvisa del sindaco, – ha esordito l’arcivescovo di Spoleto – Norcia – un pensiero insistente abita – e tormenta – il nostro cuore e la nostra mente: ‘Perché? Perché, Signore, hai permesso che la vita di Fabrizio si spezzasse quando era nel pieno fiorire, perché stroncare un servizio così generoso e fecondo per la nostra città?’. Di fronte a questa domanda – umanamente lecita e comprensibile – non c’è che il silenzio”.

“Lo ricordiamo come figlio, sposo e padre attento e sollecito, nella sua casa di Collerisana, attento a trasmettere ai figlioli Giulia e Carlo, insieme con Emanuela, la chiave per interpretare la vita e renderla significativa e feconda. Lo ricordiamo insegnante di matematica e fisica nei vari licei di Spoleto. Mi diceva qualche tempo fa: ‘Ai miei studenti, come ai miei figli, dico spesso: non guardate soltanto a quelli che stanno avanti a voi, affascinati dalla loro carriera brillante; guardate anche a chi sta indietro rispetto a voi, meno fortunati e con minori possibilità di riuscita. Non li dimenticate’. Era letteralmente abitato da una passione educativa, che lo ha condotto a prolungare le ore di insegnamento offrendo agli studenti ripetizioni gratuite, anche da Sindaco, presso il nostro Centro di pastorale giovanile a San Gregorio. Lo ricordiamo impegnato con passione e generosità nella politica, per il bene della città e dei suoi abitanti. Amava Spoleto e la sua gente, ed era abituale incontrarlo il mattino in piazza del Mercato intento ad ascoltare tutti, con quella umanità popolare e ricca che lo faceva sentire davvero vicino e partecipe, fedele al programma di azione che si era proposto, quando aveva detto di voler essere ‘Uno di noi’. È stato, come ha scritto qualcuno in queste ore, ‘un Sindaco entusiasta e battagliero, mai rassegnato ma sempre orgogliosamente fiero dell’incarico’ ricoperto, ‘incapace di serbare rancore’ e capace di risolvere ‘piccole e grandi questioni, senza mai appendere manifesti o cercare ribalte’. Quante volte mi ha chiamato per ricercare insieme la soluzione a qualche problema e individuare una risposta concreta a qualche bisogno generato dalla crisi occupazionale o dal terremoto“. 


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Il presule ha ricordato come Fabrizio Cardarelli “non ha mai nascosto la sua identità di uomo di fede, ricevuta dai genitori Reginaldo e Maria e dalla parrocchia di Sant’Ansano, dove tornava puntualmente per la celebrazione annuale di Sant’Antonio, senza vergognarsi di portare la statua in processione. Da lì anche nasceva la sua sensibilità e la sua attenzione verso ogni forma di necessità e bisogno. Ci mancherà il suo sorriso, la sua umanità, la sua cordiale attenzione, la sua voglia di fare, il piglio sicuro e deciso con cui affrontava i problemi, la semplicità e immediatezza del tratto, l’intensità del suo impegno per Spoleto, che spesso gli faceva perdere il sonno. È l’eredità che lascia a tutti noi che lo abbiamo conosciuto e a quanti con lui hanno lavorato per il bene della nostra città”.

“Mentre porgiamo a Fabrizio il saluto dell’affetto, dell’amicizia e della gratitudine, – ha concluso monsignor Boccardo – ci torna spontaneo alla mente quel suo modo caratteristico di congedarsi, quando stringeva calorosamente la mano e diceva: ‘Tante, tante belle cose!’. Quel saluto lo rivolgiamo ora a lui, pregando che possa godere di tutte le ‘belle cose’ che il Signore Gesù riserva a quanti si sono affidati a lui ed hanno accolto e messo in pratica il suo Vangelo. Grazie, Fabrizio, per quello che sei stato e per quello che ci hai dato. Il Signore ti accolga nelle sue braccia di Padre misericordioso e ti doni la ricompensa della tua fedeltà e delle tue fatiche”.

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Intera città in lutto, “Teneva in modo inverosimile al futuro dei nostri ragazzi”

L’intera città oggi si è fermata per rendere omaggio al suo sindaco. In questi tre anni e mezzo alla guida del palazzo comunale è stato anche duramente criticato. Ma tutti in queste ore, anche gli antagonisti politici, hanno riconosciuto le sue doti umane. Fabrizio Cardarelli ha infatti cercato di tessere relazioni, di smuovere la città, di lasciare un segno. Anche se il poco tempo e le difficoltà inaspettate – il terremoto in primis – non lo hanno portato a raggiungere i risultati sperati. Ha provato in pochi istanti a spiegarlo all’esterno del duomo il vicesindaco Maria Elena Bececco, che ora dovrà traghettare Spoleto fino alle elezioni amministrative della prossima primavera.

“Ciao Fabrizio, – questo il saluto letto dalla Bececco – siamo qui per salutare l’uomo, abbracciare l’amico, accompagnare il primo cittadino per il suo ultimo tratto. Solo una persona come te è capace di lasciare la tremenda sensazione di vuoto che oggi sentiamo. Ora tocca a tutti riempire quello spazio largo ed esteso che con lealtà, coraggio, passione, tenacia e sincerità riempivi, ogni giorno, senza risparmiarti, in mezzo ai cittadini, nel luogo di lavoro e dentro le istituzioni. Ci lasci una bella lezione di vita e di politica: la tua incrollabile volontà di svegliare le coscienze per mettere insieme le donne e gli uomini di buona volontà nel segno di Spoleto e per Spoleto, un patrimonio che oggi spetta a tutti raccogliere come l’eredità più preziosa della tua testimonianza. 

Concepivi la politica unicamente come servizio e civismo gratuiti, ben distinti e lontani dall’interesse personale, dai giochi politici e dal tornaconto elettorale. Ci tornano in mente le lezioni che gratuitamente avevi deciso di offrire ai ragazzi della pastorale, un servizio assiduo mai interrotto, nonostante i molteplici impegni, affinché chiunque potesse avere una seconda opportunità. Le ricompense  più belle che desideravi ottenere erano il sorriso e la riconoscenza dei cittadini. Grazie al tuo spirito battagliero, in questi anni abbiamo superato insieme difficoltà, criticità ed emergenze, abbiamo intrapreso nuove strade e sviluppato progetti  importanti per la crescita della città e per il bene della nostra comunità. In ogni sfida che ti si presentava, per quanto difficile e complessa, il tuo primo pensiero era sempre rivolto al cittadino e alla persona, con un’ intensità maggiore quando avevi di fronte i cittadini più bisognosi. Nei tuoi pensieri, nelle tue parole e nelle azioni non è mai mancato il riferimento ai tuoi cari genitori, a tua sorella, alla donna e ai figli che hai tanto amato, ai quali oggi,  ci stringiamo insieme all’abbraccio di tutta la città e di tutte le istituzioni. Faremo di questi tuoi valori il nostro impegno quotidiano, accompagnati dal tuo contagioso e inconfondibile sorriso. Ciao Sindaco”. 

A prendere la parola è stata anche la dirigente scolastica Roberta Galassi. Ha ricordato quello che è stato un “docente straordinario e una persona generosissima”, che ha voluto continuare ad insegnare nonostante gli impegni da sindaco. “Teneva in modo formidabile al futuro dei nostri ragazzi” ha spiegato. Poi il corteo funebre si è mosso a piedi, dietro la salma ornata del tricolore, fino al cimitero monumentale di Spoleto. Per accompagnare Fabrizio in questo ultimo viaggio lungo le vie della sua amatissima città.

(foto Sara Fratepietro – Carlo Vantaggioli)

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