Addio a Gianluigi "Gigetto" Berardi, storico musicista (e non solo) tifernate - Tuttoggi

Addio a Gianluigi “Gigetto” Berardi, storico musicista (e non solo) tifernate

Davide Baccarini

Addio a Gianluigi “Gigetto” Berardi, storico musicista (e non solo) tifernate

Gio, 14/01/2021 - 10:56

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Addio a Gianluigi “Gigetto” Berardi, storico musicista (e non solo) tifernate

E’ scomparso ieri (mercoledì 13 gennaio), a 93 anni, il tifernate Gianluigi Berardi, per tutti “Gigetto”.

Ha fatto parte (sia con la voce che con il suo trombone) di una grande ed indimenticabile generazione di musicisti, insieme al fratello Giancarlo, con Ernesto Ottaviani, Benito Bistarelli, Lamberto Lucaccioni, Alessandro Baldacci e Fabio Arcaleni, per citarne alcuni. Tutti loro sono stati colonna sonora di ben due generazioni, accompagnando tutti i veglioni rionali e le feste studentesche e animando la vita musicale cittadina con la creazione di grandi gruppi, dai “mitici” Los Trovadores, alla Tiferno Big Band, fino a “I Veterani” punto di riferimento per i tanti musicisti che negli anni ’70-’80 hanno intrapreso lo studio della musica, fra cui il maestro Fabio Battistelli.

All’età di 41 anni Gianluigi Berardi, di ritorno dalle numerose tournée, ha aperto un’agenzia di pratiche auto che ha lasciato in eredità alle figlie e nipoti. Indimenticabili le sue fortunate trasmissioni radiofoniche e televisive, a Trg, “Pensando a voce alta”, assieme al Professor Sergio Polenzani e al fratello Giancarlo.

Nella legislatura tifernate ’80-’85, con il sindaco Pino Pannacci, ha ricoperto il ruolo di consigliere comunale del Psdi. Autore di numerosi scritti, interventi su periodici e quotidiani, ha dato alle stampe libri e pubblicazioni di grande valore come “Il Tevere, la mattonata, la città della mia gioventù…e oltre”, griffata dalla matita straordinaria in copertina del maestro “Baldino”.

Un altro pezzo del mosaico e della storia cittadina che non c’è più – ha detto il sindaco Luciano Bacchetta ‘Gigetto’ Berardi era un amico, tifernate doc, personaggio poliedrico, musicista, scrittore e tanto altro che amava sopra ogni cosa la famiglia e la sua Città di Castello, la tradizione, la storia, i rioni del centro che spesso ha raccontato nei suoi scritti e nelle sue trasmissioni. Era uno di noi, fiero di appartenere a questa comunità, di cui rivendicava ad ogni occasione le origini con orgoglio. Alla famiglia, ai parenti e ai tanti amici e conoscenti giungano le più sentite condoglianze dell’amministrazione comunale e della comunità locale”.

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