A Umbria Jazz, John Scofield ed Esperanza Spalding convincono il pubblico del Santa Giuliana (video TO) - Tuttoggi

A Umbria Jazz, John Scofield ed Esperanza Spalding convincono il pubblico del Santa Giuliana (video TO)

Redazione

A Umbria Jazz, John Scofield ed Esperanza Spalding convincono il pubblico del Santa Giuliana (video TO)

Mar, 10/07/2012 - 11:59

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di Carlo Vantaggioli

Certe sere a Umbria Jazz il mestiere del giornalista che assiste allo spettacolo da recensire il giorno dopo, diventa superfluo, quando tutto è perfetto. Bisognerebbe essere presenti e basta. Su queste prime 3 serate raccontate, in un solo caso per la verità, un lettore ci ha rimproverato di aver visto o udito qualcosa di diverso da quanto riportato poi il mattino successivo. Sui fatti, conoscendo bene il nostro mestiere, come sempre non aggiungiamo nulla di più di ciò che è stato. Sui gusti, invece ci interessa dire la nostra, sperando non sia peccato grave. Così recensire lo spettacolo di ieri (9 luglio ndr.) al Santa Giuliana, presenti John Scofield con la sua Hollowbody Band e subito dopo Esperanza Spalding con il suo nuovo lavoro Radio Music Society, sarà per noi più complicato del solito, proprio perché non vorremmo scrivere qualcosa che sia intesa come “critica dello spettacolo”. Confessiamo “l’amore” incondizionato per Scofield e per la Spalding, pur essendo due generi diversi di approccio alla musica jazz. Due facce della medaglia che lasciano apprezzare il valore dell’esperienza personale pur con una differenza di età notevole tra i due ( Scofield è nato nel 1951, la Spalding nel 1984 ndr.). Eppure quello che è andato in scena ieri sera a UJ 2012 è un discorso senza interruzione. Scofield, virtuoso della chitarra, è un musicista quasi invisibile sul palco, se non fosse per quel suono potente, rotondo, che esce dalla sua chitarra e che lo fa diventare un tutt’uno con lo strumento. L’uomo Scofield, è di un carattere decisamente cordiale. Ieri seduto al tavolo del Ristorant Stage con il patron di UJ Carlo Pagnotta, mangiava e si divertiva un mondo ad ascoltare il gruppo di Pedrito Martinez che ha fatto ballare tutti i presenti prima dell’inizio del concerto. Si è fatto scattare decine e decine di foto in compagnia di ragazzi e fans in attesa dell’inizio. Un simpaticone a cui piace moltissimo suonare, soprattutto ora che con la Hollowbody ( un tipo speciale di chitarra semi-acustica) Band, ha iniziato un progetto per riscoprire le radici del blues, suonato però con l’energia e la visionarietà di sempre. Un concerto molto apprezzato dal pubblico presente, che non ha mancato di far sentire il proprio gradimento anche per l’altro chitarrista presente on-stage, Kurt Rosenwinkel, musicalmente e tecnicamente strepitoso. Il nuovo progetto di Scofield è molto bello e soprattutto interessante, perché nella ricerca della tradizione non perde di vista l’esperienza del chitarrista in terreni musicali quali il jazz-rock, il soul-jazz ed il funk-jazz.
Così ieri mancava solo la chiusura, del dialogo con il pubblico di UJ, che è stata affidata ad Esperanza Spalding. Chi ascolta per la prima volta questa giovanissima e bella artista, rimane colpito dalla sua innata capacità di presenziare il palco con eleganza, dialogare con il pubblico e suonare con grande padronanza basso elettrico e contrabbasso. La Spalding torna ad UJ dopo la sua prima apparizione nel 2007, 4 dischi incisi, un Grammy come “Best New Artist”, ed un invito personale dei coniugi Obama alla Casa Bianca per cantare alla loro presenza in occasione di un premio. Si capisce che la ragazza ormai farà solo produzioni di grande respiro con questo avvio alle spalle. È il caso di Chamber Music Society, lavoro che precede l’attuale Radio Music Society, ascoltato ieri al S. Giuliana in un concerto anche troppo perfetto (VIDEO- CLICCA QUI). Ecco, l’unico rischio è che ora, la “fresca” Esperanza, venga presa nel gorgo delle mega produzioni all’americana e che perda quella straordinaria capacità di essere nera e latina al tempo stesso, quel ritmo brasiliano che le scorre nel sangue, che la fa cantare spesso in portoghese e che era presente in abbondanza in “Esperanza”, il lavoro che l’ha fatta conoscere ed amare al grande pubblico. Per il concerto di ieri sera non c’è molto altro da aggiungere se non che il suono era potente e limpido, tutte le partiture rodate al millimetro, la sezione fiati degna di una vera big band e che il pubblico si è divertito chiedendo a gran voce un bis che è arrivato in versione acustica con la, solo apparentemente, minuta Esperanza a pestare il contrabbasso, a cantare con la sua voce bambina e la testona “afro”. Perché come dicono dalle parti degli States “opposites attract”.

Riproduzione riservata

Video- TO ( Nicola Palumbo)

(modificato h 18,00)

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