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A SPOLETO IL MUSEO STORICO NAZIONALE DELLA FARMACIA ITALIANA

Redazione

A SPOLETO IL MUSEO STORICO NAZIONALE DELLA FARMACIA ITALIANA

Mar, 09/10/2007 - 18:20

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Istituire il Museo storico nazionale della farmacia italiana a Spoleto, nella città dei Duchi, un investimento nella cultura tecnico-scientifica con una portata che va ben oltre l'Umbria, perchè esalta il ruolo primario che ha avuto il farmaco nell'innalzamento generalizzato delle condizioni di salute e delle aspettative di vita della popolazione mondiale.Lo afferma il consigliere regionale Giancarlo Cintioli, dei Ds-lUlivo, che ne sottolinea anche l'obiettivo di rivalutare e riqualificare le figure scientifiche e professionali che hanno consentito, nell'arco di un secolo e mezzo, un vero miracolo, frutto dello studio e della dedizione della ricerca e dellapplicazione del metodo scientifico da parte di generazioni di ricercatori e scienziati farmacisti in tutto il mondo. Cintioli ricorda che la Giunta regionale, recentemente, ha approvato l'iniziativa, proposta dal Comune di Spoleto, impegnando trentamila euro per elaborare un progetto di fattibilità che coinvolge, nel Comitato promotore, oltre al Comune e alla Regione, l'Universit di Perugia (Facoltà di Farmacia), la Soprintendenza per i Bappsae, la Federfarma di Perugia, l'Accademia italiana della storia della farmacia, l'Ordine dei farmacisti della Provincia di Perugia e il Centro ricerche sul management farmaceutico di Perugia.Le ragioni della scelta del museo, per Cintioli, sono legate alla vastità e rarità del materiale (storico, artistico e culturale relativo alla professione e all'attività del farmacista raccolta dal dottor Francesco Merini, già titolare della omonima farmacia fondata a Spoleto nel XVI secolo all'insegna dei Grifo, con annesso un grande laboratorio officinale.Inoltre, precisa il consigliere, l'individuazione di Spoleto come sede del Museo storico nazionale della farmacia italiana, deriva anche dal successo della Città del Festival come città d'arte, per non parlare poi della centralità geografica, dell'opportunità di avere nel territorio regionale un presidio permanente per la diffusione del sapere scientifico fra i cittadini e, soprattutto, nelle scuole, nonchè per l'impegno assunto dal Comune di Spoleto di mettere a disposizione una sede idonea per il museo stesso.Per Cintioli la struttura, dovrà essere intermediaria per la formazione di una mentalità scientifica perchè nella società attuale, un atteggiamento interessato e attento alla scienza un requisito indispensabile per una collettività dinamica e in competizione sullo scenario globale dove la ricerca e l'istruzione scientifica sono ormai da tutti messi al primo posto tra gli assetti strategici per lo sviluppo di una nazione. Il museo, precisa ancora Cintioli non dovrà limitarsi a conservare e interpretare il passato ma dovrà essere in grado di provocare la curiosità, li'ntelligenza, l'inventiva, la capacità di trovare una soluzione. In questo modo la missione del costituendo museo scientifico sarà volta a diffondere la conoscenza scientifica e a renderla comprensibile ad un pubblico sempre più ampio; potrà inserirsi a pieno titolo nel processo educativo-scolastico per le comunità alle quali il museo si rivolge e svolgerà un ruolo efficace nell'azione di sostegno e di sviluppo della società della conoscenza. La collezione Merini, legata allantica farmacia di Spoleto, tra l'altro, comprende una pregevole raccolta di 80 mortai in bronzo, pietra, ceramica, vetro dal XV secolo in poi, numerosi alberelli, vasi in porcellana, in cristallo, in vetro soffiato del XVIII e del XIX secolo e centinaia di quadri sulla attività farmaceutica.Interessante anche la completa attrezzatura da laboratorio (apparecchi multifix e tanti altri per preparare capsule percolate, compresse, fiale, ovuli, candelette, supposte, pomate, acque di colonia, elisir, sciroppi, inchiostri ed altro) e la ricchissima vetreria con vetri soffiati del XVIII secolo, bottiglie e vasi in cristallo del XIX secolo.Accanto ai formulari che spaziano dal XVIII al XX secolo da evidenziare anche la presenza di una biblioteca con circa 25.000 volumi con antichi manoscritti ed una vasta documentazione giuridica sull'ordinamento e legislazione della farmacia; la storia e la documentazione dellattività dell'Accademia Italiana di Storia della Farmacia; l'albo doro delle farmacie storiche ed artistiche; l'albo dei musei della farmacia; l'albo degli orti botanici.


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