Dal 27 al 29 marzo si corre in Umbria, a Cascia, il Campionato Nazionale di Corsa Campestre CSI. Per le ambite “palme” del cross correranno 1.256 atleti, provenienti da 12 regioni italiane.
Il traguardo del Campionato Nazionale di Corsa Campestre del Centro Sportivo Italiano torna in Umbria dopo 16 anni, dopo Gubbio 2010. Un evento patrocinato dalla Regione Umbria, dalla Provincia di Perugia e dal Comune di Cascia.
Venerdì 27 marzo alle 18,30 si terrà la cerimonia di apertura, con la sfilata delle delegazioni da Piazzale San Francesco al sagrato della Basilica di Santa Rita. Accensione del tripode, poi sabato 28 marzo al mattino il via alla gara individuale nei pressi degli impianti sportivi del Grand Hotel Elite.
Domenica 29 marzo, mattinata di staffette, invece, nella domenica delle Palme, dopo la Santa Messa del sabato presso la Basilica di Santa Rita, celebrata dal rettore Padre Giustino Casciano, con la benedizione dei rami di ulivo. L’atteso epilogo del Campionato Nazionale di campestre con la tradizionale Staffetta delle Regioni. Alle 8 domenicali, con il ritorno dell’ora legale, si ritroveranno le migliaia di crosser impegnati a passarsi il testimone, 5 frazionisti per squadra, sul campo di gara tracciato presso il Parco Nicola Zabaglia adiacente al Centro Sportivo Magrelli Active
Numeri e programma
Sabato 28 marzo, presso il Centro Sportivo Grand Hotel Elite, i 676 maschi e le 580 femmine saranno pronti a scattare scaglionati nelle 27 categorie, ciascuna delle quali eleggerà il suo nuovo campione e la nuova campionessa 2026.
Arriveranno da 12 diverse regioni italiane (Lombardia, Veneto, Trentino-Alto Adige/Südtirol, Toscana, Umbria, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Molise, Campania, Sicilia, Piemonte) con la tuta rappresentativa di 116 società sportive diverse, rappresentando 31 Comitati territoriali italiani. Significativo quanto gratificante per il CSI – ente di promozione di ispirazione cristiana che fa dell’educazione alla vita la sua principale mission associativa – risulta ancora una volta il dato demografico, considerata la grande carica giovanile, visto che fra tutti i runner i soli adolescenti under 15 raggiungono il 60% dei crosser in gara.
I padroni di casa del Comitato umbro possono contare sulle 93 frecce nell’arco dei Comitati di Foligno (35 atleti e 24 atlete qualificati) e Perugia (34 crosser, equiripartiti per genere). Dalle altre latitudini del Paese, Trento schiera in partenza 184 finalisti, fra cui il campione in carica fra i Veterani B, il prete volante in forza ai Fondisti Val di Non, don Franco Torresani, cuore di sacerdote-atleta cinque volte campione nazionale nel cross CSI, l’ultima un anno fa a Mel in Veneto, regione che ritirerà a Cascia 301 pettorali, di cui 150 per Vicenza e 115 per Belluno. La Lombardia conta invece ben 377 pretendenti al titolo: Lecco ha 142 finalisti, Sondrio 75, Mantova e Milano 40 a testa. Dalla Toscana scaldano i muscoli i 127 qualificati (Pistoia, Siena e Massa Carrara le province più presenti in Umbria). Squadre da battere la US 5 Stelle Seregnano di Trento, prima nel 2025 nella graduatoria assoluta e generale, e l’Atletica 2000 di Udine, campione giovanile.
Come sempre, tifate e sudate saranno le volatone della gara individuale in programma al mattino di sabato 28 marzo.
Alle 9.00 l’inizio delle gare di sabato con le Esordienti prime a scattare e poi, via via, tutte le altre categorie: Ragazzi, Cadetti, Allievi, Amatori, Veterani e Juniores. Alla campestre parteciperanno anche diversi ragazzi con disabilità, all’insegna del primo criterio sportivo del CSI: l’inclusione.
Le dichiarazioni
Csì Simona Meloni, assessore allo Sport, Regione Umbria: “Questo evento rappresenta molto più di una competizione sportiva. Parlare di corsa campestre significa parlare di salute, benessere e di uno sport davvero per tutti, capace di coinvolgere ogni fascia d’età e ogni livello di preparazione. Tornare a Cascia, nell’anno francescano, con un evento come questo, ha un valore simbolico e spirituale profondo: il rapporto sano con la natura, con il territorio, con i propri limiti e con gli altri è al cuore dello sport autentico. Non è un caso che siano qui rappresentate ben 12 regioni italiane: questo ci dice quanto l’Umbria sia territorio di riferimento, capace di attrarre e di tenere insieme. Voglio ringraziare il CSI per aver scelto la nostra regione e per aver qualificato ulteriormente questo anno speciale. La presenza di atleti da tutta Italia genera valore al territorio, al turismo e soprattutto ai valori dello sport vero. Auspichiamo che l’Umbria venga scelta anche per iniziative future di carattere sovranazionale: la nostra regione ha tutte le carte in regola per ospitare grandi eventi. La Regione c’è e sosterrà questo progetto con convinzione. E il fatto che la staffetta finale si corra nella domenica delle Palme conferisce a questa grande festa sportiva un significato ancora più importante. L’impiantistica sportiva accessibile è fondamentale: uno sport che è davvero per tutti passa anche dalle strutture che lo rendono possibile”.

Sandro Pasquali, sindaco di Passignano sul Trasimeno, in rappresentanza della Provincia di Perugia: “Lo sport, e il CSI in particolare, si occupano delle persone. Questo è il punto di partenza. Cascia porta con sé la memoria del terremoto, una ferita ancora presente, ma porta anche una straordinaria capacità di resistenza e di rinascita. Scegliere questo territorio per correre tra la natura significa valorizzare lo sport nel suo significato più autentico, quello che unisce, che non divide, che guarda oltre i confini regionali per costruire qualcosa di collettivo. La visione che ci guida non è di parte: è una visione condivisa, che vuole tenere insieme comunità, istituzioni e associazioni. La Provincia di Perugia ha con il CSI un rapporto diretto, costruttivo e fattivo, e intende mantenerlo e rafforzarlo. Non è un caso se il CSI continua a crescere e a essere un punto di riferimento: il suo successo nasce dalla coerenza tra ciò che dice e ciò che fa”.
Mario De Carolis, sindaco di Cascia: “Siamo veramente onorati di essere stati scelti dal CSI come sede ospite delle fasi finali del Campionato Nazionale di Corsa Campestre. Ancora una volta Cascia si conferma un polo attrattivo per il turismo sportivo, avendo negli anni investito – sia nel settore pubblico che in quello privato – sugli impianti e sulle strutture ricettive. Accogliere centinaia di atleti insieme alle loro famiglie e alle loro società sportive è per noi un motivo di vanto: il nostro territorio è infatti da sempre votato all’accoglienza. Questa collaborazione nasce grazie all’impegno del CSI Umbria e in particolare dalla visione del Presidente Alessandro Rossi e dal preparatore atletico Leonardo Carducci che hanno lavorato a stretto contatto con le nostre scuole per far conoscere il mondo dell’atletica ai nostri studenti, con gli imprenditori turistici locali e con l’Amministrazione Comunale per la candidatura di Cascia che poi si è rivelata vincente. Li ringraziamo e siamo certi che sarà un evento grandioso che saprà appassionarci, con la speranza che questa collaborazione possa andare avanti e che gli atleti di sentano a casa per questo weekend all’insegna dello sport, in un luogo votato alla spiritualità e al benessere nella natura”.
Umbro Brutti, presidente CIP Perugia, in rappresentanza del CIP Umbria: “Questi mesi di preparazione sono stati intensi e il lavoro svolto è stato grande: i numeri di questa edizione parlano da soli. Ma dietro i numeri ci sono le persone, e soprattutto i giovani, che rappresentano la vera ricchezza di questo campionato. L’inclusione è per noi un valore fondamentale e irrinunciabile: vedere ragazzi con disabilità gareggiare accanto agli altri è uno dei momenti più belli e significativi. In un momento storico segnato da guerre e conflitti, far correre migliaia di atleti in una terra di pace come Cascia è un bel segnale, un messaggio concreto che lo sport può dare al mondo. Un ringraziamento sentito va alla Regione Umbria per il sostegno e la vicinanza dimostrati”.
Fabio Pantalla, presidente Regionale FIDAL: “Sono nato nel CSI, e questo per me non è un dettaglio biografico ma un punto di orgoglio. La FIDAL sarà parte di questa corsa, presente e coinvolta. Voglio sottolineare con forza l’aspetto valoriale e spirituale di questo evento, che va ben oltre il risultato tecnico: correre a Cascia, in questo luogo e in questo periodo dell’anno, ha un significato che tocca qualcosa di profondo. L’Umbria è un territorio che la corsa campestre ha sempre amato e premiato: non è la prima volta che questi prati ospitano campioni e il legame è solido. Questo evento si ricollega all’esperienza pluriennale dei campionati italiani di campestre in Umbria, nati proprio da un’intuizione del CSI. Chissà che oggi, come allora, non si semini qualcosa di nuovo e duraturo. L’evento CSI è importante anche sotto il profilo tecnico, non solo valoriale: scegliere Cascia significa esplorare un territorio ancora poco frequentato dall’atletica, e questo è un’opportunità per tutti”.
Alessandro Rossi, presidente Regionale CSI Umbria: “Riportare in Umbria un campionato nazionale dopo quindici anni dall’ultima volta, quando fu Gubbio ad ospitarlo nel 2010, è per noi motivo di grande orgoglio e soddisfazione. Questo risultato non è frutto del caso, ma di un lavoro lungo e paziente, che ha visto il movimento CSI crescere costantemente in Umbria: più atleti, più società, più comitati radicati nel territorio, più passione. Una crescita che il CSI Nazionale ha saputo riconoscere e valorizzare, scegliendo l’Umbria in più occasioni negli ultimi anni per ospitare eventi di rilievo nazionale. Questo è un segnale importante, che ci incoraggia a fare ancora meglio e a continuare a investire nello sport come strumento di educazione e di comunità. Cascia 2026 è il punto di arrivo di un percorso, ma anche il punto di partenza per nuove sfide. Siamo pronti”.