Aggiornamento alle ore 19 – La notizia che i tifosi della Ternana Calcio attendevano con ansia è arrivata nel tardo pomeriggio di venerdì: il campionato di calcio di serie C in corso è salvo e le Fere non rischiano l’esclusione immediata. Lo ha deciso il Tribunale di Terni, accogliendo l’istanza di liquidazione giudiziale e disponendo l’esercizio provvisorio della società per 3 mesi.
All’esito della camera di consiglio, infatti, con l’atto della presidente del tribunale Emilia Fargnoli (a latere la giudice relatrice Claudia Tordo Caprioli), è stato disposto “l’esercizio provvisorio della società in liquidazione giudiziale per la durata di tre mesi (decorrenti dal deposito della presente sentenza) sotto la direzione e vigilanza dei curatori, con le seguenti precisazioni e prescrizioni:
- l’esercizio provvisorio deve intendersi limitato all’ordinaria amministrazione e ai rapporti contrattuali già in essere, per la cui esecuzione i curatori potranno avvalersi anche della collaborazione del personale in forza, sicché la stipula di nuovi contratti e ogni atto di straordinaria amministrazione dovrà essere autorizzato dal giudice delegato e dal comitato dei creditori (ove costituito);
- i curatori contabilizzeranno le operazioni commerciali e di gestione dell’esercizio provvisorio in modo separato;
- i curatori, ogni venti giorni, depositeranno nel fascicolo telematico un rendiconto dell’attività svolta, allegando la documentazione contabile relativa al periodo di esercizio provvisorio;
- i curatori informeranno senza indugio il giudice delegato e il comitato dei creditori (ove costituito) di circostanze sopravvenute che possano influire sulla prosecuzione dell’esercizio provvisorio;
- i contratti pendenti proseguiranno, salvo che i curatori decidano di sospenderne l’esecuzione o di sciogliersi, per cui i crediti maturati in pendenza di esercizio provvisorio sono sempre prededucibili”.
Il Tribunale anche fissato per il 14 ottobre l’udienza per l’esame dello stato passivo.
Dopo il ricorso, dunque, di questa mattina davanti al tribunale di Perugia che aveva sospeso la liquidazione volontaria della Ternana Calcio, sono andate in porto le ‘manovre’ per permettere il salvataggio delle Fere, con la possibilità di concludere il campionato in corso e di mantenere il titolo sportivo.
Sospesa la liquidazione volontaria della Ternana Calcio. Lo ha deciso in data odierna (17 aprile) la giudice del Tribunale di Perugia Teresa Giardino, presidente della Sezione imprese. A renderlo noto è stato l’ex vicesindaco di Terni, avvocato Riccardo Corridore, che ha pubblicato uno stralcio della decisione della giudice sui suoi social.
“Ravvisata l’urgenza – è scritto nel provvedimento della giudice – sospende l’esecuzione della delibera dell’assemblea dei soci della società Ternana Calcio srl del 13 aprile 2026, a rogito del notaio Cirilli […] con la quale è stato deliberato lo scioglimento e la messa in liquidazione della società Ternana Calcio srl, oggetto di impugnazione”.
La presidente della Sezione imprese ha confermato la nomina – quale istruttore della pratica – della giudice Sara Fioroni. E’ fissata quindi, davanti alla stessa dottoressa Fioroni, l’udienza per il 7 maggio alle ore 9,30.
La sospensione della liquidazione volontaria consente ora di prendere tempo in vista delle prossime mosse per salvare quantomeno il campionato di serie C in corso. Evitando l’esclusione immediata dei rossoverdi a due partite dal termine.
L’obiettivo è ora quello di trasformare – prima della trascrizione del fallimento nel registro delle imprese – la liquidazione volontaria in giudiziale (e una istanza in tal senso è al centro di un’udienza fissata per oggi al tribunale di Terni, con la decisione attesa entro questa sera), che comporterebbe diversi ‘benefici’ per la Ternana. A partire appunto dalla possibilità, con l’esercizio provvisorio, di concludere il campionato e prendere parte ai playoff. Rimane il nodo delle spese di trasporto e per le gare, ma in questa situazione sembra essere il problema minore. La liquidazione giudiziale, inoltre, permetterebbe di inserire nella procedura soltanto i debiti dell’ultima gestione societaria, quella dei Rizzo, e non quelli complessivi del club rossoverdi (circa 5 milioni di euro invece di 28) oltre al mantenimento del titolo sportivo.
(articolo in aggiornamento)