di G. Profili, A. Loretoni e F. Cardarelli (*)
Il 22 Dicembre u.s. il Sindaco Benedetti ha presentato alla stampa la riorganizzazione della Macchina Comunale e non nascondiamo di essere profondamente delusi. Quando, durante una Conferenza dei Capigruppo nei primi giorni del suo mandato, parlò della riorganizzazione della macchina comunale, sembrava intenzionato a stravolgere tutto, parlava del “modello Vicenza”, del “modello Ferrara”e scomodò perfino il “modello Stati Uniti d’America”. Però, alla fine, disse che i consulenti gli avevano fatto scegliere un nuovo modello, il “modello Spoleto”. Nemmeno una parola di più ci fu detta. Ripercorrendo gli ultimi dieci anni di cui l’attuale Sindaco è stato una figura di prima livello, c’è stato un modello “Comune Leggero” del City manager Americioni, nel quale stranamente si alleggeriva sempre verso il basso, per poi passare alla riorganizzazione con l’attuale Direttore Generale e le 8 (otto) figure dirigenziali. Degli 8 (otto) Dirigenti, tre sono vincitori di regolare concorso gli altri 5 (cinque) sono nominati dal Sindaco in base all’ Articolo 110 del D.lgs. 267 del 2000. Con il “modello Spoleto” del Sindaco Benedetti, per i primi sei mesi abbiamo visto crescere la squadra dei Dirigenti con la nomina di due nuovi e, fino al 31 dicembre, di un figura di alto profilo, l’ex Dirigente alla Direzione CUT. Siamo poi in attesa di capire la proposta di riorganizzazione che il Direttore Generale farà per lo Sport, il Turismo e la Comunicazione Istituzionale. Sulla comunicazione istituzionale è stato presentato il 28 dicembre u.s. un progetto, redatto dall’ex Dirigente alla Cultura (CUT). Speriamo che non sia stato un lavoro inutile visto che poi è stato l’ultimo lavoro per conto del Comune di Spoleto. Al di là di piccoli aggiustamenti, piccoli spostamenti e la nomina di due nuovi Dirigente, non si evidenziano grossi cambiamenti con la struttura precedente. L’unica nota di rilievo sono l’aumento dei costi sostenuti, per una cifra vicino ai 90.000 euro per i nuovi Dirigenti e gli aumenti concessi a due figure apicali. Niente male visto il momento di ristrettezza economica in cui tutti i cittadini sono costretti a vivere. Ma poi cosa volete che siano circa 90.000 euro: basta inviare a casa dei cittadini un po’ di avvisi di pagamento della TARSU e dell’ICI (anche se alcuni errati), non mantenere un po’ di promesse fatte in campagna elettorale (ICI sui terreni edificabili per gli anni pregressi), non prendere in carico le aree di Nuova Urbanizzazione, ed il gioco è fatto. A pensarci bene ci sarebbero pure i soldi per aumentare il numero degli APO (posizioni organizzative) sono “solo” 23 (ventitre) per circa 280 dipendenti. Qualche dubbio sulla riorganizzazione nasce anche sulla conferma della Direzione Generale, visto anche quello che è l’indirizzo del Governo Nazionale. Perplessità anche sul continuo ricorso alle nomine dei dirigenti previste dall’articolo 110 della 267 del 2000 i quali rischiano di essere fiduciari della politica. E secondo diversi esperti di diritto, di tale potere s’è spesso fatto abuso, tanto da richiedere l’intervento della Corte Costituzionale per regolare la materia e per porre limiti ai provvedimenti con cui si aggirava il vincolo del concorso pubblico per accedere al pubblico impiego. La Corte d’altro canto ha ribadito che «Il concorso pubblico, quale meccanismo di selezione tecnica e neutrale dei più capaci, resta il metodo migliore per la provvista di organi chiamati ad esercitare le proprie funzioni in condizioni di imparzialità ed al servizio della Nazione» A tale proposito, inoltre, la Consulta ha evidenziato l’esistenza di uno stretto legame tra l’art. 97 e gli artt. 51 e 98 Cost., secondo cui devono essere tenuti ben distinti i ruoli “funzionali” della politica e della amministrazione. È appunto con riguardo alla gestione delle risorse affidate che ai dirigenti dovrebbe essere garantita l’imparzialità. Tornando ai modelli, avrei preferito perfino che si fosse adottato un “Modello Foligno”, che per oltre 400 dipendenti ha lo stesso numero di Dirigenti del Comune di Spoleto e solo 14 APO rispetto ai nostri 23 i quali, oltre al regolare stipendio, percepiscono un’ indennità che oscilla tra i 5.000 e gli oltre 9.000 euro annui. Anche il modello della Provincia di Perugia, che ha portato tagli alla macchina burocratica, era preferibile. Purtroppo il nostro Sindaco, negli incontri istituzionali con il Presidente della Provincia, era troppo preso a parlare del “Palatenda”( sono sotto gli occhi di tutti i risultati) che non ha trovato il tempo per parlare di riorganizzazioni che facessero risparmiare ai cittadini-contribuenti, i circa 900.000 euro che costano i Dirigenti e gli APO.(*) Consiglieri Comunali
RIORGANIZZAZIONE COMUNE: IL SINDACO NON CI STA E REPLICA AI CAPIGRUPPO DELL'OPPOSIZIONE
(Aggiornato h 17,15 del 07-01-'09)