Una tavola rotonda sul ruolo attivo degli anziani ha fatto entrare nel vivo i festeggiamenti del beato Pietro Bonilli di Cannaiola. Un appuntamento promosso dal Comune di Trevi, dall'Archidiocesi di Spoleto-Norcia e dal Santuario beato Pietro Bonilli che si è tenuto mercoledì pomeriggio a Cannaiola di Trevi. “Gli anziani sono fuori dal ciclo produttivo ma ciò vuol dire che hanno più tempo per sostenere la famiglia e essere d'aiuto in società, soprattutto attraverso il terzo settore”, ha detto il sindaco di Trevi, Giuliano Nalli, aggiungendo poi: “I giovani sono la speranza del mondo, gli anziani sono la saggezza del mondo”.
E sulla stessa lunghezza d'onda sono stati anche gli altri interventi, tutti volti a sottolineare quanto sia importante il ruolo di chi, una volta raggiunta la pensione, può ancora essere utile, forse anche più di prima. Senza troppe remore, il sindaco prima e l'assessore alle Politiche sociali, Stefania Moccoli, poi hanno detto dell'importanza anche del sostegno economico che danno gli anziani alla famiglia. Interessante il quadro illustrato da Tiziana Ciabucchi, segretaria provinciale della Spi Cgil Perugia, che ha evidenziato alcuni dati della ricerca sulla condizione degli anziani in Umbria. Dalle cifre emerge che un quarto della popolazione è anziana, 4 su 10 aiutano i nipoti, uno il coniuge, 7 su 10 vivono in casa propria e la metà di questi non può contare su nessuno. Ecco perché, per combattere la solitudine, si invita ad impegnarsi attivamente nelle varie associazioni, centri sociali, Auser e in parrocchia. Da qui, l'esperienza di don Vito Stramaccia, intervenuto non solo come direttore della Caritas diocesana ma anche in veste di parroco di S. Nicolò in Spoleto. Alla concezione secondo la quale dopo la pensione si viene emarginati e ci si sente inutili, don Vito ha risposto: “L'anziano non muore quando smette di lavorare ma spesso si muore perché ci si spegne, ed è la morte più brutta, quando si è messi da parte. E questo, come Chiesa, non lo possiamo accettare”. L'esempio di due parrocchiani 'impegnati' è stata poi la conferma di quanto detto.
Sono poi intervenuti Claudio Barbanera, presidente regionale dei Centri sociali Ancescao, Giancarlo Billi, presidente Auser Umbria, e Giovanni Clemente, presidente dell'Unitre di Spoleto: tutti hanno portato la propria esperienza. Le conclusioni del pomeriggio sono state affidate all'arcivescovo Renato Boccardo, il quale ha ricordato come l'età porti con sé una visione più ampia e profonda delle cose, un patrimonio prezioso. “La persona anziana – ha detto il presule – è custode della tradizione e della cultura. Questo, voi nonni, potete insegnare ai nipoti, ovvero l'alfabeto della vita. È così che la persona anziana si fa' trasmettitrice di cultura, custode di un tesoro che viene affidato alle giovani generazioni”. E questo tesoro include anche i valori cristiani. Ecco allora che è bello essere anziani perché si è utili. A fare da padrone di casa è stato don Sem Fioretti, rettore del Santuario, che ha ricordato la “Settimana bonilliana” non si esaurisce a un momento celebrativo ma vuole essere impegno per costruire un futuro migliore, nel segno della carità. Ed è così che vari sono gli appuntamenti che si susseguono in questi giorni.
Sabato 24 aprile, giorno della memoria di don Pietro Bonilli, alle 18.30 ci sarà la celebrazione eucaristica presieduta dall'arcivescovo Boccardo, durante la quale verrà offerto l'olio per la lampada votiva. Quest'anno, sarà il Comune di Spoleto a offrirlo, nella persona del sindaco Daniele Benedetti. Domenica 25, Cannaiola accoglierà i tanti pellegrini per la “festa della Famiglia”, a partire dalle 9.30.