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ICI E TARSU: L'ATTACCO DEI GEOMETRI. “PRESSIONE FISCALE RISCHIA AUMENTO A SPOLETO”. GLI ERRORI SULLA TARSU

Redazione

ICI E TARSU: L'ATTACCO DEI GEOMETRI. “PRESSIONE FISCALE RISCHIA AUMENTO A SPOLETO”. GLI ERRORI SULLA TARSU

Gio, 04/02/2010 - 11:10

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“Seguo sulla stampa locale il dibattito che si è sviluppato intorno alle richieste di pagamento da parte dell'Amministrazione Comunale per quanto riguarda la rideterminazione di ICI e TARSU, creando tra l'altro non pochi disagi a tutti i cittadini “colpiti” dalla ormai famosa raccomandata notificata nel corso delle festività natalizie. Apprendo anche che, per quanto riguarda l'imposta ICI, l'Amministrazione avrebbe fatto un “passo indietro” riconoscendo errori, situazioni di fatto particolari, ecc. e che pertanto provvederà alle necessarie correzioni, non escludendo anche varianti “leggere” del Piano Regolatore recentemente approvato per escludere (!) dallo strumento urbanistico quei proprietari che non hanno più interesse alla edificabilità. Non entro nel merito delle scelte politiche effettuate in passato, perchè non mi compete, ma certamente la situazione economica attuale è totalmente diversa da quella del recente passato: crisi mondiale e italiana dell'edilizia, con il calo verticale nel campo delle costruzioni, ed una generale tendenza a ridurre la pressione fiscale.

La metodologia seguita dal Comune di Spoleto va esattamente nella direzione opposta, e, colpendo la proprietà immobiliare con accertamenti più o meno ragionevoli, ottiene sicuramente l'effetto di alzare la generale pressione fiscale a Spoleto, addirittura con effetto retroattivo nel passato quinquennio, drenando risorse locali allo sviluppo. Ritengo, poi, di avere titolo ad esprimermi, in quanto geometra ed operatore del settore, sul valore attuale delle aree in rapporto al mercato locale, a base della tassazione. Su questo preciso punto non è difficile concludere, anche solo a filo di logica, che si dovrebbe intervenire con azioni drastiche, ma… per abbattere il valore delle aree allo scopo di ricondurlo a quello reale (e non aumentandolo con procedimenti a volte inspiegabili), perché possa essere considerata equa la successiva tassazione.

L'aspetto che, però, viene “sfumato” nel dibattito e che interessa direttamente tutti o quasi i cittadini è quello relativo alla TARSU (oggi sono stati raggiunti dagli accertamenti circa 2700 utenti, ma altri 10/12.000 sono in preventivo nel 2010, ed altri negli anni successivi, fino ad un totale di circa 21.000, di cui circa 17.500 relativi alle abitazioni). La percentuale dei cittadini “evasori” sarebbe altissima, il che, in una città come Spoleto, fatta in buona parte di gente molto dotata di senso civico, e che non ha mai dimostrato un'elevata propensione all'evasione fiscale, suona piuttosto singolare. Negli avvisi di accertamento comunali si concede solo, oltre alla facoltà di ricorso alla commissione tributaria, la possibile correzione di eventuali errori commessi nel calcolo della superficie da parte dell'Amministrazione sulla base di segnalazioni degli interessati; e tutto ciò prima della scadenza dei termini fissati per eventuali ricorsi: 60 giorni dalla notifica dell'accertamento. In realtà il problema vero resta ben occultato: tutti gli accertamenti ed i relativi calcoli, o quasi tutti, non sono motivati ( eppure l'obbligo di una congrua, sufficiente ed intelligibile motivazione riguarda specificamente gli avvisi di accertamento in quanto sono comunque applicabili i principi di ordine generale indicati per ogni provvedimento amministrativo dall'art. 3 della legge 7 agosto 1990, n. 241 e recepiti, per la materia tributaria, dall'art. 7 della legge 27 luglio 2000, n. 212), e la mancanza di motivazione è idonea a celare pesanti errori, poiché l'Amministrazione potrebbe non aver, di fatto, rispettato le leggi vigenti quali la finanziaria del 2004, art. 1, comma 340, il regolamento del D.P.R. n. 138 del 1998 integrativo del Decreto Legislativo del 1993 istitutivo della Tassa per lo smaltimento dei rifiuti, (norme di rango primario che non potevano, dunque, essere neppure superate dal nostro Regolamento Comunale).

Tali riferimenti normativi dispongono che la superficie di riferimento dichiarata non può essere inferiore all' 80% della superficie catastale determinata secondo i criteri del D.P.R. 138/1998, che individua la superficie stessa da computare per gli accessori a servizio indiretto dei vani principali (cantine, soffitte, e simili) nella misura del 50%, se intercomunicanti con l'abitazione, e nella misura del 25% qualora non comunicanti. Resta, inoltre, esclusa dalla tassabilità l'area che non può produrre rifiuti, perché la tarsu colpisce la capacità della superficie di produrre rifiuti e non la superficie catastale di un immobile. Ora, partendo dal presupposto che tutte, o quasi, le abitazioni sono dotate di cantine, soffitte ed assimilati, è facile affermare che tutti o quasi i calcoli della Amministrazione potrebbero essere errati, se la superficie di tali locali fosse stata calcolata per intero. Anche i cittadini che hanno accettato i calcoli proposti, attratti magari dallo sconto, potrebbero aver pagato somme non dovute, sotto il timore dell'”accertamento” e delle sue conseguenze. Sembrerebbe corretto, a questo punto, fermare le “bocce” e di rivedere tutte le posizioni, anche quelle accettate, per poi allinearsi alle disposizioni di legge, garantendo stesso trattamento a tutti i cittadini. Geom. Ezio Viola”

Presidente Associazione Geometri Spoleto


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