Claudio Bianchini
Sono 135 le industrie di Foligno e danno lavoro ad oltre 4000 addetti: questa la reatà tracciata dal presidente della sezione folignate, Giuseppe Metelli non corso del congresso della Confindustria a Palazzo Trinci.
Molti punti d'eccellenza
La situazione attuale è a dir poco drammatica, questo è vero, ma il territorio ha i suoi assi nella manica: la filiera della meccanica specializzata, il polo aeroportuale, la produzione agroalimentare ed una rinascita del settore culturale e turistico. Non mancano eccellenze di livello internazionale come la Oma Tonti, la Umbra Cuscinetti, la Caprai, la Muzzi e la Bazzica così come tante altre piccole grandi realtà. Foligno vuole essere protagonista in Umbria e le strategie portate avanti in questo mandato dal presidente Metelli lo dimostrano, ricordando le sinergie strette con le istituzioni locali, il mondo delle scuole e del credito.
“Il quadro generale è uno dei più foschi degli ultimi decenni, e in questo scenario drammatico, si muovono le 135 imprese della sezione di Foligno con i loro 4000 addetti – ha rilevato Giuseppe Metelli nella sua relazione – eppure, malgrado le enormi difficoltà, l’area folignate manifesta una certa vitalità che è frutto di un lavoro che viene da lontano e che ha mutato in meglio il sistema produttivo, definendo originali percorsi di sviluppo. Abbiamo nel nostro territorio imprese manifatturiere che operano nel campo dell’alta tecnologia e che agiscono ormai a livello internazionale. Accanto ad esse si è generato un fitto reticolo di piccole imprese industriali, legate da rapporti di fornitura e che vengono coinvolte in questo processo di maturazione manageriale ed organizzativa”.
Gli assi nella manica
“Ci sono centri di alta formazione, sempre più connessi con le realtà produttive. C’è una industria agroalimentare che opera in filiere innovative, ad alto valore aggiunto, e a forte vocazione territoriale. Si sta sviluppando un circuito artistico culturale che cerca di dare concretezza alla famosa economia della cultura di cui tanto si è parlato in Umbria, e che spesso è stata definita come il secondo possibile motore della regione. Ci sono insomma, a Foligno – ha detto il presidente della sezione folignate – le condizioni strutturali per continuare a crescere quando ci sarà la ripresa, e per dare interessanti prospettive di lavoro alle generazioni future. Sappiamo che il momento che stiamo vivendo è molto duro, ma questo non deve farci dimenticare che siamo un territorio avanzato, con punte di eccellenza, che sta a pieno titolo dentro i processi internazionali, nel bene e nel male”.
Industria leader dell'economia
“Il sistema manifatturiero può contare su quasi 400 imprese localizzate nel comune di Foligno, e circa 700 nel comprensorio. L’industria incide quasi per il 30% sulla produzione del valore aggiunto; cifra di per sé molto alta, e comunque superiore alla media provinciale. Abbiamo una vocazione produttiva che risale all’inizio del novecento, e che in questi ultimi anni si è espressa in tante attività industriali di primissimo livello. Basti pensare – ricorda Metelli – solo a titolo esemplificativo, e non esaustivo, alla Umbra Cuscinetti ed alla Oma Tonti, per il settore meccanico; oppure alla Caprai per quello della moda; alla Muzzi per l’alimentare; o alla Promass del gruppo Bazzica per la plastica, che ha recentemente ricevuto a Barcellona un Premio internazionale per l’innovazione ed il rispetto dell’ambiente. Non lo faccio per economia di tempo, e mi scuso con quelli che non ho elencato, pur essendo considerabili a pieno titolo esperienza di punta della sezione”.
Vocazione internazionale
Nel territorio rileviamo quindi una struttura industriale di tipo piramidale, che presenta una larga base composta da aziende operanti nell’artigianato industriale, soprattutto nel campo della meccanica e della lavorazione dei metalli, ed al vertice un nucleo di imprese internazionalizzate che svolgono il ruolo di leadership. Questa piramide – ha detto Metelli – è poi attraversata da un sistema a rete che innerva il tessuto industriale, e che amplia il suo grado di integrazione. Di recente, poi sono aumentate le relazioni per sviluppare insieme nuovi prodotti e per proporsi ai grandi operatori internazionali. Penso, per esempio, all’esperienza molto positiva del polo aerospaziale”.
Sinergie col territorio
Abbiamo partecipato con assiduità alle iniziative del Comune, portando sempre il nostro contributo orientato a favorire la crescita di Foligno. Oppure alle attività che abbiamo sviluppato con le scuole, per favorire l’orientamento dei ragazzi anche attraverso la realizzazione di tirocini formativi. O, ancora, alla collaborazione con le altre organizzazioni di categoria, con gli Istituti di credito e soprattutto con la Fondazione della Cassa di Risparmio di Foligno- sottolinea il numero uno degli industruali folignati – che ci ha consentito di dare un supporto molto apprezzato e rilavante alle politiche di sviluppo locale ed alle individuazione delle iniziative più adatte per perseguirlo. Desidero pure ricordare la collaborazione con i colleghi di Spoleto per affrontare insieme il tema della 3 Valli, concretizzatasi nella lettera congiunta scritta lo scorso giugno al Ministro Passera.
Centralità logistica
La questione infrastrutturale rimane centrale per le prospettive di Foligno, e determinante è il contributo che possono dare allo sviluppo del territorio il completamento della tratta Foligno / Civitanova Marche del Quadrilatero e la realizzazione della piastra logistica. Ma non pensiamo più che la città debba ancorare il suo futuro alla centralità logistica, così come invece è accaduto nei decenni passati, quando si pensava a Foligno come al “territorio di mezzo”. Ormai siamo un centro di saperi produttivi, un nodo di reti che si compongono e scompongono a seconda delle necessità, un insieme di aziende con competenze di alto livello e con lo sguardo rivolto al mondo.