L’Associazione Nazionale Libera Caccia dell’Umbria interviene, con il suo presidente regionale Lando Loretoni, sulla delibera con la quale la Regione Umbria ha deciso di uniformare la quota a carico dei cacciatori nei tre Atc, elevandola anche negli Ambiti 1 e 2 a 51,65 euro, il doppio rispetto a quanto richiesto lo scorso anno. Un provvedimento sul quale la Libera Caccia si è sempre detta contraria, ritenendo che le eventuali risorse aggiuntive possano essere reperite in altro modo.
“Un aumento delle quote – ricorda il presidente ANLC Umbria, Lando Loretoni (nella foto) – da tempo prospettato dai presidenti degli Atc, ma finora sempre respinto dalle Amministrazioni regionali, anche con il supporto di alcune associazioni venatorie, in particolare la Libera Caccia. Tant’è che i nostri rappresentanti in seno agli Atc si sono espressi contro l’aumento. Questa volta, però, l’Amministrazione regionale è stata convinta dai presidenti dei due Atc, elevandola allo stesso importo dell’Atc 3. L’Amministrazione regionale – evidenzia Loretoni – a nostro avviso avrebbe dovuto confrontarsi con i rappresentanti indicati dalla stessa Regione, i quali conoscono i bilanci, le politiche e la gestione dei singoli Atc. Loro partecipano ai dibattiti all’interno del Comitato e sanno bene come alla gestione della caccia non venga assegnato ciò che merita. Così come sanno bene quanti sacrifici fanno i nostri cacciatori, chiamati alla prevenzione, all’intrappolamento, alla gestione delle Zone di vigilanza e cattura, alla vigilanza ed a tante altre attività sul territorio”.
Loretoni ribadisce che, anziché “mettere le mani in tasca ai cacciatori in modo indistinto”, penalizzando tutti, si potevano trovare in altro modo le risorse aggiuntive: “Come ho avuto modo di dire nell’ultima Consulta – ricorda infatti – se proprio servivano risorse aggiuntive per gli Atc, queste dovevano arrivare dalla destinazione delle multe e dai ricavi delle zone faunistiche ed agrituristiche. O rivedendo la ripartizione delle quote già versate dai cacciatori. Invece è stato scelto ancora una volta di mettere le mani in tasca ai cacciatori. Scelta che la Libera Caccia non condivide”.