Con Plasticentro oltre 40 metri cubi di rifiuti a prevalente componente plastica intercettati nei fiumi - Tuttoggi.info

Con Plasticentro oltre 40 metri cubi di rifiuti a prevalente componente plastica intercettati nei fiumi

Redazione

Con Plasticentro oltre 40 metri cubi di rifiuti a prevalente componente plastica intercettati nei fiumi

In Umbria le attività realizzate lungo il fiume Tevere, con particolare riferimento all’area di Ponte San Giovanni a Perugia. Effettuati 3 monitoraggi: monitorati e classificati 630 rifiuti, il 56% dei quali è risultato essere in plastica (353 rifiuti)
Mer, 12/08/2026 - 14:54

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Oltre 40 metri cubi di rifiuti a prevalente componente plastica intercettati prima che potessero raggiungere il mare. È il primo risultato delle tre barriere installate sui fiumi Tevere, Aniene e Tronto nell’ambito di Plasticentro, il progetto promosso e coordinato dall’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale, realizzato con la collaborazione di Legambiente e degli altri partner di progetto e finanziato nell’ambito della Legge “Salvamare” per contrastare l’inquinamento da plastiche nei corsi d’acqua del Distretto.

Le tre infrastrutture, installate nel Lazio e nelle Marche, sono oggi pienamente operative. Entrate progressivamente in esercizio tra il 31 ottobre e l’11 dicembre 2025, hanno continuato a intercettare i rifiuti a prevalente componente plastica trasportati dai corsi d’acqua fino all’ultimo aggiornamento dei dati, effettuato il 21 luglio 2026.

Fino al 21 luglio 2026 le tre barriere hanno intercettato complessivamente oltre 40 metri cubi di rifiuti a prevalente componente plastica: oltre 13 metri cubi sul Tronto, circa 17 sull’Aniene e circa 10 sul Tevere. I formulari di identificazione dei rifiuti attestano il corretto conferimento, con codice EER 15 01 02, di complessivi 1.838 chilogrammi: 300 chilogrammi provenienti dalla barriera sul Tronto, 1.088 da quella sull’Aniene e 450 da quella sul Tevere.

Gli eventi di piena che hanno interessato i corsi d’acqua tra gennaio e marzo 2026 hanno provocato alcuni danneggiamenti temporanei alle infrastrutture, che sono state rapidamente ripristinate. L’esperienza maturata ha così consentito di verificare sul campo il funzionamento del sistema anche in condizioni idrologiche particolarmente complesse e di acquisire informazioni utili per il suo progressivo miglioramento.

Le barriere costituiscono il principale intervento operativo di Plasticentro: intercettando i rifiuti trasportati dai fiumi, permettono di agire prima che questi raggiungano le foci, le coste e il mare, dove il recupero diventa più difficile e oneroso. In aggiunta all’azione svolta dalle barriere, il progetto ha previsto campagne di raccolta volontaria, attività di monitoraggio scientifico e iniziative di sensibilizzazione nei territori del Lazio, delle Marche e dell’Umbria.

Nel corso di tre campagne, svolte nella primavera e nell’autunno del 2025 e nella primavera del 2026, circa 200 volontari e volontarie, tra cittadinanza, associazioni, studenti, studentesse e dipendenti di aziende aderenti a programmi di volontariato ambientale, hanno raccolto complessivamente circa 1,5 tonnellate di rifiuti. Tra i materiali rimossi figurano anche numerosi rifiuti ingombranti, tra cui motorini, materassi, un frigorifero, un carretto, elementi di arredo e materiali da costruzione e demolizione, successivamente conferiti con la collaborazione delle aziende incaricate della raccolta e dello smaltimento.

Parallelamente sono stati realizzati monitoraggi di citizen science lungo le sponde dei fiumi e nelle aree prossime alle foci, con l’obiettivo di individuare quantità, tipologie e possibili origini dei rifiuti dispersi nell’ambiente. Il protocollo, sviluppato da Legambiente e ISPRA, prevede la catalogazione dei rifiuti secondo la Joint List elaborata dal Gruppo tecnico sul Marine Litter della Commissione europea nell’ambito della Direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino.

Le campagne di monitoraggio effettuate lungo il Tevere e il Tronto hanno consentito di censire 4.288 rifiuti nella primavera del 2025, 2.301 nell’autunno del 2025 e 6.153 nella primavera del 2026, per un totale di 12.742 elementi registrati e catalogati. In tutte e tre le campagne la plastica si conferma il materiale largamente predominante, rappresentando l’85,7% dei rifiuti censiti.

L’analisi dei dati mostra inoltre una tendenza costante: procedendo dall’entroterra verso la foce aumentano sia la quantità complessiva dei rifiuti sia l’incidenza della plastica. Il fenomeno, osservato lungo il Tevere e il Tronto, conferma il ruolo strategico delle aree di foce come punti di accumulo dei materiali trasportati dai corsi d’acqua e, in parte, restituiti dalle correnti marine. Tra i rifiuti più frequentemente rinvenuti sugli argini e sulle spiagge monitorate figurano mozziconi di sigaretta, cotton fioc, frammenti di plastica e polistirolo, stoviglie monouso, bottiglie e contenitori per bevande. Dati che confermano il peso delle attività umane nella dispersione dei rifiuti negli ecosistemi fluviali e costieri.

L’insieme dei risultati conferma l’utilità di un approccio integrato, nel quale le soluzioni operative per l’intercettazione dei rifiuti sono affiancate dal monitoraggio scientifico, dalla partecipazione della cittadinanza e dall’analisi delle fonti di dispersione. Le informazioni raccolte serviranno a individuare con maggiore precisione le principali fonti di immissione dei rifiuti nei corsi d’acqua e a orientare le successive azioni di prevenzione e gestione a livello territoriale. A questa fase di analisi e monitoraggio, con particolare attenzione alle microplastiche, collaborano anche ACEA, ENEA, ARPA Umbria e ARPA Lazio.

Plasticentro proseguirà nei prossimi mesi con il consolidamento del sistema delle barriere, nuove attività di monitoraggio e ulteriori iniziative di coinvolgimento delle comunità locali, contribuendo alla tutela dei corsi d’acqua del Distretto dell’Appennino centrale e alla riduzione dell’inquinamento marino.

“Le barriere installate sul Tevere, sull’Aniene e sul Tronto rappresentano il cuore operativo di Plasticentro e consentono di intervenire sui rifiuti prima che raggiungano il mare. Gli oltre 40 metri cubi di rifiuti a prevalente componente plastica già intercettati dimostrano concretamente l’utilità di agire lungo i corsi d’acqua. A questa azione si affiancano il monitoraggio scientifico, la collaborazione con le istituzioni territoriali e la partecipazione della cittadinanza, componenti indispensabili per comprendere il fenomeno e prevenirlo in maniera sempre più efficace”, ha dichiarato Marco Casini, Segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale.

Focus Umbria

In Umbria il progetto Plasticentro ha coinvolto il territorio di Perugia attraverso le attività realizzate lungo il fiume Tevere, con particolare riferimento all’area di Ponte San Giovanni. L’attività svolta nel territorio umbro consente di osservare e contrastare i fenomeni di dispersione dei rifiuti già nelle aree interne, prima che i materiali trasportati dal fiume raggiungano le zone di foce e il mare. Grazie all’azione dei volontari e delle volontarie del Circolo Legambiente Perugia e Valli del Tevere sono stati effettuati tre monitoraggi stagionali, sempre nella stessa area. Complessivamente sono stati monitorati e classificati 630 rifiuti, il 56% dei quali costituito da materiali plastici, per un totale di 353 elementi. La presenza del territorio umbro nel progetto Plasticentro conferma l’importanza di intervenire lungo l’intera asta fluviale e di integrare le attività svolte nelle aree interne con quelle realizzate nelle zone urbane, costiere e di foce. Le attività proseguiranno con nuove azioni di monitoraggio, sensibilizzazione e coinvolgimento delle comunità locali.

Il progetto Plasticentro

Plasticentro – Misure sperimentali per il contrasto all’inquinamento da plastiche nei corsi d’acqua del Distretto dell’Appennino centrale – è un progetto promosso e coordinato dall’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale, con la partecipazione di ENEA, ARPA Umbria, ARPA Lazio, Università Politecnica delle Marche e Legambiente. Collaborano alle attività, nei rispettivi ambiti territoriali e istituzionali, le Regioni interessate del Distretto – Lazio, Marche, Abruzzo e Umbria –, Roma Capitale, la Città metropolitana di Roma Capitale, il Comune di San Benedetto del Tronto, le Capitanerie di porto di Roma e Pescara, il Reparto ambientale marino del Corpo delle Capitanerie di porto, COREPLA, ATA Rifiuti ATO 5 Ascoli Piceno, EGATO ATO 2 Lazio Centrale – Roma, i gestori delle aree protette e i Contratti di fiume e di zona umida presenti nei territori interessati.

Luogo: Tevere, Ponte san giovanni, PERUGIA, PERUGIA, UMBRIA

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