Il Perugia si appresta a cambiare proprietà, il bilancio professionale e umano del dg Borras - Tuttoggi.info

Il Perugia si appresta a cambiare proprietà, il bilancio professionale e umano del dg Borras

Redazione

Il Perugia si appresta a cambiare proprietà, il bilancio professionale e umano del dg Borras

Sab, 08/08/2026 - 18:54

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Prosegue a ritmo martellante la campagna acquisti del Perugia nel nuovo corso sportivo guidato da Alessandro Gaucci, tornato al Grifo con l’operazione che ha portato Arenacuri a siglare il preliminare per acquistare il club entro la prima metà di settembre dall’imprenditore argentino Javier Faroni. Una cessione decisa da Faroni a seguito dei problemi di salute che lo hanno tenuto lontano da Perugia, con tanti milioni investiti in questi due anni, pur senza ottenere i risultati sportivi sperati.

Aspetto ricordato anche in alcuni passaggi dal direttore generale dell’AC Perugia Calcio, Hernan Garcia Borras, nel corso della conferenza stampa che si è tenuta al Sangallo Palace Hotel. Questo il testo integrale del suo intervento, in cui traccia un bilancio molto personale, professionale e umano, del suo lavoro a Perugia.

Come tutti sanno, non è un addio, ma la chiusura di una tappa di quasi 2 anni meravigliosi.

Vorrei iniziare chiedendo scusa ad alcune persone.

In primo luogo ai tifosi, per non aver raggiunto ciò che tutti desideravano, ovvero i successi sportivi. Ho lavorato con onestà, dedizione e professionalità, ma non sono riuscito, nonostante i grandi investimenti realizzati da Faroni, a vincere sufficienti partite di calcio.
In secondo luogo a Javier Faroni, perché, sebbene il cammino non sia stato facile da trovare e i tempi non sempre abbiano aiutato, la sua enorme fiducia nella mia persona meritava risultati migliori.
Colgo anche l’occasione per chiedere scusa alla stampa per i miei sfoghi, pubblici (pochi) e privati (molti) di fronte a quelle che, a mio avviso, erano comunque ingiustizie.
Voglio scusarmi in modo particolare con i miei dipendenti e collaboratori, che ho “torturato” durante 23 mesi di gestione con messaggi a qualsiasi ora del giorno, pressioni costanti e la mia elevata esigenza.
Infine, chiedere scusa ai miei 4 figli per aver sottratto loro così tanto tempo e per essere stato assente a tutti i compleanni senza eccezione; e alla mia amata moglie, che non solo ha sopportato la mia assenza e ha sostenuto la famiglia, ma è stata capace, a distanza, di sostenermi nei momenti difficili. Il molto o poco che ho raggiunto è stato anche grazie a lei.

La lista dei ringraziamenti è un po’ più lunga, ma nella vita bisogna sempre essere molto grati.

A cominciare dalla sindaca Vittoria Ferdinandi, per tutto ciò che è stato realizzato in questi due anni e per essersi occupata (e a volte preoccupata) del Perugia, nonostante l’enorme responsabilità che comporta un incarico pubblico così importante. All’Assessore Pierluigi Vossi, per aver saputo ascoltarmi sempre, anche quando l’ho pressato travolto dalla passione o dalla rabbia; ha sempre saputo capire che cercavo il bene del Perugia. A tutti i funzionari comunali e in modo speciale al funzionario pubblico più efficiente che abbia mai conosciuto, il Sig. Giacomo Capone. Ho avuto l’opportunità di lavorare in 5 Paesi, con più di 200 dipendenti pubblici: nessuno ha mostrato l’impegno e la dedizione dimostrati in questo periodo.
Al presidente Matteo Marani, per la sua vicinanza, il suo appoggio e il suo sostegno, ma soprattutto per la pazienza nei confronti di un novizio nel calcio di Serie C.
Voglio sottolineare il supporto degli imprenditori che hanno accompagnato il progetto, riuscendo a raddoppiare i ricavi da sponsorizzazione dal nostro arrivo, guidati da Claudio ed Emanuele Antonini, così come Stefano Torzoni, Matteo Perelli, Carlo e Simone Civicchioni, Marco Piorico, Andrea Crocioni e tutti coloro che in qualche modo hanno sostenuto il Club.

Vorrei ringraziare e valorizzare il lavoro di ciascuno dei nostri lavoratori, da Nabil e Nuri fino ai miei più stretti collaboratori: Annalisa, per aver sopportato di essere un jolly costante; Eleonora, per la sua professionalità e serietà; Massimo, per essersi adattato rapidamente e aver accettato la patata bollente che nessuno voleva prendere; Fabrizia, Sara, Antonio, Gloria, Tiziana e le ragazze della biglietteria; e il mio amico Valentino, che ha sofferto in modo quotidiano, costante e senza tregua i miei deliri, le mie pressioni e le mie sfuriate.
Anche al settore giovanile, guidato da un professionista con la “P” maiuscola come Giovanni D’Andrea, senza dubbio un motore di cui il Perugia non dovrebbe mai fare a meno. Insieme a lui ringrazio tutto il suo staff, in particolare Giacomo, Eleonora, Alessandro, Andrea e Federico. In modo molto speciale, tutti i nostri giovani calciatori che, insieme ai tifosi, sono il vero patrimonio del Club; i 50 allenatori; e il “polpo” della Primavera, Stefano Ricci, che ha mantenuto un’alta qualità di lavoro con il suo tempo e le sue risorse.
Voglio anche ringraziare Luigi Giorgi per essere rimasto con noi: sarai un allenatore top nel futuro immediato.
A tutto il settore femminile guidato da Riccardo, alle sue giocatrici e ai diversi membri dello staff.
A ciascuno dei direttori sportivi, allenatori e giocatori che sono passati dalla Prima Squadra del Perugia Calcio, a cominciare dall’ultimo allenatore, Giovanni Tedesco, dallo staff tecnico, medico, i preparatori atletici e Francesco, Massimiliano e Leonardo. Grazie Giovanni per aver salvato il Perugia e aver sopportato questi mesi di incertezza con passione e professionalità. Anche Walter Novellino e Riccardo Gaucci meritano un riconoscimento speciale per far parte di coloro che hanno salvato il Club dalla Serie D.
Un piccolo paragrafo per Alberto Marino, che ha collaborato in modo spettacolare nel mercato di gennaio e soprattutto in questo momento difficile che ci è toccato vivere insieme, con critiche infondate in alcune occasioni. Posso assicurare che l’area Scouting del Club è top!

Includo tra i collaboratori del Club anche le persone che collaborano, come Moreno e Nicolò nella manutenzione del Curi, Fausto, Fabio, Michele Diosono e soprattutto, in modo molto speciale, Martin Caselli, Paolo Fantusatti e il mio compagno di viaggio Filiberto Graziani.
Avvicinandomi alla fine, ringrazio uno dei miei settori preferiti, ovvero la squadra di Quarta Categoria: da chi mi ha avvicinato a questo mondo come Armando Marcucci, a ciascuno dei giocatori, familiari e staff tecnico. Anche in modo speciale a Roberto Marcugini: la sua passione e anche la sua follia hanno fatto sì che, insieme a Elisa, guidassero il progetto più bello.
Paragrafo speciale per il sindaco di Corciano, Lorenzo Pierotti, e tutti i suoi collaboratori.
A Sabrina Curi, per aver accettato di essere la madrina e per il suo costante appoggio, la sua vicinanza e il suo calore. A padre Mauro, il tifoso più difficile da controllare, ma anche colui che con la sua spiritualità mi ha offerto la parola giusta. Non si può portare avanti una gestione così ampia senza l’accompagnamento di Gesù, perché il rancore ci farebbe annegare in modo permanente.
Al gruppo del Museo, per custodire e alimentare la storia, avermela mostrata, aver avuto pazienza con me e aver collaborato in modo costante. Le loro critiche in privato sono state molto utili; quella fedeltà incondizionata alla storia (non alle persone che siamo di passaggio) preserva in modo sacro il Grifo per le generazioni future.
Mi permetto la licenza personale di menzionare un amico, Maurino, che oltre a essere l’autista del pullman, ha aiutato me e il Perugia in molti aspetti: sponsor, collaboratori. So che in un’altra vita sarai Direttore Sportivo, ma oggi sei più importante di questo.

Devo anche ringraziare i miei collaboratori anonimi che non ho mai potuto menzionare: LL, LQ e MS.
Per concludere, voglio ringraziare tutti i tifosi per il loro costante supporto, i club di tifosi, il Centro di Coordinamento, in particolare Mauro e Stefano, e per ciascuno dei messaggi ricevuti in questi ultimi tempi, nei quali mi hanno dimostrato un affetto impossibile da immaginare quando siamo arrivati, soprattutto perché i risultati sportivi non sono stati quelli sperati; ma nei miei confronti le dimostrazioni di affetto sono state infinite.
Grazie al presidente Faroni per aver creduto in me, per avermi lasciato vivere in questi ultimi 10 mesi un sogno professionale unico e anche per essersi comportato da grande imprenditore, perché quando si vince è molto facile intraprendere, ma quando si perde denaro, e tanto denaro, sono pochi quelli che lo affrontano. Il capitale investito sarà irrecuperabile, ma il tuo coraggio e la tua onestà sono un esempio per tutta la città, ma soprattutto per i tuoi figli che tante volte nell’ultimo periodo hanno letto stupidaggini e falsità sui media. Non c’è esempio migliore dei fatti, e il tempo collocherà i fatti al loro vero posto.
Voglio ringraziare mia madre che è in cielo, accompagnata da mio padre, che è stata la persona che mi ha insegnato la cosa più importante per un professionista: quando hai un problema, affrontalo di petto e con le palle ben salde. Qualcosa che caratterizza la nostra famiglia. Se si lavora 10 ore, si possono lavorare anche 12, e se non basta, non è grave lavorare nemmeno 15. Questo è ciò che ho fatto durante questi due anni nel Club: lavorare, lavorare e lavorare.
Per finire, ai miei figli e a mia moglie: grazie, grazie e mille grazie.

Resto a disposizione di Arenacuri per qualsiasi cosa mi venga indicata. Sempre che si rispettino i valori che già conoscete riguardo alla mia persona e alla mia professionalità. Non mi importano le cariche, né le etichette: voglio vedere il Perugia Calcio il più in alto possibile, anche se la mia funzione fosse solo tifare per la squadra. Perché questo nessuno potrà proibirmelo per il resto della mia vita: tifare per il Grifo come un tifoso. Forza Grifo sempre!!!

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