La città della pace si divide sulla mozione riguardante il conflitto israelo-palestinese, “un tema che interpella la coscienza di tutti e che, proprio per questo, avrebbe meritato un percorso diverso”, sostiene compatta la minoranza assisana composta da Fratelli d’Italia, Assisi al Centro, la civica di Eolo Cicogna, Forza Italia e Lega. Ma dal centrosinistra si mettono i puntini sulle i.
Il centrodestra ricorda di aver espresso le sue perplessità sin dal novembre 2025, “formulando osservazioni puntuali, proposto modifiche e predisposto una diversa bozza di testo, mettendoci a disposizione per costruire una posizione condivisa dell’intero Consiglio comunale”. Tra i punti controversi, “l’attenzione quasi esclusivamente sulle responsabilità dello Stato di Israele, con riferimenti politici controversi – si parla di ‘economia del genocidio’ – e richiama campagne di pressione economica che nulla hanno a che vedere con il ruolo di un consiglio comunale. Continueremo a lavorare perché Assisi possa esprimere una posizione autorevole, equilibrata e realmente condivisa”.
Diversa la posizione dei Progressisti per Assisi (il ‘cartello’ M5S, Rifondazione e sinistre varie) secondo cui “la condanna del terrorismo di Hamas e della strage del 7 ottobre è presente nella mozione in modo chiaro, netto e inequivocabile”, ed “economia del genocidio è il titolo di un rapporto delle Nazioni Unite che analizza il ruolo degli interessi economici e commerciali nell’alimentare il conflitto. Assisi è davvero la città della pace – conclude la nota – e proprio per questo non può limitarsi a pronunciare parole generiche sulla pace, ma ha il dovere morale di affermare con chiarezza che il diritto internazionale non è negoziabile e che la dignità di ogni essere umano, palestinese o israeliano, deve essere difesa con la stessa determinazione”.