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2017 anno del Barone Franchetti, “Già in moto la macchina del Centenario”

Redazione

2017 anno del Barone Franchetti, “Già in moto la macchina del Centenario”

L'assessore Bettarelli "Villa Montesca e Tela Umbra poli di sviluppo ieri e oggi"
Ven, 20/01/2017 - 15:08

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2017 anno del Barone Franchetti, “Già in moto la macchina del Centenario”

Se il 2015 è stato l’anno di Alberto Burri, il 2017 sarà l’anno del barone Lepoldo Franchetti di cui ricorre il centenario dalla morte

Lo ha annunciato il vicesindaco tifernate Michele Bettarelli, a seguito della seconda riunione del comitato che, sotto il coordinamento generale della Fondazione Hallgarten-Franchetti e in collaborazione con Tela Umbra, sta lavorando al programma delle manifestazioni.

Alcune ricorrenze vanno solennizzate per il loro valore ideale e storico, altre perché hanno, a distanza di un secolo, ancora un’energia da mettere al servizio della città. E’ stato il caso di Burri ed è il caso del barone, anzi dei baroni Franchetti, la cui eredità morale e materiale può essere ancora un motore di crescita nei settori della formazione universitaria, dei progetti europei a Villa Montesca, delle eccellenze artigianali con Tela Umbra

leopoldofranchetti-senatoChi era il barone – Leopoldo Franchetti nacque a Livorno da una ricca famiglia ebraica di mercanti nel 1847 e fu un liberale di formazione positivista, senatore della Destra storica. Porta il suo nome l’inchiesta sul Mezzogiorno e sulla povertà con cui il neonato Regno d’Italia si accorse dell’esistenza della mafia e dell’immensa questione sociale che divideva in due il Paese alla fine dell’Ottocento. Progressista ma figlio del suo tempo, fu favorevole all’avventura coloniale, andando lui stesso in missione in Eritrea e Libia. Nel 1880 acquistò insieme al fratello Giulio consistenti tenute agrarie in Umbria ed è così che il barone Franchetti arriva a Città di Castello, dove inizia a costruire la sua casa: Villa Montesca. E’ quasi terminata quando vi si trasferisce nel 1900 insieme alla moglie, Alice Hallgarten, sposata da poco. Insieme a questa giovane figlia della borghesia ebraica americana, conosciuta nel fermento mittleuropeo dell’epoca, cercheranno di modernizzare la terra di adozione con scuole rurali per i figli dei contadini dei loro poderi e di emancipare le donne attraverso la conversione economica di un’attività domestica: Tela Umbra. Filantropi senza figli, capirono la straordinaria innovazione del metodo di Maria Montessori, che invitarono a sperimentare nelle classi di Villa Montesca e Rovigliano. Tre anni dopo l’istituzione di Tela Umbra, nel 1908 Alice muore. Leopoldo Franchetti muore suicida, all’indomani della disfatta di Caporetto, il 4 novembre 1917.

La biografia del barone Franchetti – aggiunge Bettarelli – è di per sé un bel manifesto programmatico perché offre spunti di grande attualità sia nella dimensione locale che nazionale od europea. Chi si dice tifernate, deve conoscere la storia di Leopoldo ed Alice, capitati casualmente in questa terra di frontiera e diventati pedine fondamentali del nostro sviluppo economico. Sono certo che il Centenario apprezzerà questi aspetti storici per rilanciare da un lato la vocazione formativa universitaria ed europea di Villa Montesca e dall’altro l’eccellenza culturale e commerciale della produzione di Tela Umbra nei canali specializzati. Voglio fin da subito ringraziare – conclude – lo spirito e l’entusiasmo di chi è intervenuto per la collaborazione e la qualità delle proposte presentate, a riprova delle risorse culturali che la nostra città mette in campo nei maggiori eventi. Naturalmente il programma del centenario è ancora un work in progress e saranno benaccette ulteriori idee”.

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