Un tifernate alla Venice Design Week, nuovo riconoscimento per le creazioni di Marco Rubini

Un tifernate alla Venice Design Week, nuovo riconoscimento per le creazioni di Marco Rubini

I lavori dell’architetto e designer di Città di Castello esposti da oggi nella città della Laguna

Nuovo importante riconoscimento per Marco Rubini, architetto e designer tifernate, invitato, dopo la prestigiosa presenza in primavera al Fuorisalone di Milano, ad esporre nell’ambito dell’ottava edizione di Venice Design Week, che si terrà da oggi, sabato 7 ottobre al 15 nella città della Laguna.

Si tratta di una manifestazione di livello internazionale finalizzata a mettere in contatto progettisti e pubblico, non necessariamente riservata ad un target specializzato – spiega Rubini – Sarò presente con la riedizione del porta abiti fiocco con rivestimento dei fiocchi in morbido panno di lana rimovibile e per la serie delle portantine ci saranno due nuovi prodotti: un prototipo lungo che è un sofà bicolore composto da cubi imbottiti rimovibili, che possono essere spostati creando giochi di colore e forme, e la Porta Mò, un mini sofà con maniglie da corsa che invita alla riflessione sul tema ‘Corri o ti rilassi?’. Anche per questa occasione ho coinvolto aziende umbre di primo piano nel settore, coordinate da Alice Serafini.

Siamo felici di constatare che la tradizione nell’arredo di qualità non è tramontata a Città di Castello – dichiarano gli assessori alla Cultura Michele Bettarelli e allo Sviluppo economico Riccardo Carletti – ma sta trovando, anche attraverso singole sperimentazioni e esperienze creative, nuove strade per esprimersi. La presenza di un nostro concittadino in una delle principali manifestazioni in Italia, è una conferma al suo stile originale e accattivante ma anche una anteprima su quanto il territorio possa ancora esprimere in termini di tradizione e innovazione”.

Le gallerie che ospiteranno le opere di Marco Rubini sono la Andrea Tardini Gallery in San Samuele, nei pressi di piazza San Marco, e gli spazi della Giudecca 282.