Terremoto, da Novara la solidarietà arriva a Norcia

Terremoto, da Novara la solidarietà arriva a Norcia

L’associazione piemontese Casa Alessia nei giorni scorsi ha donato una cucina attrezzata per l’asilo nido inaugurato giovedì

Da Novara e Norcia, la solidarietà viaggia veloce. Nel giorno della riapertura di corso Sertorio, è stato inaugurato anche l’asilo nido in legno costruito da Rubner Haus e donato dalla Onlus Mission Bambini. Ma al taglio del nastro c’erano i volontari della onlus Casa Alessia da Novara.

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“Siamo partiti alle undici di sera – racconta Diego Fiorani – , abbiamo viaggiato tutta la notte per poter partecipare oggi a questo importante traguardo per una città ferita come Norcia“. I volontari dell’associazione del nord Italia indossavano sciarpe e cappellini gialli, il loro colore. img_4530Hanno contribuito alla realizzazione dell’asilo e hanno donato la cucina attrezzata ospitata all’interno dei cinque moduli della struttura. Ora i bambini di Norcia potranno fare di nuovo pranzo a scuola.

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Casa Alessia è molto attiva in tutto il mondo con progetti in Ecuador, India, Burundi, Nepal, Romania e Albania. “Il nostro spirito – spiega Diego Fioroni, uno dei volontari – è quello di partecipare a progetti concreti rivolti ai bambini, dove si può intervenire e realizzare in breve tempo un qualcosa di utile per la comunità. E c’è sempre un controllo delle risorse finanziarie investite e della fattibilità del progetto“. Insomma, la trasparenza è importante. Negli scorsi mesi Casa Alessia ha raccolto più di 70 mila euro in donazioni che sono state investite per comprare la cucina attrezzata inaugurata giovedì scorso. “Abbiamo portato il giallo della nostra associazione – proseguono i volontari da Novara – in aiuto dei tanti bambini di Norcia assieme ad alcuni doni per far celebrare il Natale anche a chi non ha più una casa“.

Molto attivi e conosciuti nella realtà piemontese, i volontari sono impegnati in progetti, in Italia e all’estero, per aiutare i più piccoli, proprio come avrebbe voluto Alessia Mairati, a cui l’associazione è intitolata. A sedici anni Alessia, grazie a una borsa di studio finanziata dalla Barilla, era andata a studiare in Ecuador, a Quito. Qualche mese dopo Alessia viene ricoverata per uno shock anafilattico, va in coma.

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I suoi genitori decidono di partire immediatamente per Quito. Quando Alessia si riprende il papà torna in Italia per primo, in attesa che, una settimana dopo lo raggiungano moglie e figlia con un volo in un aereo ambulanza. “Alessia stava meglio – raccontano i volontari – quindi poteva essere trasportata in Italia. Dopo uno scalo tecnico a Panama, però, l’areo su cui viaggiava insieme alla mamma, due medici e due piloti, in fase di decollo si schianta contro un hangar e muoiono tutti. Qualche mese dopo, con i colori e le parole che Alessia ha lasciato come suo testamento nelle tante mail che inviava alla sua famiglia è nata questa associazione“.

Negli anni sono stati raccolti soldi per costruire un orfanotrofio in Burundi e l’ultimo, pochi giorni fa, proprio in Ecuador, realizzando così il sogno di Alessia e della sua famiglia che, il prossimo gennaio, si recherà in sud America per l’inaugurazione. Il grande amore di Alessia è arrivato anche a Norcia.

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