Sperimentale, eccezionale debutto di “Fammi udire la tua voce” dal Canto dei Cantici

Sperimentale, eccezionale debutto di “Fammi udire la tua voce” dal Canto dei Cantici

L’antimusica di Adriano Guarnieri, conferma la vocazione di ricerca del Lirico e la straordinaria bontà del progetto Opera Nuova

Qualche tempo fa il Direttore Generale del Lirico Sperimentale, Claudio Lepore, inviò sulla chat di Facebook che collega il profilo del Lirico ai molti amici dell’ente, un link attraverso il quale si poteva accedere ad una vecchia registrazione Rai del 1958, interamente dedicata a Spoleto e, caso straordinario, in possesso esclusivo dell’Archivio documentale “Belli-Argiris” dello Sperimentale (CLICCA QUI).

Nemmeno la stessa Rai pare ne possieda una copia. Da questa registrazione a cura di Guido Piovene, si poteva desumere chiaramente quanto la Lirica, ma in generale il fermento culturale teatrale del piccolo borgo umbro, fosse un elemento decisivo nel vissuto cittadino. E tutto questo molto prima che si manifestasse, proprio a partire dal ’58, l’altra grande proposta di questa terra, il Festival dei Due Mondi di Gian Carlo Menotti.

Questo ricordo è propedeutico alla ricerca delle ragioni che spingono ancora oggi un piccolo, ma denso e sostanzioso, Ente Lirico come lo Sperimentale di Spoleto a non abbandonare la ragione del proprio nome e a proporre con ostinata illuminazione il progetto Opera Nuova, inserito nella programmazione della Stagione Lirica. In Opera Nuova c’è tutto il vigore immutato che spingeva gli spoletini, ora come anche nel 1958, ad essere non solo attenti spettatori dei grandi classici, ma anche sfegatati fans di tutto ciò che è novità. Una sorta di fame atavica che ha nuovamente assalito tutti gli spettatori presenti al debutto in prima assoluta di Fammi udire la tua Voce, Azione lirica su libretto e musica di Adriano Guarnieri lo scorso 8 settembre e replicata ieri sera, 9 settembre al Teatro Caio Melisso.

Guarnieri è già noto al pubblico spoletino per aver proposto al Festival dei Due Mondi-Spoleto59, L’Amor che move il sole e l’altre stelle, una Video Opera la cui regia era affidata a Cristina Mazzavillani Muti, moglie del M° Riccardo Muti (CLICCA QUI).

Anche allora una sorta di timore iniziale dovuto alla novità dirompente non scoraggiò il pubblico che accorse numeroso e apprezzò molto la messa in scena così come la parte musicale e cantata.
Nella conferenza stampa di presentazione di Fammi udire la tua voce, lo scorso 8 settembre, un divertito e spiritosamente rassegnato Michelangelo Zurletti, Direttore artistico del Lirico, ha provato a far percepire ai presenti cosa possa significare prendere visione di una partitura scritta da Guarnieri.

Trattasi di un lavoro certosino di interpretazione dei segni e dei numerosi appunti e ghirigori che l’autore dissemina lungo un percorso fluviale, “lenzuolate” per Zurletti, che mettono alla prova anche il più tenace e coriaceo dei direttori di orchestra.
Per sbrogliare la matassa guarneriana non poteva che esserci uno dei più quotati esperti interpreti della cosiddetta Musica Contemporanea, il Direttore d’Orchestra Marco Angius che giusto per rincarare la dose, sempre in conferenza stampa, ha esordito dicendo “La musica di Adriano Guarnieri è una sorta di anti-musica”, spiegando però ai presenti con breve ma affascinante affabulazione in cosa consista oggi il dilemma di scrivere un Opera e di come dopo Wagner il grande busillis sia stato il dare preminenza alla voce dei cantanti o ad altri “strumenti” operistici quali orchestra e scena. Punto di non ritorno è l’opera di Arnold Schoenberg con il suo Sprechgesang, il canto parlato dove l’esecutore non intona le parole, ma le declama con un vago accento musicale.

Ed è così che il teatro di Adriano Guarnieri diventa quanto di più antiteatrale si possa immaginare, compiendo però un ulteriore passo in avanti. Come magistralmente racconta nel programma di sala il musicologo e critico musicale del Corriere della Sera, Enrico Girardi, “Il teatro di Guarnieri non presenta azioni ma vive nel loro ricordo, delle nostalgie, dei riflessi onirici, dei riverberi emotivi che esse proiettano dentro chi le ha sapute, mediatate, interiorizzate.”
In buona sostanza nell’opera di Guarnieri non esiste una drammaturgia che vuole rappresentare una storia e di più, la storia stessa non esiste perchè già accaduta, appunto interiorizzata.
Anche in Fammi ascoltare la tua voce, azione lirica per 4 voci ed ensemble di 9 strumenti, come già si era potuto vedere in L’Amor che move il sole e l’altre stelle, Guarnieri scrive linee di canto che trascendono l’azione drammatica, diventando dunque Azioni Liriche che vanno oltre la prosa.
L’ispirazione al Cantico dei Cantici aggiunge poi linfa vitale alla concezione operistica dell’autore.

Sempre Enrico Girardi nel programma di sala ricorda ciò che del Cantico scriveva Guido Ceronetti, “Dio nel Cantico non c’è, eppure Dio lo riempie. E’ poesia erotica il Cantico, eppure l’amore umano non ne è che l’ombra sul muro. Dio cerca Dio nel Cantico, ma Dio non può andare in cerca di se stesso.”
Nell’assenza o nel ricordo, se vogliamo esemplificare, la densa consistenza dell’assoluto. Niente di meglio per dare vita a Fammi udire la tua voce.

Al regista Federico Grazzini il compito di rendere in scena il pensiero di Guarnieri. Ed è così che si è deciso di doppiare le 4 voci in partitura con altrettanti danzatori-attori, due uomini e due donne, che nei loro movimenti illustrano in parallelo ciò che sta accadendo nella buca dell’orchestra. In una scena ovviamente vuota, il movimento dei danzatori consente una lettura corretta anche dalla partitura musicale, in una sorta di continuum che da l’esatta percezione della fatica di Guarnieri. Spazio scenico e costumi sono stati curati da Andrea Stanisci e le coreografie, a cui va il merito di non essere state pretenziose, sono state disegnate da Pieradolfo Ciulli

Nel 2011, al Festival di Spoleto, andò in scena al Teatro Nuovo lo spettacolo di danza contemporanea Busk, coreografato da Aszure Barton (CLICCA QUI).

Chi ebbe la fortuna di poterlo vedere, ricorderà l’uso delle luci come scenografia immateriale in cui far scorrere tutti i movimenti dei ballerini, con una preminenza di puntamenti dal centro della scena, quasi a voler sottolineare la presenza silenziosa ma evidente di uno spirito guida. La costruzione del progetto luci di Fammi udire la tua voce, ad opera di Alessandro Carletti, ce lo ha ricordato perchè senza questo tipo di vertigine senza corpo, il continuum di Guarnieri non sarebbe stato lo stesso.

Vera e propria sfida invece per il Direttore Marco Angius che con l’ensemble strumentale dei 9 musicisti del Lirico Sperimentale (Maria Maddalena Pippa, Margherita Pelanda, Roberta Palmigiani, Matteo Maria Zurletti, Andrea Cesaretti, Arcadio Baracchi, Giacomo Poggiani, Antonello Cancelli, Marco Eugeni, Mariachiara Grilli) ed i 4 cantanti ha dovuto faticare anche più di 7 camice, perchè tutto fosse come lo stesso Adriano Guarnieri ha voluto sovraintendere personalmente in queste giornate spoletine. Ma Angius è un Direttore di grande spessore e sopratutto una certezza per il Lirico Sperimentale quando si tratta di opere complesse come quelle contemporanee.

I 4 cantanti-Amanti sono stati Annalisa Ferrarini, Marco Rencinai, Federica Livi ed Alec Avedissian messi duramente alla prova al punto che ognuno di loro, per poter avere sempre la corretta nota di attacco in partitura, non ha mai potuto staccare gli occhi dallo spartito, tutti aiutati da una piccola tastiera-armonium sotto il leggio con la quale ascoltare con un auricolare la corretta tonalità. Bravissimi e coraggiosi.
Altrettanto coraggiosi i 4 danzatori-attori, Chiara Ameglio, Alessandra Bordino, Luciano Ariel Lanza, e Stefano Roveda che con una presenza discreta, ma assolutamente descrittiva, hanno impersonato la trasformazione continua del sogno e del sublime nel Cantico dei Cantici.

Il pubblico- Al richiamo di questa prima esecuzione assoluta hanno risposto in tanti. Tra il numeroso pubblico del debutto l’8 settembre, anche molte autorità istituzionali. Tra gli altri, il vicesindaco del Comune di Spoleto Maria Elena Bececco, l’assessore ai lavori pubblici Angelo Loretoni, Dario Pompili presidente degli Amici di Spoleto, rappresentanti della Fondazione Cassa di Risparmio e della Fondazione Antonini, oltre alla presidente del Lirico Sperimentale Maria Chiara Rossi Profili.
In questo parterre moltissimi gli stranieri, alcuni accompagnati dall’artista Virginia Ryan. E non solo semplici turisti: incuriosito dal nuovo lavoro di Guarnieri, in sala c’era anche, accompagnato dalla scultrice Robin Heidi Kennedy, Mike Figgis, il regista del film Via da Las Vegas con Nicolas Cage, film per il quale ha ricevuto una candidatura all’Oscar al miglior regista nel 1996, che, a fine spettacolo, si è detto felice di avervi assistito.
Oltre agli appassionati che da anni seguono lo Sperimentale e agli amanti della musica incuriositi dalla novità di quest’opera, critici e inviati dei maggiori quotidiani e di molte testate umbre, molti emissari di agenzie artistiche, il musicologo Enrico Girardi, Luciano Messi, sovrintendente dello Sferisterio di Macerata, hanno siglato la conclusione della rappresentazione con un lunghissimo applauso.
Ultima replica questo pomeriggio alle 17,30, Teatro Caio Melisso di Spoleto

 

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Foto: Tuttoggi.info (Carlo Vantaggioli)