Sperimentale, appello dei precari “Creare un Teatro stabile della Lirica”

Sperimentale, appello dei precari “Creare un Teatro stabile della Lirica”

Lettera aperta alle istituzioni dai precari del Teatro Lirico Sperimentale | Intanto la Fondazione Antonini stanzia parte del suo bilancio per gli Intermezzi del ‘700

Dopo 8 anni da quando i loro appelli finirono alla ribalta nazionale, i “precari del belcanto”, vale a dire i lavoratori del Teatro Lirico Sperimentale tornano ad alzare la voce, preoccupati per il loro futuro. Lo fanno dopo gli allarmi lanciati dalla prestigiosa istituzione culturale di Spoleto per la situazione economica difficile dovuta allo scarso sostegno da parte degli enti locali. E lo fanno proprio mentre la Fondazione Antonini annuncia un proprio contributo al Lirico, molto importante seppur non decisivo.

La “lettera aperta al Consiglio Direttivo del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto ‘A. Belli’ dove sono rappresentati ai massimi livelli la Regione dell’Umbria e il Comune di Spoleto” è firmata da Ivano Granci (coordinatore del coro), Lucia Cittadoni (corista), Matteo Zurletti (coordinatore dell’orchestra), Paolo Zappelli (responsabile macchinisti), Clelia De Angelis (responsabile sartoria), Massimo Marotta (macchinista), Marco Marcucci (elettricista teatrale), “in rappresentanza degli stagionali di Coro, Orchestra, Macchinisti, elettricisti, sarte teatrali del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto ‘A. Belli'”.

Dopo i tagli scongiurati nel 2011 ai contributi per lo Spettacolo, i precari – che tali da allora sono rimasti – spiegano che “la presidenza e la direzione del teatro lirico sperimentale di Spoleto ci hanno rappresentato la difficile situazione che rischia di compromettere il posto di lavoro, seppur precario, di tante persone, e di affossare l’Istituzione stessa, operante ormai da oltre settant’anni nella nostra regione, con risultati osiamo dire eccellenti sotto il profilo della continuità di una delle realtà della nostra nazione più apprezzate nel mondo, l’opera lirica”.

In 70 anni avviato alla carriera cantanti di grido mondiale

“Mantenendoci sul generale, – viene evidenziato nella missiva – emerge chiaramente come le nostre istituzioni locali e regionali non conoscano veramente appieno il valore di questa istituzione.  Troppe volte i nostri amministratori si appropriano di meriti che non hanno, facendo autopromozione di facciata, snocciolando nomi del panorama cinematografico, musicale, e soprattutto di manifestazioni a livello internazionale nati o appartenenti alla regione! Abbiamo però spesso constatato come si dimentichino del ruolo chiave che ha ed ha avuto il Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto, e la riprova è la mortificazione che ogni anno ci vede costretti a vivere con preoccupazione il nostro futuro. Ricordiamo agli organi regionali che il teatro lirico sperimentale ha avviato alla carriera cantanti di grido mondiale, assolute stelle del firmamento internazionale.

E questo dimostra la bontà del lavoro svolto in oltre 70 anni, non è nemmeno il caso che si facciano i nomi, basta andare a leggere l’albo d’oro dei vincitori del concorso che ha visto i propri natali nella cittadina umbra.

Noi maestranze ci abbiamo sempre messo tanto del nostro, accettando anche di buon grado questo ruolo di precariato che onestamente da troppo tempo incombe sulla nostra vita, accogliendo i compensi sempre al ribasso, proprio per l’amore che abbiamo verso questa meravigliosa realtà! E ci abbiamo messo del nostro anche cercando di favorire figure professionali provenienti dall’Umbria, proprio perché sentiamo nostro questo lavoro, questo teatro, questa realtà! 


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Noi siamo reduci da tanti incontri con esponenti politici umbri, parlamentari, e membri delle istituzioni, siamo stati presenti a manifestazioni sindacali, abbiamo fatto sit-in di protesta, abbiamo sempre ricevuto incoraggiamento, solidarietà, promesse. E’ il tempo che le promesse si tramutino in realtà! Quando si interloquisce a questi livelli lo facciamo con le istituzioni, con organismi democraticamente costituiti, e non certo con le persone che li rappresentano. Per cui, se uno dei rappresentanti si spende, promette, mostra interesse alla risoluzione, è l’istituzione che rappresentano che si spende, non certo le singole persone alle quali possiamo stare più o meno simpatici!”. Quindi l’appello a “credere nella cultura” seguendo l’esempio di altri paesi europei.

“Creare un Teatro Stabile per la Lirica”

“Dobbiamo da una parte sollecitare anche il Consiglio di Amministrazione del Teatro Lirico (che in seno ha i rappresentanti, e ai più alti livelli, della Regione dell’Umbria e del Comune di Spoleto) – dicono ancora i precari – a sposare scelte più incisive, difendere il Teatro, i Cantanti, le masse (coro ed orchestra) e naturalmente tutti coloro che gravitano intorno ad uno spettacolo, in primis tutti gli amministrativi che lavorano per il Teatro, i tecnici, sarte, i direttori, i registi. Non si può più vivere con la spada di Damocle che puntualmente tutti gli anni riduce i nostri spazi e il nostro lavoro, che, lo ripeto, non è un gioco”.

Secondo i precari enti pubblici e istituti di credito dovrebbero spendersi per reperire le risorse, non solo quindi contributi diretti ma almeno un aiuto per finanziamenti esterni.

“Non si più essere sempre trattati di serie C, e poi fare gli splendidi in caso di successi. Invece noi desideriamo che adeguiate i contributi così come elargiti ad altre realtà regionali o a quelli di altre regioni, rispetto ovviamente al contributo statale. Noi siamo a conoscenza dei tantissimi denari che certe realtà riescono ad ottenere peraltro con progetti faraonici. Sappiamo di individualità che vengono remunerati con cifre pazzesche.

Noi riteniamo di essere alla stessa altezza, abbiamo lo stesso lignaggio. Perché non prendete in considerazione di creare un Teatro Stabile per la Lirica, come quello dell’Umbria per la Prosa? Per noi sarebbe importante, con la possibilità di inserire giovani della nostra regione. Elaborate nuove strategie, siete voi che dovete proporle, siete voi che dovete difendere il nostro lavoro proponendo soluzioni, non dobbiamo essere noi. Dovete svegliarvi, agire, operare, fatevi vedere che ci siete. Noi operiamo nella lirica, ma spero che siate edotti che il nostro lavoro corrobora anche l’Ambiente, il Turismo, la Cultura. Chiediamo naturalmente più garanzie sindacali, siamo lavoratori come tutti gli altri, bisogna che ci garantiate la stagionalità, che ricordiamo una volta era più articolata e ora va riducendosi. Noi vogliamo difendere il nostro futuro. Desideriamo una cortese risposta e desideriamo essere cortesemente convocati e sapere le motivazioni per cui ogni anno il Teatro (e quindi noi) viene così penalizzato”.

Sostegno economico dalla Fondazione Antonini

Intanto un sostegno al Lirico arriva dalla Fondazione Francesca, Valentina e Luigi Antonini. Il consiglio della Fondazione, infatti, ha approvato il rendiconto delle attività ed il bilancio consuntivo del 2017 ed ha deciso all’unanimità di dare un segnale di attenzione al difficile momento che il Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto sta attraversando. Per questo ha stabilito di stanziare una rilevante quota delle sue scarse disponibilità per il progetto che, nella stagione del Teatro Lirico Sperimentale, porta in scena gli Intermezzi del ‘700: nel 2018 “La furba e lo sciocco” del compositore Domenico Sarro, in una nuova edizione critica del Professor Eric Boaro.

 “Ci auguriamo che altri tra i cittadini, enti ed imprese di Spoleto e dell’Umbria – evidenzia la Fondazione Antonini – sappiano riconoscere l’importanza che il Lirico Sperimentale ha avuto nello sviluppo culturale di Spoleto e dell’Umbria, ruolo fondamentale anche nella nascita del Festival dei Due Mondi, grazie al suo fondatore Adriano Belli”.

 

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