Sicurezza, 175mila euro ai Comuni | Estorsioni e usura in Umbria sopra la media

Sicurezza, 175mila euro ai Comuni | Estorsioni e usura in Umbria sopra la media

A Perugia 35mila euro, a Terni 25mila | Incentivi per videosorveglianza nelle zone industriali e barriere anti-intrusione | I dati sulla sicurezza

L’Aula di Palazzo Cesaroni ha approvato a maggioranza l’atto di programmazione 2017/2018 in materia di sicurezza urbana, previsto dalla legge ’13/2008′. Hanno votato a favore 11 consiglieri di maggioranza (PD e SER), si sono astenuti quelli di opposizione: Fiorini e Mancini (Lega), Nevi (FI), Squarta (FDI), Liberati e Carbonari (M5s) e Ricci (Rp).

Il relatore dell’atto, Andrea Smacchi (PD-presidente Prima Commissione) ha spiegato che “con la Legge Regionale ’13/2008′ sono state finanziate importanti politiche di sicurezza integrata ed urbana tra cui i patti di sicurezza per le Città di Perugia e Terni. Per il 2017 è previsto uno stanziamento di 175mila euro, di cui 35mila andranno al patto ‘Perugia Sicura’ e 25mila a ‘Terni Sicura’. I restanti 115mila euro finanzieranno i progetti presentati dai Comuni sulla sicurezza urbana”.

“Si proseguirà nell’incentivazione della video sorveglianza delle zone industriali e si prevede anche la possibilità di finanziare progetti per le barriere anti-intrusione, come ad esempio i pilomat, soprattutto per tutelare le città durante le manifestazioni che prevedono la partecipazione di molte persone. Una esigenza, questa, emersa anche dalle Prefetture. L’obiettivo è quello di conciliare l’estetica dei centri storici con la sicurezza dei cittadini. Il contributo regionale copre il 70 per cento dell’intervento, mentre i Comuni si faranno carico del restante 30 per cento. I progetti possono arrivare al massimo ad un importo complessivo di 50mila euro”.

L’atto – è stato inoltre spiegato – contiene il rapporto di ricerca su criminalità e sicurezza in Umbria negli ultimi 7 anni elaborato analizzando fonti ufficiali dall’Università degli Studi di Perugia, Dipartimento di Giurisprudenza. Da tale indagine è emerso che il picco più alto in Umbria si è verificato nel 2013, con 38mila 506 reati commessi, un dato sensibilmente calato nel 2016 fino a 31mila 970. Il 46 per cento delle denunce riguarda i furti, ma la tendenza è verso una diminuzione. La cifra che in Umbria rimane più alta rispetto alla media italiana è quella relativa alle denunce per estorsione e usura e quella che si riferisce alle truffe informatiche. In conclusione è importante ricordare che la Regione Umbria è entrata a far parte del comitato esecutivo del Forum italiano ed europeo per la sicurezza urbana che riunisce oltre 40 Comuni, Province e Regioni italiane, il cui obiettivo è promuovere nuove politiche di sicurezza urbana”. 

Polemiche sulla sicurezza in Umbria sono arrivate dalla Lega Nord e dal Movimento 5 stelle, mentre Claudio Ricci (RP) ha evidenziato la necessità per i Comuni di dotarsi di piani comunali di sicurezza che dovrebbero essere inclusi nei piani regolatori generali. Emanuele Fiorini (LN) ha sottolineato la situazione preoccupante di Terni, mentre Valerio Mancini ha puntato il dito su uno scarso coordinamento tra sindaci e forze dell’ordine. Chi invece ha evidenziato la necessità di progetti di integrazione più significativi ed incisivi è stato Andrea Liberati (M5s).

“La Regione – ha detto nel suo intervento la presidente della Regione Catiuscia Marini – ha mostrato capacità e lungimiranza visto che i provvedimenti assunti dal Governo fanno perno proprio sulla sicurezza integrata, fulcro della nostra legge del 2008. La sicurezza attiene come è noto al ministero ed alle forze dell’ordine, mentre compete alla Regione concorrere all’idea della sicurezza integrata, quindi con azioni di prevenzione, che non è quello che fanno le forze di polizia. Negli anni è emersa la necessità di un supporto da parte delle istituzioni. Abbiamo concorso con il Comune di Perugia anche per realizzare il posto di polizia nel centro storico, che non sarebbe stata proprio una nostra spettanza. Il meccanismo dell’atto estende in maniera molto più diffusa azioni come la videosorveglianza su parti estese della città e non solo i punti più critici, perché dove ci sono le telecamere le zone diventano meno a rischio. Si tratta di una strumentazione importante di cui si avvalgono forze di polizia e autorità giudiziaria. Questo atto conferma le risorse economico-finanziarie e concorre con una residua parte in risorse per i Comuni di medie e piccole dimensioni della regione. Di sicuro questa maggioranza di centrosinistra non ha paura dei poveri e affronta questi temi sul piano sociale, non dell’ordine pubblico ma dell’educazione, informazione e supporto, affinché le persone dipendano meno possibile dalla condizione di bisogno. Più è forte il senso di esclusione che genera insicurezza sociale, più spesso diventa insicurezza di ordine pubblico. Questo è il nostro approccio, lavoriamo su questo e non su questioni di ordine pubblico”.