Mense scolastiche a Perugia, il Pd “Spreco alimentare e cibo scadente”

Mense scolastiche a Perugia, il Pd “Spreco alimentare e cibo scadente”

Interrogazione di Bistocchi e Bori per chiedere alla Giunta Romizi un cambio di rotta contro gli sprechi nelle mense scolastiche


Una grande quantità di cibo sprecata e qualità peggiorata dopo le scelte della Giunta Romizi in merito alle mense scolastiche di Perugia. E’ quanto denunciano i consiglieri comunali del Pd Sara Bistocchi e Tommaso Bori. I quali, dopo anche l’approvazione da parte del Consiglio regionale dell’Umbria di un’apposita legge contro lo spreco alimentare, hanno presentato un’interrogazione in Comune, con l’obiettivo di un cambio di rotta.

“Lo spreco alimentare rappresenta oggi, a livello mondiale, – evidenziano i due esponenti di minoranza – uno dei temi più importanti della politica che coinvolge non solo la sfera etica, ma anche quella economica ed ambientale. L’Italia, a un anno dall’approvazione della legge sulla Donazione e la distruzione dei prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi, ha fatto grandi passi avanti e rivoluzionato la visione del cibo, dandogli il valore complessivo che questo rappresenta e non solo pensandolo in termini di “gusto”.

Lo spreco alimentare e l’esigenza di combatterlo è rientrato così tra le priorità dell’agenda politica dei governi e delle amministrazioni, che per primi dovrebbero avvertire la necessità di fronteggiarlo, a cominciare dai luoghi di formazione e di educazione delle persone, cioè in primis dalle mense scolastiche, che insieme a quello domestico, vede le più alte percentuali di spreco alimentare. Il bisogno di arginare tale fenomeno ha portato a legiferare anche la Regione Umbria, che la scorsa settimana ha approvato una proposta di legge di Promozione delle attività di donazione e distribuzione a fini di solidarietà sociale di prodotti alimentari, non alimentari e farmaceutici.


Umbria, varata la legge contro gli sprechi alimentari e non solo


La stessa sensibilità – incalzano Bistocchi e Bori – non sembra purtroppo emergere dalle mense scolastiche del Comune di Perugia. L’assessore Waguè infatti, con la grave decisione di esternalizzare gli acquisti delle mense scolastiche, ha prodotto un forte peggioramento della qualità del cibo, senza che a questo sia corrisposto alcun tipo di risparmio economico effettivo, facendo fare un balzo all’indietro al sistema di refezione scolastica, da sempre fiore all’occhiello dei servizi al cittadino offerti dal Comune di Perugia.

A questa interrogazione, che denuncia il grave spreco che quotidianamente si consuma all’interno delle mense scolastiche comunali, seguiranno a breve concrete proposte affinché il Comune di Perugia si allinei alla normativa vigente sul recupero del cibo ancora consumabile”.

Questo il testo integrale dell’interrogazione:

OGGETTO: Interrogazione urgente a risposta orale sullo spreco alimentare nelle mense scolastiche del Comune di Perugia

RILEVATO CHE:

–        Ad oggi, in tutto il mondo si spreca oltre un terzo del cibo prodotto, di cui un 80% sarebbe ancora in realtà consumabile. L’Unione Europea con 180 kg pro-capite e l’Italia con 149 kg pro-capite risultano in tal senso sopra la media dei paesi sviluppati. Combattere lo spreco alimentare e le sue conseguenze ambientali deve rientrare tra le priorità dell’agenda politica dei governi e delle pubbliche amministrazioni, specie perché, spesso, sono sufficienti poche e semplici azioni da parte di tutti, a cominciare dalle istituzioni che devono per prime dare il buon esempio.

–        In Italia è entrata in vigore poco più di un anno fa la legge del 19 agosto 2016, n. 166 Disposizioni concernenti la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi, intervento legislativo diretto a favorire l’uso consapevole delle risorse e il recupero di prodotti ancora utilizzabili da parte delle associazioni di volontariato, sburocratizzando le procedure per la raccolta e la donazione non solo di cibo ma anche di farmaci. L’obiettivo è anche quello di diffondere una maggiore sensibilità ambientale, dal momento che i numeri dello spreco restano ancora molto alti: dai dati del rapporto Waste Watcher 2016 (l’Osservatorio nazionale sugli Sprechi, attivo per iniziativa di Last Minute Market) in media ogni italiano butta via ogni mese 2,4 kg di prodotti alimentari e in un anno oltre 8 miliardi di cibo se ne vanno in spazzatura. Tale legge ha suggerito nuove forme di sperimentazione per il recupero di prodotti prima impensabili come quelli confiscati, le enormi eccedenze nel settore marittimo o in quello del banqueting, ed inoltre il recupero degli sprechi che si verificano nelle mense aziendali e scolastiche. In questo breve lasso di tempo si è registrato un incremento dei beni erogati gratuitamente per quantità e tipologia, come ad esempio i farmaci, i prodotti a lunga conservazione, così come i cibi cotti, freschi e i prodotti ortofrutticoli, con la stima di un aumento del 20% del recupero eccedenze dalla grande distribuzione da settembre 2016 a settembre 2017, grazie ad un incremento dei volumi delle donazioni e ad un aumento dei punti vendita;

EVIDENZIATO CHE:

–        La Regione Umbria ha di recente approvato una proposta di Legge di Promozione delle attività di donazione e distribuzione a fini di solidarietà sociale di prodotti alimentari, non alimentari e farmaceutici, le cui finalità sono dirette alla tutela del diritto di ogni individuo all’accesso al cibo, alla riduzione degli sprechi e della produzione di rifiuti, in conformità con i principi dell’economia circolare, al favorire il recupero e la donazione a fini di solidarietà sociale delle eccedenze alimentari, ad informare e sensibilizzare cittadini ed istituzioni pubbliche e private sul tema in oggetto, promuovendo modelli di consumo ecosostenibile;

CONSIDERATO CHE:

–        L’Amministrazione Romizi ha portato avanti in tema di refezione scolastica scelte discutibili e assai criticate non solo da tutte le forze di opposizione, ma soprattutto da parte dei genitori: in particolare, la grave decisione di esternalizzare gli acquisti delle mense comunali ha prodotto un grave peggioramento della qualità del cibo che i nostri bambini mangiano quotidianamente nelle scuole materne del Comune di Perugia, senza alcun tipo di risparmio economico effettivo. Ciò ha comportato una serie di gravi disagi, da noi già più volte evidenziati, quali:

·        L’inadeguatezza della qualità e della varietà del menù offerto va a danneggiare la corretta alimentazione dei bambini e la loro educazione al cibo.

·        La riduzione delle grammature accompagnata da un cibo poco allettante agli occhi dei bambini porta questi ultimi a tornare a casa senza aver adeguatamente pranzato, e quindi ancora affamati.

·        Alla sostituzione delle bottiglie dell’acqua con  l’acqua dei  rubinetti non è seguita da un’adeguata ed esauriente analisi relativa alla qualità dell’acqua erogata nelle tubature delle scuole.

·        Il superamento della presenza dei piatti e delle stoviglie di carta che, come ormai evidenziato anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, produce al contatto con cibi caldi danni significativi alla salute delle persone ed in particolare dei bambini era un dato ormai acquisito e consolidato, deliberatamente e sfacciatamente ignorato dal Sindaco Romizi e dall’Assessore Waguè.

·        La scelta di alcune scuole, in totale controtendenza con il buon senso e con tutte le rassicurazioni elargite in questi anni, di sostituire piatti in ceramica con piatti e stoviglie di plastica ha fatto fare un balzo all’indietro al sistema di refezione scolastica, da sempre fiore all’occhiello dei servizi al cittadino offerti dal Comune di Perugia.

–        Ad oggi il cibo avanzato all’interno delle mense scolastiche del Comune di Perugia viene buttato, e quindi sprecato;

Si interroga il SINDACO e la GIUNTA:

–        Se si è a conoscenza del grave spreco che quotidianamente si consuma all’interno delle mense scolastiche comunali, e se vi sono le intenzioni di intervenire al fine di combatterlo, allineandosi con le direttive europee, la normativa nazionale già in vigore da oltre un anno e la recente legge regionale di cui sopra;

–        Se sono già in programma azioni in tal senso che prevedano inoltre il Canile come soggetto beneficiario delle donazioni degli alimenti avanzati qualora non fosse possibile recuperarli per i cittadini indigenti.