Gimo, fumata nera per rinnovo | Incertezza su fondi | In progetto cambio del percorso

Gimo, fumata nera per rinnovo | Incertezza su fondi | In progetto cambio del percorso

L’incontro all’Università con studenti, Regione e Comune | Udu e Rete, “rinvio inaccettabile. Manca convergenza tra Comune e Regione”


Fare in modo che ‘Gimo’, il servizio di mobilità notturna a Perugia, venga rinnovato dopo la prima fase di sperimentazione durata solo tre mesi e interrottasi lo scorso 30 giugno. Ma per oggi, giorno della riunione a Palazzo Murena tra studenti, Adisu, Regione Umbria, Comune di Perugia, Università degli Studi e Umbria Mobilità, nulla da fare: una fumata nera, quindi, dopo quasi due ore di tavolo tra le parti, incagliatosi di fronte alla questione dei fondi da stanziare per far procedere Gimo.

Eppure ‘Gimo’ era piaciuto, e piace, proprio a tutti: tra consiglieri comunali e regionali che nelle assemblee hanno presentato interrogazioni facendosi portavoce del progetto, fino alle numerose campagne pubblicitarie pensate da Udu – Rete degli Studenti per farsi testimonial del servizio di mobilità notturna. L’ultima, uscita proprio in queste ore, in occasione del tavolo di oggi, si intitola “La magnamo o la ‘ncartamo?“, per dare idea, rigorosamente in dialetto perugino, della necessità di dare una svolta a Gimo.


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La cronaca – Al tavolo oggi c’erano l’università con i delegati del rettore Moriconi, gli studenti con Udu e Rete, con i rappresentanti Martina Domina e Dario Sattarinia, il commissario di Adisu, Luca Ferrucci, l’assessore dal Comune di Perugia, Cristiana Casaioli con il dirigente Naldini, e da Palazzo Donini l’assessore Giuseppe Chianella con l’azienda di UM. Risultato? Tutto bene: la sperimentazione, seppur troppo breve essendo stata sviluppata su tre mesi, mentre avrebbe necessitato di un tempo di almeno sei mesi, è andata bene. La risposta da parte degli utenti è stata buona. Sul piatto anche la rivisitazione del progetto, attraverso una ridistribuzione delle linee. L’obiettivo futuro, qualora Gimo si replicasse, sarebbe quello di coprire un’area molto più grande di quella già servita dalle navette. Come? Attraverso la riduzione della frequenza dei bus e lo studio più attento dei luoghi eletti a fermate intermedie.

Il percorso potrebbe cambiare: punto d’incontro per le due navette sarebbe Piazza Italia, una navetta collegherebbe Perugia Centro con i Ponti; mentre l’altra seguirebbe il normale percorso di ora. L’idea è quella di allargare il percorso quindi, provando a coinvolgere anche Comuni direttamente confinanti con il capoluogo umbro. Altra intenzione è quella di ampliare la fascia oraria ed estendere le corse anche al giovedì. Il nuovo progetto, inoltre, dovrebbe durare almeno dieci mesi.

Il progetto, per le parti coinvolte, è chiaro e ha un suo scheletro sostanziale importante. Ma gli investimenti? Chi si prenderà questa volta carico della spesa, dopo il primo finanziamento della Regine? E’ qui che la questione si è ‘incartata’, nel pantano dei fondi e dei bilanci. Non si è dunque alla fine raggiunto un punto vero, tanto che da entrambe le parti durante il tavolo c’è stato quasi un tentativo di ritirarsi. La soluzione si cercherà durante un nuovo tavolo tra le parti, previsto per lunedì 24 luglio. 

Le reazioni – Come rappresentanti degli studenti – hanno dichiarato a caldo Sattarinia e Dominaabbiamo rilanciato una nuova proposta, cercando di ottimizzare le risorse e allargare il bacino d’utenza, includendo anche i Ponti e le zone di Ellera e Settevalli. Due navette, dunque: una quasi identica alla scorsa, l’altra che si spinga verso Ponte San Giovanni, Ponte Felcino, Ponte Valleceppi e Ponte Rio. I Mobilty Manager di Comune e Università hanno previamente analizzato la fattiblità della proposta, giudicandola positivamente.

La risposta? Un continuo rimpallo di responsabilità tra l’Assessore Regionale Chianella e l’Assessore Comunale Casaioli. Tutti hanno espresso il loro apprezzamento per i primi dati riguardanti la sperimentazione, e hanno pienamente condiviso la nostra nuova proposta. Ma nessuna istituzione ha voluto palesare la volontà politica di finanziare il servizio su base annuale. Va bene soffermarsi su questioni più tecniche, ma non è più possibile assistere ad una situazione di scaricabarile fra gli enti. Le risposte chiare non sono arrivate, e dire che il servizio è bello non è più sufficiente. Noi rappresentanti continueremo ad esserci e a portare a qualsiasi tavolo il bisogno impellente di far fronte ad un servizio efficace ed efficiente di mobilità notturna. Basta rinvii”.

E c’è delusione anche da Sinistra Universitaria Udu Perugia e Rete degli Studenti Medi Perugia: “ci dichiariamo – scrivono in una loro nota – assolutamente contrariati dal rinvio deciso al tavolo inter istituzionale, causato dal mancato accordo tra Comune e Regione sui finanziamenti al servizio. Dopo il successo della sperimentazione, certificato dai dati sull’utenza e dal riscontro positivo tra i cittadini, le nostre associazioni avevano rilanciato una nuova proposta, sdoppiando il progetto e allungando il tragitto fino alla zona dei “Ponti”, al fine di aumentare il numero di persone che possono usufruire della mobilità notturna. Le istituzioni non hanno voluto assumersi la responsabilità di dare una risposta certa alla Città e a quanti attendono che il servizio riparta nel minor tempo possibile. Ancora più grave se ciò è dovuto alla mancata convergenza di Regione e Comune in tema di coperture, un’ipotesi non presa in considerazione da entrambe le parti. 

Costanza Spera, coordinatrice Udu Perugia ha affermato: “Il rinvio, motivato da entrambe le parti dall’impossibilità di garantire le coperture necessarie, è in realtà frutto di una non volontà di procedere a trovare un’intesa che nei fatti è facile e concreta. Non c’è alcuna ragione pratica né tecnica, dato che il progetto revisionato è stato valutato come ottimo dai tecnici del Comune. Le stesse istituzioni al tavolo hanno espresso parere positivo nei confronti del servizio, elogiandolo; tuttavia, il muro contro muro che si è venuto a creare smentisce queste loro affermazioni. Consideriamo il rinvio inaccettabile: se le istituzioni non vogliono rinnovare il servizio lo dicano chiaramente senza trincerarsi dietro le ipocrisie e noi agiremo di conseguenza.”

Queste le parole di Luigi Chiapparino, coordinatore Rete degli Studenti Medi Perugia: “Una decisione offensiva non verso le nostre associazioni, bensì nei confronti della Cittadinaza. Questo rinvio rappresenta uno schiaffo a quanti attendono risposte certe sul continuo del servizio: non solo studenti, ma anche lavoratori e genitori, commercianti e così via. Le istituzioni avevano già una volta dimostrato di non avere la volontà politica di rinnovare il servizio alla fine della sperimentazione, tagliando fuori in maniera miope Umbria Jazz. Evidentemente, a dispetto di quanto dico, Comune e Regione non considerano la mobilità notturna una priorità, dimostrandosi così indifferenti nei confronti dei bisogni della Cittadinanza. Ora si scoprono le carte.”

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