CISAM Spoleto, inaugurata la 65^ Settimana di Studi dedicata al tema del “Gioco”

CISAM Spoleto, inaugurata la 65^ Settimana di Studi dedicata al tema del “Gioco”

Titolo del prestigioso appuntamento, “Il Gioco nella Società e nella Cultura dell’Alto Medievo” | Apertura con la relazione di Gherardo Ortalli

E’ stata inaugurata ufficialmente questa mattina al Teatro Caio Melisso la 65^ Settimana di Studi del Centro Italiano di Studi sull’Alto Medioevo di Spoleto.

Tema della settimana sarà “Il Gioco nella Società e nella Cultura dell’Alto Medievo”. Presenti all’appuntamento inaugurale il Prof. Enrico Menestò, Accademico dei Lincei e presidente del Cisam, l’assessore alla Cultura del Comune di Spoleto Camilla Laureti, in rappresentanza del Sindaco Fabrizio Cardarelli, Mons. Luigi Piccioli, Vicario arcivescovile della Diocesi Spoleto-Norcia, in rappresentanza di Mons. Arcivescovo Renato Boccardo, il Prof. Gherardo Ortalli, direttore della rivista scientifica Ludica e al quale è stata assegnato il compito di tenere la lezione inaugurale della Settimana.

In rappresentanza dei tanti studiosi stranieri presenti a Spoleto per il prestigioso appuntamento scientifico, ha portato il saluto dal tavolo dei relatori il Prof. Francois Bougard.

Dopo i saluti iniziali,  il Prof. Menestò, ha spiegato alla folta platea degli intervenuti le motivazioni che hanno spinto il Cisam a scegliere  il tema del gioco come argomento portante della Settimana di Studi.

“Negli ultimi anni il tema del gioco come specchio del funzionamento di una società è tornato all’attenzione degli studi anche medievistici, favorendo lo sviluppo di games studies su sport, intrattenimenti e passatempi nel medioevo, accompagnati da ritrovamenti fortunati come la scacchiera vichinga del IX secolo emersa recentemente negli scavi alle Isole Orcadi. La presenza delle forme ludiche nelle società e nelle culture specifiche dell’alto medioevo – e dunque nelle sue fonti storiche, letterarie, artistiche e archeologiche – è rimasta tuttavia un terreno quasi inesplorato; per questo la Fondazione CISAM ha deciso di dedicare la Sessantacinquesima Settimana di Studi alle ricerche e alle scoperte su questo tema: definizione delle categorie culturali relative al gioco; storia della trasmissione dei giochi dalla tarda antichità al medioevo; analisi delle funzioni sociali del gioco anche nei riti liturgici o processuali; esplorazione delle attestazioni archeologiche e delle rappresentazioni storico-artistiche e numismatiche (con particolare focus sulla diffusione dei dadi e degli scacchi); esposizione pubblica e funzione politica dei ludi in contesto urbano o bellico e analisi della caccia come gioco di società; utilizzo di sistemi ludici nell’insegnamento delle diverse aree europee ed extraeuropee; meccanismi ed effetti di “gioco” nella letteratura; terminologia del gioco nei lessici delle lingue altomedievali».

Il tema è stato progettato anche sulla scorta delle ricerche avviate dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche, che fin dal 1987 mette al centro della sua attività la storia del gioco, a cui dedica la pubblicazione della rivista scientifica «Ludica. Annali di storia e civiltà del gioco» e dell’omonima collana (entrambe pubblicate e distribuite in collaborazione con l’editore Viella di Roma), e l’organizzazione di incontri e seminari, nonché, dal 2016, l’assegnazione di due premi annuali destinati a giovani studiosi per saggi originali sul tema del gioco, della festa, dello sport e, in generale, della ludicità dall’antichità fino allo scoppio della seconda guerra mondiale (un’iniziativa che prosegue la lunga esperienza fatta dalla Fondazione assegnando, nel corso di un trentennio, oltre 70 borse di studio per laureati di vario livello e grado accademico).

Al Prof. Gherardo Ortalli, direttore di «Ludica», come detto, è stato affidato il compito di aprire i lavori della Sessantacinquesima Settimana, con una relazione sul tema Alto medioevo e gioco: tra storia e storiografia”.

«Fin dalla sua costituzione, trent’anni fa, la Fondazione Benetton ha perseguito l’obiettivo di recuperare nella sua rilevanza “la serietà del gioco”- racconta Gherardo Ortalli –nella convinzione che anche il gioco avesse un ruolo importante nella vita sociale, con ricadute forti non solo nella quotidianità ma pure nelle vicende storiche, e fosse dunque meritevole di un’attenzione fino ad allora mancata. Quel primo passo apriva la via a sviluppi che prendevano corpo nell’avvio di una collana che dal 1993 ha visto uscire dodici volumi e altri sono in corso di pubblicazione. Contestualmente si metteva in cantiere «Ludica»: una rivista che oggi a livello internazionale è il principale riferimento scientifico per gli studi nel settore e nei suoi 22 numeri (dal 1995) ha potuto contare sulla collaborazione di oltre 200 autori di 52 paesi.
Il segno più chiaro del buon esito del progetto di partenza è stato comunque l’affermarsi di quel termine/concetto “ludicità” che subito la Fondazione propose, senza pensare di suggerire qualcosa di assolutamente innovativo. Poi ci si rese conto che il termine era inesistente, ma bene consentiva il recupero della unitarietà di un “sistema ludico”, ossia di quel complesso di attività e comportamenti nei quali si esprime un aggregato di pulsioni innate che mirano al rilassamento e alla distensione, complemento naturale delle fasi della fatica e dell’impegno.
A riprova di come le originarie opzioni culturali abbiano funzionato, basterà dire come quel termine/concetto “ludicità” oggi non solo venga registrato tra i neologismi esistenti, ma dall’italiano sia filtrato in altre lingue, dal portoghese ludicidade allo spagnolo ludicidad,
al francese ludicité, all’inglese ludicity: prova di come le scelte originali non fossero sbagliate».

Dal pomeriggio del 20 aprile le lezioni proseguiranno all’Albornoz Palace Hotel, a causa della temporanea inagibilità di Palazzo Ancaiani, dopo il recente sisma del 2016.  Fra gli interventi previsti alla Settimana compaiono anche quelli di Alessandra Rizzi, che pure fa parte fin dalla sua nascita del comitato scientifico di «Ludica», e di altri studiosi che collaborano alla rivista della Fondazione.

Altro importante appuntamento quello organizzato e promosso dall’Associazione Amici di Spoleto presieduta da Dario Pompili che consegnerà insieme al Comune di Spoleto, rappresentato dal sindaco Fabrizio Cardarelli, la Lex Spoletina 2017 a Letizia Ermini Pani,  vice presidente della Fondazione Centro Italiano di Studi sull’Alto Medioevo. La cerimonia di consegna si svolgerà  a Spoleto durante i lavori della Sessantacinquesima Settimana di studi, venerdì 21 aprile alle ore 18.30, presso la sala Congressi dell’Albornoz Palace Hotel.

La “Lex Spoletina 2017” viene  attribuita a Letizia Ermini Pani per essersi occupata, nell’ambito della sua attività accademica, della Spoleto Tardo Antica e Altomedievale, producendo saggi di straordinario valore e per aver profuso grandi energie nella progettazione e realizzazione di importanti campagne di scavi nella città di Spoleto.

Foto: Tuttoggi.info (Carlo Vantaggioli)

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