VOTATO A MAGGIORANZA IN REGIONE IL DDL SULLA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE IN EDILIZIA. RELATORE GIANCARLO CINTIOLI - Tuttoggi.info

VOTATO A MAGGIORANZA IN REGIONE IL DDL SULLA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE IN EDILIZIA. RELATORE GIANCARLO CINTIOLI

Redazione

VOTATO A MAGGIORANZA IN REGIONE IL DDL SULLA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE IN EDILIZIA. RELATORE GIANCARLO CINTIOLI

Mer, 12/11/2008 - 09:35

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Con 15 voti favorevoli della maggioranza e 6 contrari dell'opposizione il Consiglio regionale ha approvato, nella seduta di stamani, il disegno di legge della Giunta inerente le “Norme in materia di sostenibilità ambientale degli interventi urbanistici ed edilizi”. La nuova legge costituisce un quadro di riferimento normativo volto all'adozione di criteri innovativi, prescrittivi e incentivanti, al fine di diffondere i principi di un'architettura sostenibile sia alla scala dell'intervento edilizio che a quella della pianificazione urbanistica. L'obiettivo è quello di riuscire, sollecitando gli operatori del settore, a introdurre nel processo edificatorio criteri progettuali più rispettosi dell'ambiente e della salute.In fase di discussione dell'atto sono stati presentati sei emendamenti a firma dei consiglieri Armando Fronduti (FI-Pdl) e Andrea Lignani Marchesani (Cdl per l'Umbria) dei quali due sono stati approvati dall'Aula (la documentazione per la richiesta di certificazione di sostenibilità ambientale, invece che da un tecnico abilitato alla progettazione edilizia del fabbricato, viene sottoscritta dal progettista, il direttore dei lavori o da un tecnico esterno nominato dalla committente iscritto agli ordini o al collegio). L'altro emendamento approvato è di carattere prettamente tecnico. Respinti, invece, tre emendamenti del capogruppo dei Verdi e Civici, Oliviero Dottorini tra i quali chiedeva che la certificazione di sostenibilità ambientali diventasse obbligatoria anche per gli interventi edilizi realizzati da soggetti privati in casi di cubature superiori a 5 mila metri cubi, e che negli edifici plurifamiliari, di dimensioni superiori alle quattro unità abitative, sia reso obbligatorio l'utilizzo di impianti termici centralizzati.

Dibattito:GIANCARLO CINTIOLI (Pd – relatore di maggioranza) “Attorno a questa legge vengono costruite le politiche ambientali regionali”. – “La Regione Umbria è da sempre impegnata nel favorire la diffusione della cultura ambientale e della sostenibilità, in coerenza con le strategie e le azioni per la tutela e la valorizzazione del territorio umbro. Ciò rappresenta il primo elemento attorno al quale vengono costruite le politiche ambientali regionali. Rientrano in questa ottica normative già approvate come, ad esempio, la legge sui centri storici, il regolamento attuativo della legge 1/2004, il Piano Regionale dei Rifiuti le cui linee guida sono state approvate dal Consiglio Regionale nel luglio scorso mentre la Proposta di Piano è stata preadottata dalla Giunta Regionale il 6 ottobre, il Piano Regionale di Tutela delle Acque il cui documento preliminare è già stato approvato dalla Giunta Regionale nel giugno di quest'anno o le novità del Piano paesaggistico regionale, preadottato dalla Giunta Regionale con l'obiettivo di tutelare e soprattutto di valorizzare l'immenso patrimonio naturalistico e artistico umbro. Non va dimenticato, inoltre, che una necessità improrogabile della nostra società è la salvaguardia dell'ambiente che deve essere promossa anche attraverso il risparmio di risorse energetiche e naturali. Ed è importante, poi, sottolineare che, una quota considerevole di risparmio, può attuarsi anche mediante soluzioni innovative nel capo degli interventi urbanistici ed edilizi. Pertanto, riconoscendo la necessità di un nuovo strumento normativo e di promozione nell'ambito delle proprie competenze sulla tutela del territorio e dell'ambiente, la Giunta Regionale, con questo Disegno di legge, ha predisposto un altro importante tassello nelle sue politiche ambientali. L'obiettivo della legge è quello di riqualificare l'edificazione introducendo metodiche di edilizia ecologica secondo criteri progettuali più rispettosi dell'ambiente e della salute umana. In edilizia tutto questo si traduce con precisi criteri e requisiti quali la qualità dei materiali per la salvaguardia della salute e del benessere abitativo, il risparmio di risorse naturali e del contenimento delle emissioni sull'ambiente.Il testo della Giunta Regionale è stato modificato dopo ampia ed articolata discussione, in II Commissione, con il decisivo contributo dell'assessore all'Ambiente Lamberto Bottini. Tra l'altro, sono stati accolti, in Commissione, anche diversi emendamenti presentati dai commissari dell'opposizione in quanto riconosciuti fondati e pertinenti. Per questo, si fatica a comprendere il voto contrario da loro espresso in Commissione nei confronti di una normativa che, inserendo la certificazione ambientale degli edifici, consentirà di spingere il mercato immobiliare umbro verso standard qualitativi sempre più elevati”.

ARMANDO FRONDUTI (FI-PDL – relatore di minoranza) “L'edilizia abitativa è nella peggiore stagione dal dopoguerra – Una legge importante per tutta la comunità regionale che coniuga ecologia ed economia attraverso un quadro normativo teso a favorire una nuova cultura urbanistica ed edilizia attenta alla qualità ambientale, al risparmio energetico e alla migliore vivibilità. In Commissione è stato svolto un buon lavoro con un percorso approfondito e partecipato, insieme all'assessore Bottini e a vari funzionari della Regione. Con l'assessore è stato possibile approfondire questi nuovi criteri urbanistici ed edilizi. La legge segnerà una tappa importante e discriminante per l'Umbria perché coniuga l'aspetto ecologico con quello economico. L'effetto che potrebbe produrre la legge può essere impattante a causa dell'alto costo necessario per la realizzazione delle opere. A prescindere, comunque, dalla certificazione della sostenibilità ambientale, l'edilizia abitativa della nostra regione vive, oggi, la peggiore stagione dal dopoguerra. Sicuramente la certificazione tecnica richiesta è sinonimo di qualità dell'immobile e avrà importanti ripercussioni nel mercato delle compravendite. La preoccupazione riguarda le risorse economiche che metterà in campo la Regione. Il certificato di sostenibilità equivale, secondo i dati Ance, ad un incremento della spesa del 5 – 7 per cento. Questo fa emergere un notevole impatto per l'ultimo anello della catena edilizia e cioè il proprietario dell'immobile. Alcuni nostri emendamenti, senza dubbio costruttivi, sono stati accolti in Commissione, rimangono però perplessità di fondo. La prima riguarda l'abolizione dell'articolo 17 del testo originario, cioè l'annullamento della premialità del 20 per cento della cubatura rispetto al piano regolatore comunale, la seconda è inerente la firma della certificazione ambientale. Non può essere, come previsto, anche per il privato, soltanto l'Arpa il soggetto individuato, per questo abbiamo proposto la possibilità di prevedere, per il rilascio del certificato, anche un tecnico abilitato. Una legge così importante doveva essere espressione unanime di tutte le realtà politiche, sociali ed economiche. Il giudizio espresso dalle categorie, dal mondo produttivo, dai proprietari e dai costruttori è stato invece negativo e di forte preoccupazione per un segmento, quello dell'edilizia, che è il volano dello sviluppo regionale”.

OLIVIERO DOTTORINI (VERDI E CIVICI): “NECESSARIO CONIUGARE BENESSERE ECONOMICO E SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE CON RECIPROCI VANTAGGI E SINERGIE – E' sotto gli occhi di tutti lo stato di sofferenza che il pianeta sta attraversando, che richiede a tutti i livelli la massima attenzione all'impatto che sull'ambiente hanno tutte le attività umane. Quindi è necessario scommettere sulla reale possibilità di perseguire contemporaneamente benessere economico e sostenibilità ambientale in maniera non conflittuale, ma generando reciproci vantaggi e sinergie. Edifici intelligenti con consumi energetici e idrici minimi, realizzati con materiali naturali, rinnovabili e riciclabili, che sfruttano gli apporti naturali di energia, ottenuta da fonti rinnovabili e locali, permettono di realizzare un nuovo modo di abitare e vivere il territorio, sempre meno dipendente dall'approvvigionamento di fonti esterne e sempre più in grado di valorizzare le risorse locali. Si ritiene erroneamente che la sostenibilità ambientale nella costruzione degli edifici pubblici sia più onerosa ma si sottovalutano i benefici a lungo termine, mentre metodi di costruzione inadeguati possono rendere onerosa la manutenzione, la climatizzazione degli edifici ed avere effetti negativi sulla salute degli occupanti. Per questi motivi guardiamo con favore al disegno di legge della Giunta, anche se il punto debole sembra essere quello dei meccanismi incentivanti, per cui occorrerebbe prevedere delle forme di incentivazione anche a breve termine, che incoraggino i cittadini ad effettuare gli investimenti necessari, ma non la premialità edificatoria. Come Verdi e civici presentiamo anche due emendamenti: il primo per estendere l'obbligatorietà della certificazione di sostenibilità ambientale anche per gli interventi edilizi realizzati da privati quando prevedano cubature superiori ai 5mila metri cubi; il secondo perché siano obbligatori impianti termici centralizzati per costruzioni superiori alle quattro unità abitative”.

RAFFAELE NEVI (FI-PDL): “EDILIZIA SOSTENIBILE CONDIVISIBILE, MA SENZA INCENTIVI NON AVRÀ APPLICAZIONE PERCHÉ GLI EDIFICI VENGONO A COSTARE TROPPO – E' chiaro che nessuno è contrario a priori all'edilizia sostenibile, ma non ci sta bene che siano stati tolti quegli incentivi che avrebbero invogliato costruttori e cittadini a edificare case nel rispetto dell'ambiente, sopportando costi inevitabilmente più elevati: la premialità sulle cubature per chi verrà a dotarsi della certificazione ambientale faceva parte del disegno di legge originariamente adottato dalla Giunta che è stato discusso a lungo in Commissione. Ma successivamente è intervenuta quella radicalità di posizioni, penso a Verdi e Rifondazione comunista, che ci mette nelle condizioni di non poter avere una legge di qualità il cui principio è condivisibile. Perché in questo modo, dopo che sono spariti gli incentivi, con costi maggiori aggiuntivi per edificare nel rispetto della sostenibilità ambientale e con la crisi che sta attraversando il settore, questa legge non troverà alcuna applicazione. I cittadini non possono ritrovarsi un costo dell'edificio superiore del 20 per cento per avere una casa costruita nel segno dell'edilizia sostenibile. Aggiungo che in altre regioni italiane, fra cui le Marche, il Lazio e la Puglia del comunista Vendola, hanno adottato il principio di premialità per chi investe su questi temi, perché tengono conto dei costi maggiorati che comporta. Presentiamo un emendamento per tornare al testo originario della Giunta regionale”.

PAVILIO LUPINI (PRC-SE): “GIUSTA L'OBBLIGATORIETÀ DELLE MISURE SOSTENIBILI, MA GLI INCENTIVI POTREBBERO AIUTARE – Difendiamo l'impostazione generale della legge, perché va nella direzione della tutela dell'ambiente e della promozione dello sviluppo sostenibile, cioè nella stessa direzione verso cui va l'Europa, anche se il nostro Paese invece fa marcia indietro, come dimostrato dalla vicenda relativa al pacchetto clima e dalla mancata incentivazione per le bioedilizie, con un meno 50 per cento. Personalmente ritengo che gli incentivi sono importanti. Del resto la discussione su quelli volumetrici è stata rinviata per via dell'iter di un'altra legge regionale, quella sui centri storici, che prevede già un registro di volumi premiali. Comunque, a mio parere, se un edificio garantisce la certificazione ambientale potrebbe beneficiare di incentivi volumetrici. Per il resto è giusto il principio di obbligatorietà, perché è necessario dare segnali forti per giungere ad un mercato dove la qualità sia un valore, una linea che è stata espressa anche dalla presidente degli industriali Marcegaglia, che ieri ha affermato la necessità di investire nell'innovazione e a difesa dell'ambiente. Incentivare potrebbe aiutare. I pannelli solari devono diventare obbligatori, ma ci vogliono anche sgravi”.

LAMBERTO BOTTINI (assessore regionale all'Ambiente) “LE PROPOSTE E GLI EMENDAMENTI GIUNTI IN COMMISSIONE HANNO MIGLIORATO IL TESTO DELLA LEGGE. L'atteggiamento dei commissari è stato sempre aperto e orientato verso una nuova pagina nuova per l'Umbria. Questo disegno di legge era atteso da tantissimo tempo e da altrettanto tempo ci si stava lavorando sopra. Non tutto è riconducibile alle premialità edificatorie e alle volumetrie. Questa legge cercherà, con il supporto delle istituzioni, di aprire nuove fette di mercato ricorrendo anche ad altre esperienze che abbiamo avuto modo di vedere e monitorare, magari più costose in fase iniziale, ma molto appetibili dopo la realizzazione per la qualità degli edifici. Abbiamo seguito criteri in base al protocollo che a livello nazionale, in sede di Itaca è stato il riferimento per l'Umbria e per le altre Regioni che si sono orientate a legiferare in questo senso. Si parla di comfort complessivo rispetto all'utilizzatore degli edifici. Confort anche alla luce di tanti nuovi materiali oggi utilizzati e che sono stati già individuati e sanciti nei nuovi preziari regionali. Materiali di cui si conosce la prestazione, il confort e le migliorie che possono apportare rispetto alle esigenze di qualità che sempre di più l'utente avanza. Ma attenzione è stata posta anche sulla certificazione energetica. L'orientamento rispetto al soleggiamento, l'ubicazione e il posizionamento dell'edificio. Il tutto aggiornato da una cartografia che la Regione metterà a disposizione dei Comuni per avere gli elementi di conoscenza giusti, senza oneri aggiuntivi, per i rischi e le precarietà ambientali esistenti e di ogni fattore che può concorrere a definire una certificazione e una classificazione finale dell'edificio.Soleggiamento, recupero dell'acqua piovana, della permeabilità dei suoli e di ogni altro aspetto che può configurare un edificio in netta inversione di tendenza che offra agli utenti maggiori chance. Per quanto riguarda le incentivazioni che non si riscontrano sul versante edificatorio e volumetrico, bisogna dare organicità alla materia della premialità, troppo frammentata in tantissimi provvedimenti. Non si esclude, comunque, successivamente di recuperarla. Mantengo anche l'impegno di monitorare l'andamento degli effetti della legge. Fra un anno faremo uno step per verificare le cose andate bene e quelle che, da un punto di vista economico procedurale, hanno invece incontrato difficoltà. Anche per quanto concerne il soggetto certificatore della sostenibilità ambientale, oggi Arpa, domani potrebbe essere, prevedendolo a livello regolamentare, lo stesso direttore dei lavori, progettista e così via. Questo disegno di legge rende da subito obbligatoria la certificazione per le proprietà pubbliche e per gli Ater. Il mondo delle costruzioni va tenuto all'interno di un quadro di sviluppo all'insegna della qualità. La certificazione ambientale, che si aggiunge a quella energetica, troverà forti riscontri nel mercato. E' il modo migliore per dare un servizio importante alla nostra regione.”.

SCHEDA. Il Disegno di legge della Giunta regionale rappresenta un quadro di riferimento normativo volto all'adozione di criteri innovativi, prescrittivi e incentivanti, al fine di diffondere i principi di un'architettura sostenibile sia alla scala dell'intervento edilizio che a quella della pianificazione urbanistica.Obiettivo del nuovo quadro normativo è quello di riuscire, sollecitando gli operatori del settore, a introdurre nel processo edificatorio criteri progettuali più rispettosi dell'ambiente e della salute.Tra gli elementi più caratterizzanti della legge spicca l'introduzione di un procedimento di certificazione della compatibilità ambientale degli edifici, attivabile dai cittadini su base volontaria e obbligatorio per gli interventi pubblici. Il livello di sostenibilità del fabbricato verrà determinato da un procedimento di valutazione a schede, che includerà anche la certificazione energetica obbligatoria (D.Lgs. 192/2005), in grado di quantificarne le prestazioni rispetto ad alcuni parametri, tra i quali: la qualità dell'ambiente interno ed esterno, il risparmio delle risorse naturali e la riduzione dei carichi esercitati sull'ambiente. Il certificato verrà esposto sul fabbricato, ne accompagnerà i passaggi di proprietà e sarà un indicatore qualificante nel mercato immobiliare. Per gli interventi sottoposti a certificazione, la legge prevede azioni di sostegno e incentivazione messe in atto sia dalla Regione, che dagli Enti locali, attraverso l'adozione di strumenti di agevolazione fiscale e finanziaria e l'assunzione di criteri di priorità in sede di finanziamento di programmi e progetti edilizi ed urbanistici. La legge introduce importanti requisiti obbligatori di sostenibilità nel processo edilizio, rivolti alla salvaguardia della risorsa idrica, alla permeabilità dei suoli, alla tutela delle falde acquifere sotterranee da agenti inquinanti e al miglioramento delle prestazioni energetiche dei fabbricati.Le nuove costruzioni dovranno avere vasche di accumulo delle acque piovane per il loro riutilizzo in ambiti compatibili. Oltre a ciò dovranno essere dotate di sistemi di captazione dell'energia solare, sia per la produzione di acqua calda che di energia elettrica. Dovranno essere posizionate in modo da ottimizzare l'esposizione e l'apporto di energia solare. Le aree di pertinenza dovranno garantire elevati standard di permeabilità del suolo e i parcheggi, sia pubblici che privati, dovranno essere dotati di sistemi per evitare la dispersione di olii e altre sostanze inquinanti nel sottosuolo.Per la pianificazione urbanistica vengono introdotti importanti criteri di sostenibilità, cioè una maggiore consapevolezza delle caratteristiche e delle criticità del territorio. La Regione metterà a disposizione dei Comuni nuovi strumenti cartografici dedicati all'individuazione, tra l'altro, dei fattori di rischio ambientale sia di origine naturale che antropica, alla valutazione delle caratteristiche climatiche del territorio e alla definizione dei regimi delle acque. Nella realizzazione dei piani attuativi dovranno essere applicati, a livello di quartiere, i criteri di recupero delle acque piovane e di permeabilità dei suoli.


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