"Viale XVI giugno è una strada killer": rivolta di automobilisti e residenti dopo la morte di Massimiliano Sodi - Tuttoggi

“Viale XVI giugno è una strada killer”: rivolta di automobilisti e residenti dopo la morte di Massimiliano Sodi

Redazione

“Viale XVI giugno è una strada killer”: rivolta di automobilisti e residenti dopo la morte di Massimiliano Sodi

Ven, 19/07/2013 - 15:02

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Claudio Bianchini
Monta la rabbia e si alza la protesta da via XVI giugno, dopo il tragico schianto che è costato la vita al giovane Massimiliano Sodi. Una strada killer dove il pericolo sembra essere sempre in agguato. “E’ il viale più a rischio della città – sbotta Emanuela Angeli – ricordo che qualche anno fa un automobilista travolse alcune persone, ne uccise una e finì con la sua vettura sulla sponda del fiume”. Un gravissimo incedente si verificò anche in occasione di una delle prime edizioni della Notte Rosa, quando un ragazzo in sella al suo ciclomotore rischiò seriamente la vita. “Noi residenti siamo sempre esposti a rischio – prosegue Luciano Marini – uscire e rientrare in casa è sempre un azzardo, sia con l’auto che in bici o a piedi. Il marciapiede sul lato sinistro è inesistente e dall’altra parte hanno realizzato un via di mezzo tra belvedere, passeggiata lungofiume e marciapiede, che non può essere utilizzato dai ciclisti – fa notare – dove disabili o mamme col passeggino riescono a malapena a passare”. “Per chi si sposta sulle due ruote questa strada è off limits – aggiunge Elisa Roscini – ti ritrovi sempre in mezzo alla carreggiata e le auto ti sfrecciano a distanza ravvicinata. E’ impossibile risalire in bici dal ponte nuovo verso porta Firenze, l’unica alternativa è avventurarsi sulla riva del Topino ma per gli anziani è troppo scomodo e faticoso”. “Auto e motorini sorpassano anche dalla corsia di sinistra, che in verità sarebbe di servizio per immettersi sulle traverse laterali – commenta Maurizio Mancini – poi c’è chi si vede costretto a rientrare all’ultimo momento difronte alle piccole isole spartitraffico”. Critiche anche da Fulvio Rosati: “i rallentatori non servono assolutamente a nulla, anzi sono una sorta di dossi che in verità finiscono col diventare acceleratori, nelle atre zone di Foligno sono realizzati in maniera diversa, e qualche buon risultato l’hanno prodotto”. “Deve essere regolamentata in qualche modo anche la sosta selvaggia che caratterizza questo viale – Gabriele Masciotti – oltre all’alta velocità infatti ci sono sempre veicoli in mezzo alla strada o parcheggiati in doppia fila. Capisco che le attività economiche devono lavorare, ma la sicurezza della circolazione stradale deve essere assolutamente garantita”. La richiesta unanime, è comunque quella dell’installazione di uno speed check, come già avvenuto con risultati positivi in altri punti della città.

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