Vendemmia 2011, nel weekend di San Martino Confcooperative e Lega Coop tirano le somme

Vendemmia 2011, nel weekend di San Martino Confcooperative e Lega Coop tirano le somme

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L’avvio della commercializzazione del “Vino Novello 2011”, che come di consueto avviene nel week end di San Martino, offre il tradizionale spunto per fare una prima valutazione sui dati quantitativi e qualitativi della vendemmia appena terminata nelle Cantine cooperative dell’Umbria.
E il primo dato parla chiaro: “E’ eccellente la qualità dei vini umbri sia bianchi che rossi dell’annata 2011”. Lo sostengono con orgoglio i presidenti di Fedagri-Confcooperative e Anca Legacoop Umbria, rispettivamente Tommaso Petroni e Graziano Pedetti, le associazioni di categoria maggiormente rappresentative del mondo agroalimentare cooperativo, che raccolgono le 10 Cantine Cooperative presenti sul territorio regionale.
I numeri finali fanno però segnare una produzione complessiva nelle Cantine Cooperative intorno ai 250.000 HL pari ad 1/3 della produzione regionale, con una diminuzione rispetto all’anno scorso variabile dal 20 al 35% a seconda delle aree di produzione. Per fortuna, però, l’uva entrata in cantina lascia intravedere per il 2011 un’annata a tre bicchieri: ottimi sono infatti i valori qualitativi delle uve bianche riscontrati in tutte le aree di produzione regionali, così come quelli delle rosse che dovrebbero confermarsi sull’ottimo livello dello scorso anno quando il grado zuccherino medio aveva già fatto registrare una crescita importante rispetto al 2009.
Una prima percezione gustativa della qualità della vendemmia è sicuramente rappresentata dal “Vino Novello 2011” in fase di lancio in questi giorni. “Pur dovendosi riscontrare una flessione negli ultimi anni di questo mercato –  afferma Petroni – il lancio del novello in coincidenza del weekend di San Martino costituisce una gustosa ouverture sulla qualità della vendemmia 2011. Circa 30.000 le bottiglie acquistabili direttamente presso i punti vendita delle Cantine medesime, Supermercati ed Ipermercati regionali, ristoranti e alimentari al dettaglio della regione”.
Cantina Sasso dei Lupi di Marsciano, Cantine Bettona, Cantina Tudernum di Todi (Tutero), Cantina Terre del Carpine di Magione (Sammartino), e Cantina dei Colli Amerini ad Amelia, presentano sul mercato vini freschi e di facile abbinamento con basse gradazioni ed uvaggi Sangiovese, Merlot, Ciliegiolo, Gamay e Montepulciano.
Qualche riflessione va fatta tuttavia sul mercato del vino al tempo della crisi. “Sicuramente – prosegue Pedetti – la contrazione generale dei consumi alimentari sta producendo i propri effetti anche sul consumo di vino in cui tuttavia si sta attestando un boom negli acquisti presso i punti vendita delle cantine o di bottiglie presso i supermercati a prezzi sotto i 3 euro. Con i gruppi della Grande Distribuzione crediamo che sia necessario costruire un rapporto di partenariato commerciale che valorizzi di più le produzioni locali”.
Ben diverso è il discorso del consumo di vino presso i ristoranti. Qui si sta registrando un tracollo con un calo vicino al 70% negli ultimi due anni. Questo dato – secondo Fedagri e Anca – è imputabile solo in piccola parte alla crisi, mentre molto più pesantemente ha inciso l’inasprimento del regime sanzionatorio previsto dal codice della strada. Non ha dubbi il Diettore di Fedagri Umbria, Lorenzo Mariani: “ Si rischia di essere impopolari –afferma – ma la verità è che gli incidenti causati da conducenti in stato di ebrezza dopo un pranzo o una cena al ristorante sono sempre stati una percentuale prossima allo zero: ben altre sono le cause che determinano le tragedie stradali. Di contro, dopo l’approvazione dei nuovi limiti e delle nuove sanzioni, si riscontra un vero e proprio terrore nei clienti dei ristoranti nell’abbinare al pasto qualche sorso di buon vino per la paura di oltrepassare i parametri alcolici tabellari: un terrore che al momento non viene scacciato da nessuna campagna sul consumo consapevole di vino nei pubblici esercizi. In pratica, come spesso accade in Italia, anche in questo frangente ci stiamo facendo del male con le nostre stesse mani. Crediamo pertanto che sia doverosa e urgente una rivisitazione della normativa da parte del legislatore per far fronte a questa emorragia e rilanciare il consumo consapevole di vino nei pubblici esercizi della ristorazione. 
 

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