C’è un profumo che unisce le colline, attraversa i boschi e racconta una storia fatta di mani, terra e cani fedeli. È il profumo del tartufo, e da questo nasce un nuovo progetto di collaborazione e crescita condivisa.
Filippo Biagioni, titolare di Tartufi Bianconi, realtà specializzata nel turismo esperienziale legato al mondo del tartufo, insieme ad Alessandro Poggini, titolare dell’allevamento Fatalbecco e giudice cinofilo, hanno dato vita al primo ponte di collaborazione con le aziende di Alba, capitale del tartufo, attive nello stesso settore.
L’obiettivo è chiaro e ambizioso: promuovere il territorio, avviare un percorso di confronto autentico e costruire una crescita reciproca fondata sulla condivisione di competenze, esperienze e visioni. Un’alleanza che guarda oltre i confini locali per generare valore culturale, turistico ed economico.
In questo percorso è stata coinvolta anche l’Associazione Cavatori Altotevere, perché l’unione rappresenta oggi il più potente moltiplicatore di crescita per il tessuto territoriale. Il progetto è stato presentato ufficialmente giorni fa, presso la Tartufaia di Citerna di Tartufi Bianconi, in un momento di incontro e confronto tra professionisti e operatori del settore.
Per l’occasione è stata ospitata Langhe Truffle, realtà di riferimento nel panorama delle esperienze legate al tartufo, dove opera anche Asia Bertello, la più giovane cavatrice di Alba / Barbaresco, già ospite di numerose trasmissioni radiofoniche e televisive e simbolo di una nuova generazione che custodisce e rinnova la tradizione.
Quella del turismo esperienziale legato al tartufo è una nicchia di mercato che nasce, prima ancora che dal prodotto, dalla parola autenticità. Un’autenticità che vive nei boschi, nei profumi della terra, nei frutti raccolti e nello speciale legame tra il cavatore e il suo fedele compagno a quattro zampe. Sono i cani a guidare i visitatori in esperienze immersive fatte di odori, silenzi e meraviglia, trasformando la ricerca del tartufo in un racconto da vivere, non solo da ascoltare.
Questo progetto è un invito a camminare insieme: territori, professionisti e comunità uniti dalla stessa visione. Perché il tartufo non è soltanto un’eccellenza gastronomica, ma un patrimonio culturale che, condiviso, diventa futuro.