Umanizzazione delle cure e dei reparti in ospedale, nasce "Persona" - Tuttoggi

Umanizzazione delle cure e dei reparti in ospedale, nasce “Persona”

Redazione

Umanizzazione delle cure e dei reparti in ospedale, nasce “Persona”

Al Day Hospital Oncologico dell’ospedale "San Giovanni Battista" di Foligno il progetto "Persona" con la collaborazione degli studenti
Mer, 13/03/2019 - 09:50

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Ogni anno in Italia oltre 250 mila persone vengono colpite da malattie neoplastiche ed il percorso di presa in carico della persona si articola in visite e controlli periodici necessari per un’adeguata cura della persona. Da qui l’idea, da parte dell’Associazione “Donne Insieme”, di apportare un contributo, all’interno dell’ospedale di Foligno, affinché gli utenti in attesa di visita oncologica possano essere messe nelle condizioni di sentirsi il più possibile Persone e non semplici numeri progressivi.

Il progetto “Persona” si propone quindi di sostituire i numeri con simboli quali fiori, pesci, piante, spezie, colori, pietre preziose, con i quali la Persona verrà chiamata dal personale sanitario, una volta arrivato il suo turno per incontrare l’oncologo che la guida nel percorso di cura. Nel Day Hospital Oncoematologico dell’ospedale “San Giovanni Battista” di Foligno, in cui è stato sviluppato tale progetto, operano sei medici (quattro oncologi e due ematologi). Da qui i sei simboli che li identificano.

“La Persona in attesa di visita, a seconda del simbolo associato all’oncologo/ematologo di riferimento, diventerà un fiore, un pesce, una pietra preziosa, una spezia, un colore” – spiega il Dr. Franco Santocchia, responsabile della Direzione Medica del “S. Giovanni Battista” di Foligno.

“Lo scopo – prosegue il Dr. Santocchia- è di promuovere l’umanizzazione del reparto e delle cure, mettendo al centro la Persona e l’attenzione alla Persona nella sua totalità, fatta di bisogni psicologici e relazionali. Le crescenti acquisizioni in campo tecnologico e scientifico, che permettono oggi di trattare anche patologie una volta incurabili, non possono essere disgiunte nella quotidianità della pratica clinica dalla necessaria consapevolezza dell’importanza degli aspetti relazionali e psicologici dell’assistenza”.

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