E’ stato ucciso in Albania uno dei principali sospettati della sparatoria avvenuta a Verna (Umbertide) lo scorso 19 giugno.
Flori Paluci, 33enne albanese per lungo tempo vissuto ad Umbertide, era sparito dall’Altotevere subito dopo lo scontro a fuoco che questa estate aveva portato al ferimento di due connazionali, un 29enne e un 34enne, per quello che allora venne considerato un regolamento di conti tra gruppi rivali per questioni legate al mondo della droga.
Da quel giorno le indagini delle forze dell’ordine si erano concentrate su un paio di uomini, tra cui vi era proprio il 33enne, che proprio pochi giorni fa, nella notte tra il 21 e il 22 ottobre scorsi è tornato protagonista, suo malgrado, di un’altra sparatoria nei pressi di Durazzo, nata da un banale litigio in un bar, dove di fatto ha trovato la morte.
Il giovane sarebbe intervenuto per placare gli animi esagitati di un avventore del locale – un 23enne – che pretendeva un caffè nonostante la macchina, dopo la mezzanotte, fosse ormai spenta. Il diverbio tra quest’ultimo e Flori Paluci è poi finito nel sangue. L’umbertidese avrebbe prima ucciso il 23enne con la sua pistola, per poi venire a sua volta centrato mortalmente da un colpo sparato da un amico del giovane, tuttora in fuga e ricercato.
Prima di essere ricercato per i fatti di Verna, Paluci era stato arrestato a inizio 2015 in Italia in quanto membro di una banda di rapinatori che operava in maniera sofisticata in diverse città italiane, dove aprivano i muri delle attività per penetrare al loro interno. Il gruppo era composto da 6 cittadini siciliani e dal 33enne . Nel 2014 dopo due violente rapine di argenteria a Ravenna e Alfonsine, erano riusciti ad ottenere beni per circa 200.000 euro.