Tutta colpa del pianoforte, è polemica tra Fondazione Antonini e Amministrazione Spoleto | I dolori di Camillo - Tuttoggi

Tutta colpa del pianoforte, è polemica tra Fondazione Antonini e Amministrazione Spoleto | I dolori di Camillo

Carlo Vantaggioli

Tutta colpa del pianoforte, è polemica tra Fondazione Antonini e Amministrazione Spoleto | I dolori di Camillo

Mar, 17/05/2022 - 10:24

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Sgarbo istituzionale tra la Fondazione Antonini e l'Amministrazione spoletina sul restauro ed utilizzo del celebre Steinway & Sons del Comune

Deve essere stata una scena tremenda quella che in tutta la sua tragica evidenza si è materializzata agli occhi di chi si è trovato ad osservare l’espressione di dolore misto a stupore (vedi foto) di Camillo Corsetti Antonini, presidente della Fondazione Antonini e animatore del network delle associazioni culturali cittadine che risponde al nome di SPOLETOARTNETWORK, nell’apprendere che a breve il celebre pianoforte abbandonato nei magazzini comunali di Spoleto, uno Steinway & Sons K272, sarà restaurato ed utilizzato, senza che nessuno abbia coinvolto la Fondazione che porta il nome del nostro blasonato presidente. La stessa espressione di strabuzzante dolore ed incredulità, per precisare, di quando ti rifilano all’improvviso uno zampatone negli zebedei.

Se si potesse scrivere un libro il titolo sarebbe “Tutta colpa dello Steinway & Sons, I dolori del giovane presidente Camillo”.

Spoleto ingrata

Già non deve essere semplice portare dalla nascita un nome impegnativo come il suo, se poi ci si mette anche un legame “terzo” con quella marmaglia spoletina che da sempre invidia e punisce con tradimenti feroci i benefattori come quelli della famiglia Corsetti Antonini, nati bene, si capisce anche perchè Camillo, presa carta penna e calamaio, si è buttato di getto a vergare una reprimenda (non priva di acre sarcasmo) nei confronti dell’Amministrazione spoletina.

Ma andiamo con ordine e raccontiamo l’antefatto che tanti lutti addusse agli Antonini (e non agli Achei…) proprio con le stesse parole del Presidente Camillo.

La Fondazione Antonini apprende con viva soddisfazione che il ricavato delle offerte raccolte in occasione del concerto organizzato dal Comune per il prossimo 22 maggio al Caio Melisso sarà devoluto al restauro del pianoforte da concerto Steinway & Sons K272 che da troppi anni giace in abbandono nel magazzino di Santo Chiodo. È da almeno 6 anni che la Fondazione ha proposto alle varie amministrazioni che si sono succedute di essere autorizzata a provvedere, a proprie spese, al restauro integrale dello strumento al fine di poterlo restituire alla fruizione del pubblico spoletino che, attraverso il suo Comune, ne è il proprietario. Già nel 2017 abbiamo fatto esaminare lo strumento da un restauratore certificato dalla stessa Steinway & Sons ed abbiamo avuto un preventivo che, con un costo di circa 24.000 euro ed 8 mesi di lavoro, avrebbe reso disponibile un pianoforte da concerto di altissimo livello.

Che lo strumento in questione sia una ricchezza è di tutta evidenza e su questo la colpevolezza dei soliti burini, addetti ai lavori a loro insaputa, ne rende ancora più drammatica la fine ingloriosa come ricovero di galline in un polveroso deposito comunale di attrezzature.

Frizzi, scazzi e scippi

Siamo alle solite, scriviamo su tutti i pezzi di carta possibili che questa città campa di arte e cultura e poi mandiamo a “donne che praticano sesso a pagamento” nientemeno che uno Steinway & Sons.
E a quanto se ne sa, sembrerebbe che già un primo screzio dialettico tra Amministrazione (leggi sindaco Sisti) e il presidente Camillo ci sarebbe stato al momento della creazione dello SPOLETOARTNETWORK, sorta di collettivizzazione associativa ad indirizzo intellettual-culturale poco gradita ai vertici comunali e che avrebbe dato vita ad una situazione tempestosa tanto da portare Corsetti Antonini alle quasi dimissioni dagli Amici di Spoleto.

Ma la faccenda pianoforte diventa ulteriormente spinosa nel momento in cui la Fondazione del presidente Camillo si butta a petto avanti, con tanto di portafoglio in mano, per ridare dignità ad un bene prezioso di questa ingrata città. Ed ecco ancora le parole dolenti dell’Antonini:

La Fondazione si era anche fatta carico di cercare un luogo dove collocarlo e di come poterlo valorizzare e rendere fruibile, non solo in occasione di singoli eventi, ma anche cercando di organizzare vere e proprie rassegne musicali, per cui erano già stati avviati contatti con importanti istituzioni, tra cui la scuola di alta formazione dell’Accademia di Santa Cecilia. Purtroppo nessuna delle Amministrazioni ha mai voluto, o potuto, dare una risposta a quanto la Fondazione Antonini chiedeva di fare, ogni sollecito in tal senso si è sempre rivelato vano. Solamente l’attuale Amministrazione, attraverso una cortese lettera dell’assessore Chiodetti, ha dato un cenno di attenzione che faceva sperare di poter finalmente giungere alla redazione di un protocollo di intesa che regolasse i termini della concessione e dell’uso, e dunque alla conclusione positiva di questa lunga vicenda”

Se la cose fosse finita qui, si potrebbero narrare ai posteri le buone intenzioni del neo assessore alla Cultura Danilo Chiodetti e della pressione di lobbing convincente della Fondazione del presidente Camillo. Ma sarebbe stato troppo bello! Alla chiusa della missiva antoniniana si aprono le onde del Mar Rosso che diventa di corsa un Mar Morto quasi Nero, dove annegano tutte le mediazioni positive e dove comincia ad essere evidente (e per primo allo stesso Camillo Corsetti Antonini) che il brillante assessore di San Giovanni di Baiano (nato più che meglio assai, secondo la legge della sopravvivenza) gli ha praticamente scippato (o chi per lui) con destrezza l’ideona che avrebbe fatto dire ai posteri, “…Grazie presidente Camillo, tu si che sai come fare!…”

Ora immaginatevi la faccia e l’espressione del presidente Camillo e leggete con calma il de profundis, soprattutto alla riga in cui si afferma ormai disperati, “ …sperando di avere presto informazioni su come, quando e da chi verrà restaurato il pianoforte e – soprattutto – su come verrà gestito in futuro…” (aspetta e spera…)!

Il finale pucciniano:

“È quindi con una certa sorpresa che apprendiamo di questa raccolta fondi, sperando di avere presto informazioni su come, quando e da chi verrà restaurato il pianoforte e – soprattutto – su come verrà gestito in futuro, per evitare che finisca di nuovo abbandonato in un deposito. Peccato non essere stati informati o consultati, avremmo volentieri condiviso il bagaglio di informazioni e progetti che in questi anni abbiamo accumulato, nella vana attesa che il Sindaco o l’assessore di turno ci dessero una risposta.

Annibale, i Rusticanelli…

Ora la curiosità straziante del qui presente assente cronista inutile, è capire se lo scippo è stata tutta opera del Chiodetti o se c’è la manina di qualche amministratore “Rusticanello” (proprio come i polli arrosto che si vendono al banco rosticceria dei supermercati), che ha intravisto nell’azione maramalda la possibilità di gestire in proprio (senza protocolli e segnalibri) il pianofortone famoso, alla foggia del “lu pianoforte è lu nostru e ce famo quello che ce pare”.

Di certo è evidente che a Spoleto la cultura sia un bell’affarone, e questo pare lo abbiano capito in diversi, visto il proliferare di associazioni di amici, parenti vari di terzo grado, nipoti, vicini di casa, semplici conoscenti e affini.

…e l’Esorciccio

Che dire, “presidente Camillo ci sta in mezzo al cuore”. Non se ne faccia un cruccio, questi spoletini sono talmente privi di gratitudine ed eleganza che pretendono anche di dire la loro su uno Steinway & Sons, pur non avendo mezzi intellettuali e dotazioni pari a quelle in suo possesso. Come minimo avranno scambiato il nome dell’attrezzone, con una marca di sigarette americane.

Nostro malgrado i soggetti spoletani li conosciamo per vicende familiari da almeno 3 secoli e non si curi di sapere cosa sono stati capaci di fare prima. Il Povero Annibale, sorpreso quanto Lei presidente Camillo, se n’è dovuto andare di corsa da questa terra arsa dal demonio, con le terga sbruciacchiate dall’olio bollente.

Accetti un consiglio spassionato e per la sua serenità, lasci stare, che qui nella valle spoletana siamo prossimi alla visita papale e dei suoi esorcisti. Perché solo un esorcismo ci può salvare!
O forse anche un solo Esorciccio, chissà…

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