Treofan, presidi fuori da Comune e Regione. Fioroni: "Riaprire il confronto"

Treofan, presidi fuori da Comune e Regione. Fioroni: “Riaprire il confronto”

Redazione

Treofan, presidi fuori da Comune e Regione. Fioroni: “Riaprire il confronto”

Dall'assessore regionale appello alla proprietà: "La Treofan, in qualità di capofila del polo ternano, rappresenta per la Giunta regionale una doppia priorità"
Mer, 29/07/2020 - 14:57

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Treofan, presidi fuori da Comune e Regione. Fioroni: “Riaprire il confronto”

Ieri il presidio fuori dal Comune di Terni, oggi fuori dalla Regione Umbria. Non si ferma la protesta degli operai della Treofan, in sciopero da un mese e senza risposte da Jindal.

Sindacati e rappresentanti dei lavoratori sono stati accolti giovedì mattina dalla presidente della Regione Umbria Donatella Tesei e dall’assessore regionale alle politiche economiche e produttive Michele Fioroni. Quindi quest’ultimo ha incontrato il presidio degli operai all’esterno del consiglio comunale.

Appello al management aziendale di Treofan

L’assessore Fioroni invita dunque il management aziendale “ad una pronta ripresa delle corrette relazioni industriali, che prevedono il confronto con i rappresentanti dei lavoratori al tavolo istituito del Mise”.

Per Fioroni “il polo chimico è strategico nel sistema produttivo regionale e la Treofan, in qualità di capofila del polo ternano, rappresenta per la Giunta regionale una doppia priorità. Le rappresentanze sindacali nei tempi pattuiti hanno presentato ai vertici aziendali le loro proposte in merito alla soluzione della vertenza, proposte che meritano di essere valutate con la dovuta attenzione, per rispetto dovuto anche al sistema Paese e al sistema produttivo regionale”.  

La Lega: ministro Patuanelli intervenga subito

Sulla vertenza Treofan si registra anche l’intervento dei parlamentari umbri della Lega. I quali chiedono un intervento immediato del ministro Patuanelli per riconvocare la proprietà Jindal, parti sindacali e lavoratori, al tavolo del Mise e fare chiarezza sulla Treofan di Terni.“Si è perso troppo tempo su questa vicenda che vede a rischio una delle realtà economiche locali” spiegano Virginio Caparvi, Riccardo Augusto Marchetti, Valeria Alessandrini, Luca Briziarelli, Barbara Saltamartini, Simone Pillon e Stefano Lucidi. “Lo stabilimento chimico di Terni – ricordano – rappresenta un’eccellenza umbra e italiana, i cui livelli produttivi e occupazionali non possono essere messi in discussione. Ci troviamo di fronte a una situazione i cui sviluppi sembrano essere determinati da logiche economiche e di mercato che non guardano alle esigenze del territorio. Basti pensare che la Treofan è sempre stata un’azienda sana, in pieno sviluppo, con macchinari e strumentazioni all’avanguardia, nonché perfettamente in grado di affrontare le nuove sfide tecnologiche attraverso un know how aziendale che è riuscito a conciliare le esigenze produttive, in un settore come la chimica, con la tutela dell’ambiente.

Non possiamo accettare che le competenze umbre vengano svendute in altre parti del paese o del mondo e che tali eccellenze vengano spolpate per mere ragioni di cassa, tanto più che l’azienda in passato ha usufruito di solidi contributi statali per il potenziamento industriale”.

“Regione vicina ai lavoratori Treofan, ora Governo faccia la sua parte”

La Regione Umbria per il tramite dell’assessore Fioroni – proseguono i parlamentari leghisti – è sempre stata vicina ai lavoratori, dichiarandosi disponibile a mettere in campo tutti gli strumenti economici per sostenere la ripresa della Treofan. Ora deve essere il Governo a fare la sua parte, magari pensando meno alla cassa integrazione e al blocco dei licenziamenti e facendo un passo in avanti nella definizione di serie politiche di sviluppo economico. Il ministro Patuanelli convochi immediatamente la proprietà Jindal al tavolo del Mise con l’obiettivo di giungere a un serio piano industriale di rilancio”.

(aggiornato alle ore 17)

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