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Traffico illecito di rifiuti in Umbria, 86 indagati

Alessia Chiriatti

Traffico illecito di rifiuti in Umbria, 86 indagati

L'indagine del Corpo Forestale dello Stato e della Polizia / Da Scheggia e Gualdo Tadino con camion pieni di ferro / Indagato rottamatore perugino
Lun, 19/01/2015 - 12:53

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Traffico illecito di rifiuti in Umbria, 86 indagati

5 tonnellate di rifiuti per un guadagno di 1 milione e 600 mila euro, 86 avvisi di garanzia, 3 i principali comuni coinvolti: sono questi i numeri dell’operazione portata a termine dal Corpo Forestale dello Stato di Perugia e coordinata dalla Dda della procura della Repubblica di Perugia. L’accusa che ora pende sugli 86, di cui 65 di origine marocchina, 18 italiani e tre persone originarie dell’est europeo, comunque tutti residenti in Umbria, è di traffico illecito di rifiuti ferrosi nell’ambito. Tra loro artigiani, commercianti e titolari di piccole imprese che – secondo la forestale – sfruttando il prezzo di smaltimento assai inferiore si rivolgevano agli abusivi per disfarsi dei rifiuti.

L’indagine ha preso piede nel 2008, da un’operazione parallela del DDA di Ancona, che in parte riguardava anche il territorio umbro, ed è il risultato dell’inchiesta Iron tre, cominciata due anni fa e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia del capoluogo umbro. Durante i normali controlli del territorio, gli agenti delle stazioni locali di Scheggia e Gualdo Tadino hanno scoperto la presenza su strada di mezzi fatiscenti, provenienti da “depositi” del posto, che trasportavano ingenti quantità di rifiuti ferrosi, tra ferro, fili, rame, piombo, alluminio, motori, ottone ed acciaio. Tutti rifiuti che di fatto uscivano dal normale percorso autorizzato e tracciato, senza dunque la regolare iscrizione all’albo dei gestori ambientali. I rifiuti venivano poi trasportati presso una ditta della zona di Perugia, gestita di fatto da un rottamatore, che a sua volta li rimetteva sul mercato. Questi ultimi non solo erano dunque trattati in maniera illegale, ma di per sé hanno inoltre arrecato un ingente danno all’erario, a chi acquistava la merce e agli altri gestori che invece pagavano le tasse. Il titolare della ditta di rottamazione, alla quale non sono stati imposti formalmente i sigilli, è ora indagato. L’attività di indagine prosegue, e riguarda ad ampio spettro tutta la regione. La Dott.ssa Farneti, del Corpo Forestale di Perugia, al telefono con Tuttoggi.info, ha dichiarato: “si tratta di un fenomeno esteso ed emergente. Non escludiamo dunque nuovi esiti dell’indagine”.

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Aggiornato ore 13.59


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