Thyssen e Ast, nubi su viale Brin | Tutti in difesa delle acciaierie - Tuttoggi

Thyssen e Ast, nubi su viale Brin | Tutti in difesa delle acciaierie

Luca Biribanti

Thyssen e Ast, nubi su viale Brin | Tutti in difesa delle acciaierie

Mar, 19/05/2020 - 17:30

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Thyssen e Ast, nubi su viale Brin | Tutti in difesa delle acciaierie

La notizia relativa alla volontà di Thyssen di inserire Ast in una diversa strategia industriale (si parla di vendita o un nuovo modello di partnership) ha da subito messo in allarme istituzioni e sindacati.

Sul futuro degli stabilimenti di viale Brin c’è sempre stata incertezza e, negli anni, Thyssen ha più volte cambiato idea sulla posizione che le acciaierie ternane dovessero occupare all’interno della struttura della multinazionale.

Ciclicamente si ripete l’allarme generale per il futuro produttivo del sito siderurgico e, anche questa volta, dalle rappresentanze locali di istituzioni e sindacati al Governo, tutti scendono in campo per la tutela del lavoro e dei lavoratori, ricordando come Ast impieghi circa 2500 unità e costituisca uno dei punti fermi del pil regionale.

Palazzo Spada

Si è svolto oggi pomeriggio a Palazzo Spada un incontro sulla nuova situazione di Acciai Speciali Terni concordato tra il sindaco Leonardo Latini, il vicesindaco Andrea Giuli e i segretari territoriali delle organizzazioni sindacali dei metalmeccanici di FIM Simone Liti, FIOM Alessandro Rampiconi, UILM Simone Lucchetti, UGL Daniele Francescangeli, FISMIC Giovacchino Olimpieri e USB Emanuele Pica. Da parte di tutti è stata espressa una grande preoccupazione per l’evolversi della situazione e per le conseguenze che essa potrebbe determinare su una città che è stata ed è sempre legatissima alla sua fabbrica.

“Sono stati condivisi alcuni temi valutati come essenziali per questa nuova fase che si è appena aperta dopo le posizioni espresse da ThyssenKrupp nella giornata di ieri, a cominciare dalla necessità d’impegnarsi a tutti i livelli istituzionali per ribadire la strategicità nazionale delle produzioni del sito ternano. E’ stata anche condivisa la richiesta di difendere in qualsiasi modo l’integrità del sito industriale – si legge in una nota del Comune – la salvaguardia dei livelli occupazionali e il mantenimento degli investimenti, confermati anche nell’ultimo piano industriale da ThyssenKrupp, sulla salvaguardia ambientale”.

Il consiglio regionale

“ThyssenKrupp ha annunciato l’intenzione di voler mettere in vendita quattro delle cinque divisioni rimaste – ha sottolineato il presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria Marco Squarta e questa situazione rischia di sortire un gravissimo danno ai circa 2.500 dipendenti e più in generale all’intera economia dell’Umbria. In questa fase, delicatissima per il futuro del sito di Terni che oggi viene messo fortemente in discussione, è importante che le Istituzioni lavorino compatte nel tentativo di rintracciare soluzioni utili a garantire un futuro, per garantire continuità alla produzione e quindi all’occupazione”.

La Commissione attività produttive della Camera dei Deputati

Anche il commissario della Lega di Terni e presidente della Commissione attività produttive della Camera dei Deputati, Barbara Saltamartini è intervenuta in difesa della produzione di acciaio a livello nazionale: “Non permetteremo che le intenzioni espresse dall’azienda tedesca compromettano la produzione italiana di acciaio speciale quale quello prodotto a Terni, un patrimonio industriale che chiederemo al Governo di sostenere. Nel dl liquidità – specifica la Saltamartini – in esame in commissione attività produttive della Cameraspiega Saltamartiniho presentato un emendamento che inserisce gli asset siderurgici tra quelli strategici, in questo modo lo Stato potrebbe intervenire acquistando quote di capitale o partecipazioni azionarie. Misura che, se approvata, sarà applicabile anche per Acciai Speciali Terni. Lo Stato, in qualità di partner, sarebbe certamente in grado di mantenere la competitività nel quadro internazionale e di sostenere la concorrenza aggressiva del mercato cinese che mina tutta la siderurgia europea.
Questo è il momento di supportare le nostre aziende, non solo con la liquidità di cui necessitano ma anche con azioni in grado di garantire parti fondamentali del nostro tessuto industriale e, in questo caso, un polo siderurgico specializzato come quello di Terni”.

Per questo chiederò al Ministro Stefano Patuanelli di riferire in Commissione attività produttive quali immediate azioni intenda assumere per scongiurare che il settore siderurgico italiano venga svenduto al miglior acquirente, creando un inevitabile danno sociale ed occupazionale non solo a Terni, ma per l’intero sistema industriale italiano”.

Chiesto l’intervento del Ministro Patuanelli

I parlamentari umbri di Fratelli d’Italia, Zaffini e Prisco, hanno chiesto un incontro urgente col ministro Patuanelli e annunciato un’interrogazione parlamentare: “Abbiamo chiesto un incontro urgente al ministro Patuanelli sulla situazione dell’Ast di Terni per sollecitarlo ad adottare misure immediate per garantire gli asset strategici dell’Ast e i relativi livelli occupazionali”. E’ quanto riferiscono i parlamentari umbri di Fratelli d’Italia, Franco Zaffini ed Emanuele Prisco all’indomani dell’annuncio dell’azienda di voler cercare un partner o un acquirente per il sito umbro. “Purtroppo siamo stati facili profeti: sin dal 2014 avevamo messo in luce le criticità di un accordo che oggi è deflagrato in tutta la sua evidenza, non essendoci sin da allora adeguate garanzie nel piano industriale. Oggi, invece, si prende come spunto l’emergenza epidemiologica per rimettere in discussione attività e produzioni strategiche per l’interesse nazionale. Per questo chiediamo al ministro quali azioni intenda avviare per difendere l’interesse italiano e la presenza del nostro Paese in questo settore vitale per l’economia nazionale. In questo senso ci auguriamo – continuano, annunciando anche la presentazione di un’interrogazione parlamentare – che sia immediatamente convocato il nuovo Ceo Martina Merz, per chiarire i motivi alla base dei quali “non vede prospettive future sostenibili all’interno del Gruppo, per vari e molto specifici motivi”, come lei stessa ha dichiarato. Per Terni e per l’Umbria – concludono i due parlamentari – la questione è di rilevanza nazionale e non può essere sottovalutata: ora attendiamo la pronta risposta del ministro” .

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