Terza ondata Covid, il piano dell'Umbria. Vaccini, pronti i frigoriferi

Terza ondata Covid, il piano dell’Umbria. Vaccini: subito 16mila, pronti i frigoriferi

Redazione

Terza ondata Covid, il piano dell’Umbria. Vaccini: subito 16mila, pronti i frigoriferi

Mar, 15/12/2020 - 17:53

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Cala il tasso di positivi al Coronavirus in Umbria, ma la Regione si prepara già alla temuta terza ondata del Covid-19. Si anticipa sulle vaccinazioni

Appena 179 tamponi positivi a fronte di 4.334 tamponi, con il tasso di positività in Umbria che scende al 4,1% (dato aggiornato alle ore 11 del 15 dicembre). Ma la Regione si prepara già alla temuta terza ondata del Covid-19.

A parlarne è stata la presidente della Giunta regionale Donatella Tesei aprendo martedì mattina l’assemblea legislativa. Mentre il punto sui vaccini è stato fatto dall’assessore regionale alla sanità Luca Coletto. Che ha confermato quanto anticipato nei giorni scorsi da Tuttoggi.info.

In Umbria Rt e tasso mortalità tra i più bassi in Italia

La governatrice ha sottolineato che “la situazione sanitaria attuale mostra indice Rt e tasso di mortalità tra i più bassi in Italia. L’Umbria è uscita dalla fase due tra le prime regioni, ne siamo orgogliosi, è una vittoria degli umbri. Preoccupano i dati dei ricoveri, sono 347 (dato del 14 dicembre, ndr), e di quelli in terapia intensiva, sono 41. È stato necessario un allentamento prenatalizio, che segue il Dpcm nazionale, indispensabile per una minima ripresa economica e sociale. Abbiamo limitato gli allentamenti, con le scuole medie inferiori in presenza e negozi aperti anche la domenica. Saremo cauti su successivi allentamenti. Il messaggio agli umbri è che ci vuole massima cautela, rispetto delle regole, perché ciò andrà a regolamentare la nostra socialità e può fare la differenza”.

Terza ondata prima del vaccino

L’Umbria si prepara intanto comunque alla terza ondata. “Aspettiamo la fase 3, – ha aggiunto la Tesei – che ci sarà prima che arrivi il vaccino. Ci stiamo preparando, sarà una fase confusa e potenziata dal picco dell’influenza. Avremo 600 posti covid, che potremo ampliare. Siamo fra i primi in Italia ad avere un piano di salvaguardia. Abbiamo 44 terapie intensive ulteriori rispetto a quanto previsto dal governo per l’Umbria. E dai 49 posti iniziali possiamo arrivare a 171 posti. Gli ulteriori 44 posti saranno negli ospedali, perché servono collegamenti adeguati, ossigeno assicurato e logistica, servizi, gestione degli eventuali aggravamenti e perché il personale scarseggia, e questo è il più grande problema della nostra sanità, come di quella italiana. Dobbiamo ottimizzare gli interventi e realizzarli negli ospedali, con oculatezza. Già 30 delle ulteriori 44 terapie intensive sono ultimate, 14 lo saranno nel terzo piano dell’ospedale di Terni. Un approccio modulare del numero di posti in terapia intensiva, che saranno attivati man mano che serviranno, per non impegnare il già scarso personale alle prese con il recupero delle enormi liste di attesa che avevamo da prima di insediarci”.

Le misure economiche

Altro capitolo è quello delle misure economiche legate alla pandemia: fatta una ricognizione sulle partecipate, stilato il Defr (Documento economia e finanza regionale) che sarà in Aula la prossima settimana, rinnovato il Freccia rossa anche per il 2021 e poi la partita sul credito locale; il governo regionale tiene il tempo, nonostante la gran parte delle risorse debbano essere impegnate per il contrasto alla pandemia. Il Defr traccia la strada del futuro con propensione al rilancio economico per i prossimi tre anni. Le risorse non sono infinite come sembrerebbe leggendo i vaneggiamenti di qualcuno, 2 miliardi per l’Umbria nel 2021 ma le risorse sono molto contenute e quelle che abbiamo messo a disposizione per il sostegno economico sono il frutto di un duro lavoro di riprogrammazione”.

Per quanto riguarda i FINANZIAMENTI, risorse di riprogrammazione sui fondi non spesi tra i 98milioni disponibili, spesi al 40 per cento e il rimanente 60 nel 2021. Per quanto riguarda le RISORSE COMUNITARIE, la programmazione europea 2021-27, Fesr e Fse, prevede 700milioni di euro circa, 100 l’anno. Risorse comunitarie del Psr ammontano a 800 milioni, 115 l’anno, da cofinanziare al 17 per cento della quota nazionale, 30milioni l’anno. Se non le trovassimo con il bilancio nostro, rischieremmo di perderne una parte. E sul Bilancio regionale serve una ricognizione perché è stato colpito dal covid, con 35 milioni di entrate in meno. Le abbiamo coperte, ma il lato entrate del 2021 impatterà con la grave crisi economica da affrontare, con entrate ancora in calo e bisognerà vedere di quanto sarà il fondo perequativo del governo, quest’anno non sufficiente a coprire le perdite. Obiettivo difficile da centrare, non potremo fare altre spese. Puntiamo su lavoro e competenze, risk management, gestione della spesa dei fondi comunitari e attenta gestione partecipate. 200milioni di fondi comunitari ci consentono una sovvenzione a tenuta del sistema socioeconomico ma anche un rilancio dello stesso.

Fondo da 14 milioni una tantum

Domani- ha annunciato – il lancio del fondo da circa 14 milioni di euro una tantum per partite Iva e piccole società umbre, poi il grande fondo per ricerca, sviluppo, digitalizzazione, affinché le imprese investano in futuro, circa 18 milioni. La Regione è vicina a famiglie e imprese, con le nostre disponibilità che vanno usate al meglio. Se sapremo vincere la sfida sanitaria e quella economica, dosando le risorse, avremo la chance di ritrovarci in un’Umbria diversa.

Sono orgogliosa del dialogo istituzionale che abbiamo instaurato fra maggioranza e opposizione, siamo fra le poche regioni che lo hanno posto in essere. Confido di poter continuare il dialogo e spero di riuscire a evitare qualche post di attacchi personali e avere qualche proposta di soluzione in più”.

Vaccini, si parte con 16mila: ci sono i frigoriferi

L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha inoltre discusso oggi, nella seduta di Question time, l’interrogazione a risposta immediata con cui Fabio Paparelli, Tommaso Bori, Michele Bettarelli, Simona Meloni e Donatella Porzi (Pd) chiedevano delucidazioni sulla “prima fase del piano di somministrazione del vaccino per il Covid 19”.

L’assessore Luca Coletto ha risposto che “i quattro hub dove verranno raccolti vaccini sono gli ospedali di Perugia, Terni, Foligno e Città di Castello, dove ci sono già i frigoriferi per conservare i vaccini. La prima consegna prevede 16mila vaccini e avverrà nella prima metà di gennaio. Si provvederà alle vaccinazioni negli ospedali e indicati e direttamente nelle Rsa con team itineranti che potranno anche andare a domicilio per i disabili. È in corso una gara per acquisire altri frigoriferi (che dovrebbero arrivare nei primi giorni di gennaio) per poter correttamente conservare i vaccini. Il piano è stato già consegnato alla presidenza del consiglio e sono in corso consultazioni con il commissario Arcuri per concordare l’iter più corretto per poter vaccinare anche il resto della popolazione”.

Si anticipa di una settimana

Ma rispetto alle previsioni, sulle vaccinazioni si potrà anticipare di una settimana rispetto al piano iniziale. E’ infatti notizia di oggi che l’agenzia europea del farmaco (Ema) è pronta ad approvare il vaccino della Pfizer il 21 dicembre e non il 29 come inizialmente previsto. Mentre il ministro della Salute Speranza ha previsto per domani la riunione per varare il Piano nazionale definitivo.

Bori: “Manca personale”

Ma sul piano umbro, il consigliere regionale Pd Tommaso Bori ha replicato che “la vaccinazione sarà la prima urgenza dei prossimi mesi. I vaccini non si effettuano da soli e manca il personale per poterli effettuare, dobbiamo garantire le normali vaccinazioni ed in aggiunta quello per il Covid. C’è poi il problema dell’organizzazione: come e dove verranno effettuati i vaccini e a partire da quali categorie? Bisogna partire non dagli studenti ma dagli operatori sanitari, dai lavori essenziali e dai pazienti fragili (come anziani e pazienti con patologie). Non siamo soddisfatti, chiediamo un cambio di marcia”.

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