Spoleto, “killeraggio” hard contro dirigente prociv: ascoltata oggi la vittima e 3 testimoni - Tuttoggi.info

Spoleto, “killeraggio” hard contro dirigente prociv: ascoltata oggi la vittima e 3 testimoni

Redazione

Spoleto, “killeraggio” hard contro dirigente prociv: ascoltata oggi la vittima e 3 testimoni

Gio, 19/04/2012 - 16:06

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Jacopo Brugalossi

Si è tenuta oggi, di fronte al giudice Liliana Sensini, la seconda udienza del processo ai danni di un geometra spoletino di 26 anni (difeso dall’avvocato Antonio Cappelletti) accusato di aver pubblicato su un sito di escort una foto e i dati personali della responsabile della Protezione Civile Stefania Fabiani, assistita dall’avvocato Paolo Feliziani, vicenda che risale al marzo 2011 (clicca qui e qui). Una vendetta, stando all’accusa, ideata e realizzata dal tecnico che della Prociv era volontario in forza al Gruppo comunale, realtà sospesa dal servizio qualche mese fa per ordine del sindaco Daniele Benedetti. Ma torniamo al processo. 4 i testi ascoltati oggi dal giudice di pace: la stessa vittima, un teste del pm Roberta Maio e due persone citate dalla difesa.
Non fu uno scherzo – La Fabiani ha confermato quanto aveva già denunciato nella querela presentata all’indomani del grave episodio. “Conosco bene l’imputato avendo collaborato con lui per lunga data – ha detto oggi la responsabile della Prociv – e proprio da lui, dopo la conclusione delle indagini da parte della Polizia Postale, ho ricevuto un sms in cui si dichiarava colpevole e mi pregava di ritirare la denuncia in cambio delle proprie scuse”. A domanda diretta del giudice la dottoressa Fabiani ha risposto di non considerare le azioni subite frutto di un “animus iocandi”, ma al contrario di ritenerle azioni elaborate da più di una mente e dirette a colpire la sua figura professionale e di donna. Il 26enne, infatti, realizzò il falso profilo aggiungendo alcuni dati della Fabiani come il numero del cellulare che la funzionaria ha in dotazione per il suo ruolo di coordinatrice della Prociv e persino la mail istituzionale del comune di Spoleto.
Il computer incriminato – Tra i testimoni odierni c’era anche il geometra titolare dello studio da cui partì il killeraggio sul sito a luci rosse. L’uomo era stato già ascoltato, all’inizio dell’inchiesta, dagli agenti del locale commissariato quale proprietario del computer da cui era stato fatto il collegamento per inserire l’annuncio sul sito per escort. Il professionista ha confermato anche al magistrato la sua estraneità ai fatti dimostrando che il giorno in cui ci fu l’azione criminosa, il 29 marzo del 2011, si trovava fuori ufficio per dei rilievi tipografici e che finito il lavoro era rientrato direttamente a casa, senza passare dallo studio. Ma ha aggiunto di più: l’unico collaboratore a conoscere la password e ad usare quel computer era proprio il geometra 26enne finito alla sbarra.
Annuncio cancellato – Fu solo grazie all’abilità informatica di uno stretto collaboratore della Fabiani che la malcapitata riuscì a far rimuovere l’annuncio hard che la riguardava. Anche lui è stato ascoltato oggi come teste, dichiarando di ricordare bene quando la vittima cominciò a ricevere messaggi piuttosto espliciti e pesanti sul suo cellulare dal momento che questi arrivarono mentre si trovavano insieme in servizio. “Il giorno dopo – ha ricostruito in aula il teste – la Fabiani, con aria evidentemente scossa e preoccupata, mi confessò che gli sms e le e-mail “oscene” si erano ripetute per tutta la giornata. Da lì partì la ricerca al gestore del sito che si concluse, non senza difficoltà e comunque dopo 2-3 giorni di attesa, con la cancellazione dell’annuncio prima nel sito “originario” e poi in tutti quelli collegati su cui era rimbalzato in automatico”.
Prossima udienza – Impossibilitata ad ascoltare oggi tutti i testimoni, il giudice Liliana Sensini ha fissato al 21 giugno 2012 la prossima udienza durante la quale saranno chiamati a deporre almeno tre testi. Fra questi figura anche il maresciallo della polizia municipale di Spoleto Angelo Gelmetti, in qualità di (ormai ex) coordinatore del gruppo comunale della Protezione Civile da cui dipendeva il geometra.

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