SPOLETO AL BALLOTTAGGIO (3): ANGELO LORETONI (PDL) CHIUDE LA CAMPAGNA ELETTORALE. ALEMANNO "VINCEREMO COME ABBIAMO FATTO A TODI" (Photogallery) - Tuttoggi.info

SPOLETO AL BALLOTTAGGIO (3): ANGELO LORETONI (PDL) CHIUDE LA CAMPAGNA ELETTORALE. ALEMANNO “VINCEREMO COME ABBIAMO FATTO A TODI” (Photogallery)

Redazione

SPOLETO AL BALLOTTAGGIO (3): ANGELO LORETONI (PDL) CHIUDE LA CAMPAGNA ELETTORALE. ALEMANNO “VINCEREMO COME ABBIAMO FATTO A TODI” (Photogallery)

Ven, 19/06/2009 - 23:57

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Con un parterre d'eccezione anche Angelo Loretoni ha chiuso la lunga ed estenuante campagna elettorale. Il palco allestito per l'occasione ha ospitato una ventina di politici locali e nazionali che si sono alternati al microfono sostenendo quello che è stato il rush finale del centro destra. ospite d'onore il primo cittadino di Roma, Gianni Alemanno, protagonista di quella rimonta che un anno fa ha tolto alla sinistra, dopo 15 anni di governo, la Città Eterna. Ma anche Donatella Tesei neo Sindaco di Montefalco, il deputato Amato Berardi, il leghista Francesco Mirabelli, la Senatrice Ada Urbani e Leodino Galli, ormai “apparentato” con il centro destra. Davanti ad un pubblico stimato intorno alle 600 persone.

Gli onori di casa li ha fatti l'avvocato Salvatore Finocchi che ha voluto ringraziare tutti, dagli elettori al candidato Sindaco, per l'impegno profuso in questi ultimi tre mesi. Poi è stata la volta del Consigliere regionale Franco Zaffini che ha sottolineato “l'alto livello di civiltà dimostrato da tutta la squadra nel corso della campagna elettorale, a differenza di una sinistra apparsa agitata e scomposta”. Frase questa che apre una serie di attacchi frontali che per oltre due ore sono echeggiati in Piazza Garibaldi. Da Cardarelli che si scaglia contro il manifesto elettorale di Daniele Benedetti “pieno di menzogne, bugie e incoerenze e firmato da personaggi come Bernardino Ragni ecologista convinto che, dimentico delle varie brutture prodotte dall'ultima amministrazione, ha sottoscritto l'atto” a Leodino Galli che accusa la sinistra di aver “preparato una scheda elettorale in cui i simboli dei due partiti principali sono appiccicati per generare confusione” e conclude ricordando “che il primo simbolo della coalizione che sostiene Daniele Benedetti è la falce e il martello, quel simbolo che noi dobbiamo a tutti i costi combattere”.

Loretoni, invece, ha voluto raccontare una “storia” ad Alemanno “la storia di una città che ieri era il luminoso faro del nostro territorio: oggi, invece, ne è rimasto solo l'involucro”. La colpa “è di un pugno di uomini che l'hanno completamente distrutta e soggiogata ai loro interessi clientelari”, gli stessi che poco dopo vengono accusati di “andare casa per casa a minacciare gli elettori e a parlare di ideologie. Io invece sono un uomo libero da vincoli religiosi che rimetterà la città al centro del territorio e i cittadini al centro della città”.

Prima del comizio di Gianni Alemanno è il Senatore Domenico Benedetti Valentini a voler dire la sua. E comincia dall'ultimo confronto televisivo dei due candidati “Angelo (Loretoni ndr) ha fatto testimoniare personaggi della società civile, mentre Benedetti con nostra profonda amarezza ha chiamato in suo sostegno l'associazionismo, gli enti e le istituzioni locali, tutti finanziati dall'amministrazione comunale. Portare poi i telespettatori all'interno di strutture caritative sostenute da persone appartenenti ad ogni colore politico è stato veramente inadeguato. Ci mancava la testimonianza di due ministri di culto e il capolavoro sarebbe stato perfetto”. Chiude poi affermando che il centro destra rappresenta “la resurrezione pasquale dal punto di vista politico”.

La conclusione, la piazza e il palco sono tutti di Gianni Alemanno che esordisce dicendo “il vento di Spoleto è il vento di tutta l'Italia e se i ballottaggi andranno bene, per la prima volta il centro destra avrà più comuni e province del centro sinistra”. Poi un paragone con il passato: “venti anni fa la sinistra sventolava l'efficienza emiliano-romagnola oggi deve giustificare la Campania di Bassolino, l'Abruzzo di Del Turco e la Roma di Veltroni”. “Un territorio non può essere governato 15-20 anni dallo stesso partito, quando sono entrato in municipio ed ho aperto i cassetti la situazione era molto peggiore. Il buonismo veltroniano adottato in tutte le politiche a cominciare dall'immigrazione non funziona”. Poi chiude ricordando a tutti che “anche in occasione delle elezioni amministrative di Todi, sia io che Veltroni eravamo presenti nella cittadina umbra, ma caro Loretoni non ti preoccupare perché li vinse il centro destra e qui sarà lo stesso”. Un appello alla curiosa coincidenza che rincuora un po' tutti i presenti. Termina così la campagna del candidato sindaco Angelo Loretoni

(Chiara Fabrizi)


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