Sperimentale 75 anni, il baritono Roberto de Candia "Devo tutto al Lirico di Spoleto e al M° Sesto Bruscantini" - Tuttoggi

Sperimentale 75 anni, il baritono Roberto de Candia “Devo tutto al Lirico di Spoleto e al M° Sesto Bruscantini”

Carlo Vantaggioli

Sperimentale 75 anni, il baritono Roberto de Candia “Devo tutto al Lirico di Spoleto e al M° Sesto Bruscantini”

Lun, 20/09/2021 - 11:54

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de Candia "Ho trovato dei ragazzi quest'anno di una qualità e di una preparazione veramente grandiosa. Uso una parola forte: veramente sconvolgenti"

Ultimo appuntamento di tre in programma per la rubrica Umbria 10 e lode di Tuttoggi.info con le interviste ai protagonisti del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto, in occasione delle celebrazioni per i 75 anni di vita dell’Ente.

Dopo le interviste al vulcanico direttore d’orchestra e pianista Marco Boemi e alla bravissima e simpaticissima mezzosoprano Marina Comparato, chiudiamo in bellezza con il celebre e richiestissimo baritono Roberto De Candia, vincitore del Concorso per giovani cantanti dello Sperimentale nel 1990.

Cenni biografici su Roberto de Candia

Dopo aver iniziato gli studi come violoncellista, Roberto de Candia ha studiato canto sotto la guida di Lajos Kozma e Sesto Bruscantini. Vincitore del Concorso Internazionale “A. Belli” di Spoleto nel 1990, ha compiuto subito due prestigiosi debutti, all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma (Messa di Gloria di Puccini) e al Teatro Regio di Parma (Manon). Le sue doti di raffinato interprete e musicista lo avviano in breve a una fortunata carriera internazionale che l’ha condotto sui palcoscenici delle maggiori istituzioni musicali del mondo, inclusi Teatro alla Scala, Covent Garden Londra, Metropolitan Opera, Wiener Staatsoper, Festival di Salisburgo, Glyndebourne Festival, Opéra Comique di Parigi, New National Theatre di Tokyo, Opernhaus di Zurigo, Deutsche Oper Berlin, Bayerische Staatsoper di Monaco, La Monnaie di Bruxelles, Maggio Musicale Fiorentino, Rossini Opera Festival di Pesaro e tutti i maggiori teatri d’opera italiani.

Nel corso della sua carriera ha avuto modo di collaborare con i più grandi direttori, fra i quali Riccardo Chailly, Myung- Whun Chung, John Eliot Gardiner, Daniele Gatti, Zubin Mehta, Riccardo Muti e Giuseppe Sinopoli.

La memoria di Sesto Bruscantini, “Per me come un padre!”

Nella nostra intervista c’è stato un momento di intima commozione quando abbiamo ricordato a Roberto de Candia la figura del suo mentore e maestro di canto, il baritono Sesto Bruscantini.

Mi ha regalato un mestiere, una professione, oltre che lo sviluppo di una grande passione. Ma anche e soprattutto, diciamolo è stato per me la seconda figura paterna dopo che ho perso mio padre in età abbastanza giovane quando avevo 14 anni. Poi quando intorno ai vent’anni ho incontrato il maestro Bruscantini questa è diventata una figura fondamentale per il mio sviluppo, non soltanto professionale. I miei ricordi sono ricordi legati alle emozioni e alla persona all’uomo oltre che al grandissimo artista.

Stargli accanto poter godere della sua mente e della sua amicizia o della sua familiarità è stato un enorme privilegio ed una vita bellissima. Scoprire una persona così profonda così generosa così intelligente tra l’altro un uomo di enorme cultura senza mai farne sfoggio è stata un’esperienza importantissima e fondamentale per la mia vita e per lo sviluppo della mia esistenza non soltanto dal punto di vista strettamente professionale.

“Se non ci fosse stato lo Sperimentale, ora sarei un commercialista”

Come sempre facciamo in questi casi chiediamo a de Candia quanto è stato importante il suo rapporto con il Teatro Lirico Sperimentale.

Guardi non vorrei sembrare romantico sentimentale così come sono stato con il ricordo del mio maestro ma è vero e l’ho detto anche pubblicamente oltre che privatamente, per esempio sia a Claudio Lepore che al Maestro Zurletti e al condirettore artistico Girardi, io devo tutto allo Sperimentale di Spoleto nel senso che se non ci fosse stato il Lirico io probabilmente in questo momento sarei forse in uno studio a fare il commercialista.

Nel senso che farei un altro mestiere e lo Sperimentale mi ha dato una chance per poter debuttare ma soprattutto mi ha insegnato un mestiere.

Io lo dico sempre che, oltre alla mia famiglia, e quindi intendo la mia famiglia d’origine di Molfetta, e la mia famiglia diciamo civitanovese, quella di Bruscantini, io devo tutto quanto, tutto quello che sono, tutto quello che sono riuscito a fare allo Sperimentale di Spoleto.

Il mestiere

“Al Lirico mi hanno insegnato un mestiere; ho imparato dizione, anche se magari qualche volta non si direbbe, recitazione e abbiamo fatto corsi di mimo, corsi di danza nonostante la mia mole fosse impegnativa, abbiamo imparato come vestirci per bene a come sentire la luce del palcoscenico. Sono tutte cose che sono fondamentali per lo sviluppo di una carriera.

Sembrano piccoli tasselli, ma quando c’è una formazione alla base questo facilita moltissimo il progresso di una carriera di un certo livello perché io dico sempre anche ai ragazzi, quando lavoriamo insieme (nelle masterclass ndr.), spesso cantare bene soltanto non basta. Non è sinonimo di sicurezza di carriera, ma ci vuole un pochino qualche volta di fortuna. Ma la fortuna è quella di farsi trovare preparati nel momento in cui viene fornita un’occasione di grande carriera. Ed è esattamente questo che fa lo Sperimentale: prepara la base per sviluppare una carriera professionale. E se non ci fosse stato lo Sperimentale, ripeto, io forse non sarei qui!”.

Tornano a galla concetti e valutazioni già espressi nelle precedenti interviste dal M° Boemi e dalla Signora Comparato, a testimonianza della enorme e imprescindibile importanza strutturale, culturale e tecnica di una realtà come quella del Lirico Sperimentale.

Sosteniamo il Lirico, concretamente!

Aggiunge in tal senso il M° de Candia, “Io credo che sia importante che si sappia bene che cosa fa il Lirico Sperimentale, perché c’è bisogno di un sostegno che è fondamentale anche da parte di chi deve poi curare l’Ente. Che siano le istituzioni politiche, piuttosto che amministrative, sia locali sia a più alti livelli perché ha veramente una funzione fondamentale per chi deve intraprendere un percorso artistico come il nostro”.

Un tema già più volte sollevato anche da Tuttoggi.info. Crediamo infatti sia giunto il momento che chi può, debba aprire un tavolo di discussione a livello di Ministero, per valutare ulteriori sostegni strutturali a realtà così radicate, longeve (nonostante tutte le grandi e piccole difficoltà) e di provata e fondamentale importanza per la creazione di professionisti di grandissimo livello nel campo del canto lirico.

Lirico Sperimentale: una salute “sconvolgente”

Ed allora chiediamo a Roberto de Candia se ha trovato lo Sperimentale in buona salute nella ricorrenza del 75° anno di vita.

Guardi io le dico una cosa: ho trovato dei ragazzi quest’anno di una qualità e di una preparazione veramente grandiosa. Uso una parola forte: veramente sconvolgenti. Per chi è già andato a vedere gli spettacoli e per chi andrà a vedere la Butterfly, troveranno dei cantanti che sono già da grandi palcoscenici. Io lo dico con la massima serenità: è raro trovare delle persone così preparate e così volenterose. Io sono rimasto veramente molto colpito! “

“Incasellare” i cantanti

Chiediamo a Roberto de Candia se c’è qualcosa che amerebbe cantare oltre il genere Buffo in cui gli viene unanimemente riconosciuto di essere uno dei più grandi specialisti del panorama nazionale e internazionale.

C’è stato un tempo in cui si seguiva di più l’evoluzione di una voce. Oggi si tende ad incasellare i cantanti. Il fatto che sia riuscito in qualche modo a scappare, sgattaiolare e muovermi evitando questa ‘casella’ in cui potevo rimanere chiuso, è un enorme motivo di soddisfazione da parte mia e credo che sia uno dei più grossi regali che ha fatto il mio Maestro (Bruscantini).

Ho avuto la grandissima fortuna e il privilegio di veder riconosciuta la mia crescita, un mio sviluppo tecnico vocale, per cui sebbene io continui, come nel caso de La Scala a cantare ruoli del mio repertorio d’elezione (Taddeo ne L’Italiana in Algeri di Rossini ndr.), nel frattempo ho debuttato nel ruolo che più mi viene richiesto in questi ultimi 15 anni quello di Falstaff come protagonista, che ho cantato praticamente in più di mezzo mondo; addirittura l’anno scorso ho cantato in un DVD di una produzione del Teatro Real di Madrid”.

L’intervista completa

Si chiude dunque con l’incontro con Roberto de Candia il ciclo di tre interviste ai protagonisti del Lirico Sperimentale in occasione dei 75 anni di vita dell’Ente.

Augurandoci che l’iniziativa possa aver suscitato interesse tra i nostri lettori e tra gli appassionati di Lirica, ricordiamo però che proseguono senza interruzione gli altri imperdibili appuntamenti delle interviste nel format Umbria 10 e Lode. Seguiteci su Tuttoggi.info

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